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cronache
400 anni

la stagione del Conservatorio di Palermo


Non solo sede elettiva di insegnamento della musica, ma centro attivo di produzione, fucina dove la musica si fabbrica, si interpreta, se ne ampliano e approfondiscono gli orizzonti conoscitivi. Al Conservatorio il presidente Gandolfo Librizzi e il direttore Daniele Ficola hanno presentato la lunga stagione – da marzo a dicembre - che celebra i quattrocento anni di vita dell’Istituto. All’affollata conferenza stampa hanno partecipato anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il sovrintendente del Massimo Francesco Giambrone, a testimonianza dell’interesse della città nei confronti del suo Conservatorio. Nel ricordare l’impegno dell’Amministrazione comunale nei confronti delle istituzioni musicali e artistiche, concretizzatosi nel sostegno offerto con i fondi del Patto per Palermo, strumento di sviluppo anche nei confronti della cultura, Leoluca Orlando ha detto: “Palermo è città dell’accoglienza e la musica è armonia fra diversi, rete dell’accoglienza per eccellenza. Prima di fare, come Amministrazione, abbiamo il dovere di creare il clima, il clima dell’accoglienza che ha generato una straordinaria collaborazione fra istituzioni diverse. Un Conservatorio” ha proseguito Orlando, “che ha una lunga, ma soprattutto ricca, tradizione e un radicamento profondo nella storia della nostra città. Ma un Conservatorio che è giovane, è sempre parte attiva e vitale della nostra comunità, della sua vita culturale ed anche della sua vita sociale. Una fucina di giovani talenti, che è tale perché espressione di una passione, di un amore per la musica e di una professionalità che fanno onore a Palermo”. Alle parole del sindaco sono seguite quelle dell'assessore alla Cultura Andrea Cusumano che con un messaggio ha ribadito l'interesse nei confronti del Conservatorio e dei numerosi progetti specifici sostenuti dal Comune.

La stagione si inaugura il 6 marzo 2017, con una gemma, ovvero con la prima esecuzione moderna di due Cantate inedite di Gaetano Donizetti (prezioso ritrovamento della Biblioteca del locale Conservatorio), il Vincenzo Bellini di Palermo dà inizio alle celebrazioni di quattrocento anni di vita, diventando ‘teatro’ di concerti che attraversano il repertorio di tutti i tempi e di tutti i generi, dalla musica antica al barocco, dal sinfonico alla lirica, dal jazz alle più innovative espressioni musicali dei nostri giorni. Altro fiore all’occhiello della lunga serie di manifestazioni, l’International Rostrum of Composers, concorso dedicato ai giovani compositori contemporanei, organizzato dall’International Music Council di Parigi e co-finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito del progetto Creative Europe. Quaranta radio europee - tra le più importanti - saranno presenti a Palermo dal 16 al 19 maggio 2017 per giudicare le composizioni in concorso.Un gruppo di studenti, invece, sarà successivamente al Palais des Beaux Arts di Bruxelles per eseguire i nuovi lavori. Oltre al prestigio del Concorso (dal 1954 ad oggi sono risultati vincitori nomi del calibro di Nono, Castiglioni, Dusapin, Esa-Pekka Salonen, Ligeti, Kurtàg, Donatoni, Britten e Penderecki per citarne solo alcuni), il Rostrum è un punto di arrivo di estrema importanza che pone il Conservatorio di Palermo al centro delle più qualificate realtà produttive ed ideative dell’Europa.

La lunga stagione dell’Istituzione siciliana si arricchisce di convegni di musicologia tenuti dai massimi esperti di fama internazionale, di master-class con docenti di acclarata bravura. E non solo: il Conservatorio diverrà anche palcoscenico di ex-studenti che ormai da tempo sono attivi nelle più importanti sale e nei teatri del mondo, tra cui particolarmente significative saranno le presenze di Desirée Rancatore, giovane soprano applaudito dalle più esigenti platee sovranazionali, del clarinettista Calogero Palermo, Prima Parte del Concertgebouw di Amsterdam, del giovanissimo violinista Andrea Obiso, avviato a una fulgida carriera concertistica, di Massimo La Rosa, Primo Trombone della Cleveland Orchestra e ancora i soprani Gabriella Costa, raffinata specialista del repertorio barocco e Jessica Nuccio, soprano di levatura internazionale che ha mosso i suoi primi passi nel Coro di Voci Bianche del Conservatorio. Tra gli altri, un progetto di grande interesse sarà quello dedicato - tra marzo e ottobre - al palermitano Alessandro Scarlatti, del quale saranno eseguite le pagine più belle che vedranno interpreti anche in questo caso, oltre all’omonimo Ensemble di strumenti antichi, anche ex allievi divenuti celebri artisti, tra cui la già citata Gabriella Costa. Di storica bellezza saranno i luoghi ospiti dei concerti, oltre alla Sala Scarlatti del Conservatorio, si allineano il Teatro Massimo di Palermo, il Politeama Garibaldi, la Chiesa del SS. Salvatore, il Real Teatro di Santa Cecilia e l’Oratorio di Santa Cita.

