torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

opinioni e commenti
la lettera scarlatta
di Domenico Massa

Per poter svolgere correttamente e proficuamente l’analisi dei mercati e tenere sotto controllo la volatilità dei degli investimenti finanziari è necessario osservare sia i fenomeni macroeconomici sia la direzione che imprimono ai mercati fattori contingenti e micro economici.

Per non distrarsi è bene non appassionarsi a vicende di piccolo cabotaggio sulla scena mondiale, illuminati ciclicamente dai media, quali potrebbero essere nello specifico le problematiche politiche che tanto appassionano ed interessano i media Italiani. E’ cosa buona e giusta non lasciarsi coinvolgere. Tuttavia alcuni temi del dibattito sull’opportunità di andare alle elezioni in Italia, al più presto, appaiono grottesche. Naturalmente è ben chiaro il peso delle elezioni nel dibattito del vitalizio agli eletti per la prima volta in Parlamento. Perderne il diritto a pochissimi mesi dalla data che lo avrebbe consolidato appare ai loro occhi una beffa al pari di quella subita dai nati nel 1952 per gli effetti della riforma delle pensioni targata Fornero.

Le fazioni si dividono in pro elezioni immediate e pro scadenza naturale della legislatura. Tutte le argomentazioni hanno diritto di pari dignità in democrazia. Ma affermare l’inverosimile non potrebbe e non dovrebbe essere tollerato. Più precisamente ci sarebbe da interrogarsi circa l’efficienza dell’azione degli ultimi 4 Governi italiani dalle ultime elezioni e del Governo tecnico nato verso la fine del 2011 con la caduta del Governo Berlusconi.

Ora non si può pretendere che il palcoscenico politico sia calcato da tutti Statisti, come non si può pretendere che coloro che votano, nel momento di esprimersi dimentichino la “pancia” e si ricordino soltanto degli ideali.

Credo che, più pensando alla pancia rispetto agli ideali sia necessario e urgentissimo un cambio di direzione, perché lo stato attuale non è sostenibile.

Le statistiche sono impietose e restituiscono un quadro agghiacciante. Aumenta la povertà delle famiglie, aumenta la disoccupazione, la disoccupazione giovanile è in aumento nonostante i livelli precedentemente raggiunti siano già da terzo mondo, non passa giorno che non venga divulgato un nuovo episodio di corruzione e ancor peggio di reati di mafia, che ormai vengono connotati con diverse sigle per distinguere le molteplici cosche. L’immigrazione clandestina ha raggiunto livelli biblici ed anche nella gestione del fenomeno emergono episodi di diffuso malaffare.

L’azione di Governo non sortisce effetti significativi sia sul versante del PIL sia sul versante della riduzione della spesa, pur con una consistente riduzione dei servizi. Lo stato di fatto ci espone alla continua concreta possibilità di essere sottoposti ad una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea, con la ormai quasi comica prassi dell’invio delle “lettere”: non so se il riso o la pietà prevale. Che altro dovrebbe succedere per convincere chi ha la responsabilità che è giunto il momento di coinvolgere i cittadini e farli partecipare nell’unico modo che è loro possibile democraticamente: esprimersi attraverso il voto.

articolo pubblicato il: 03/02/2017 ultima modifica: 13/02/2017

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it