“L’evento celebrativo che ci accingiamo a vivere", ha dichiarato il presidente del Conservatorio Gandolfo Librizzi, “è un avvenimento unico. L’anno dedicato a ricordare la nascita di questa prestigiosa Istituzione con manifestazioni e appuntamenti, nel segno della lunga e migliore tradizione che ha connotato il Conservatorio nel panorama musicale nazionale e internazionale, Sarà un’opportunità straordinaria per continuare a innovare e, presentando le migliori eccellenze, riaffermare il grande valore della Musica, di quell’arte delle muse che è arte delle arti, in grado di trasformare la semplice aria in qualcosa che trasporta gli animi ben oltre i sensi, capace di incantare innumerevoli generazioni e di esprimere ciò che le parole non possono, ciò che le parole non sanno più esprimere. La musica è l’atto fondante dell’Istituto, oggi come 400 anni fa. E noi continuiamo a portare avanti un progetto, guardando al futuro, ma avendo memoria della nostra grande tradizione”.

Nel ricordare che quella del 400° anniversario è soprattutto la stagione degli studenti e dei docenti, Il direttore Daniele Ficola ha sottolineato: “Il programma è stato condiviso da tutti gli organi di gestione dell’Istituto. I Quattrocento anni del Conservatorio di Palermo rappresentano un punto di arrivo rispetto a una lunga storia di tradizione di insegnamento e di produzione musicale, ma anche un punto di partenza per il futuro che è fortunatamente ancora carico di aspettative. Lo studio e l’esecuzione della musica continuano ad interessare i giovani e il nostro Istituto gliene offre ampia possibilità comprendendo tutti i generi e forme. Non abbiamo lavorato in maniera autoreferenziale, ma in rete con le altre istituzioni”. E sulla “straordinaria collaborazione fra le istituzioni”, ha voluto porre l’accento il sovrintendente Francesco Giambrone, che per sei anni è stato anche presidente del Conservatorio. “Il Conservatorio è essenziale perché forma i musicisti e gli utenti del teatro. E’ un legame culturale”, ha continuato Giambrone, “frutto di convenzioni che abbiamo più volte affinato per avere una più incisiva progettualità. Auguri al Conservatorio”, ha concluso, “per un anniversario che incrocerà a maggio i 120 anni del Massimo”.

Il Conservatorio di Palermo, quindi, per festeggiare il suo lungo corso mostra i gioielli di famiglia più preziosi, aprendo lo scrigno, come già accennato, lunedì 6 marzo con il concerto inaugurale lirico-sinfonico (Teatro Massimo, ore 20.30) che impagina oltre all’Ouverture dalla Norma di Vincenzo Bellini, le due Cantate inedite di Gaetano Donizetti, Cessate! Pria che riprodur si vegga e Salve o terra, che altèra ne vai, scritte entrambe per il Real Teatro Carolino di Palermo e qui eseguite per la prima volta nel 1825. I manoscritti sono stati recentemente scoperti da Dario Lo Cicero (bibliotecario del Conservatorio) e poi studiati insieme al musicologo Philipp Gosset. La revisione è a cura di Vito Mandina. Interpreti delle pagine donizettiane altri ex-studenti oggi in carriera, il mezzosoprano Chiara Amarù, il tenore Giulio Pelligra, il basso Ugo Guagliardo. Orchestra Sinfonica Bellini, Orchestra di Fiati Bellini, Coro del Conservatorio diretti da Loris Capister. Conclude la serata il Concerto per archi in memoria di Bob Kennedy, scritto nel 1986 da Eliodoro Sollima, ex direttore del Conservatorio nonché padre del celebre violoncellista Giovanni, anch’egli attualmente docente dell’Istituto palermitano.

articolo pubblicato il: 01/02/2017

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