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VIP e NIP
di Carla Santini

La legge 114 del 2014, fortemente voluta dalla ministra Marianna Madia, stabilisce il pensionamento irrevocabile dei pubblici dipendenti al compimento del sessantacinquesimo anno di età, escluse alcune ben specificate categorie ed escluso il caso del raggiungimento dei contributi minimi pensionistici per chi è entrato tardi nel mondo del lavoro. La legge è stata in seguito resa pienamente operativa da una puntuale e rigorosa circolare della stessa Marianna Madia.

Ciò nonostante, il generale Tullio Del Sette, comandante generale della Benemerita, nonostante sia nato il quattro maggio del 1951 e coinvolto nella vicenda Consip, è stato confermato dal premier Gentiloni appena uscito dall’ospedale, su proposta della ministra della Difesa Roberta Pinotti. Sicuramente il generale Del Sette sarà pienamente scagionato dalle accuse mossegli, ma resta il fatto incontrovertibile che i sessantacinque anni li ha compiuti da molti mesi. Non mancano nell’Arma generali che potrebbero prendere tranquillamente il posto di Del Sette e non si capisce perché viene pervicacemente mantenuto in servizio.

Il CdM ha trattato anche l’attuazione pratica delle unioni civili, specificando che l’opzione facoltativa dell’adozione del cognome del partner nelle unioni tra persone dello stesso sesso non dà seguito ad alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti. Questo perché la legge fortemente voluta dalla senatrice del PD Minica Cirinnà consente alla coppia di scegliere uno dei due cognomi, a differenza di quanto avviene nel matrimonio tradizionale, in cui la moglie può tuttalpiù aggiungere al suo il cognome del marito. La legge aveva provocato malumori per la difficoltà di ricostruire percorsi tributari certi per cittadini che, passando attraverso diverse unioni, possono cambiare continuamente cognome.

Il CdM ha anche approvato gli ultimi stralci della cosiddetta Buona Scuola, nonostante la ministra Valeria Fedeli ne stia smantellando l’elemento qualificante, ovvero che, se gli alunni stanno al Nord, i professori meridionali, se vogliono fare i professori, devono andare dove servono e non per un solo anno ma per un triennio. A parte il fatto che esiste da tempi immemorabili l’istituto della assegnazione provvisoria che permette a chi è titolare al Nord si restarsene tranquillamente al Sud e che addirittura si è verificato il caso di un’assegnazione provvisoria data non dal ministero ma da una giudice alla quale si era rivolta una professoressa meridionale. Qualcuno dovrebbe spiegare perché solo Stefania Giannini, madre della Buona Scuola, non sia stata confermata al suo posto al ministero, se la Buona Scuola troverà (quasi) completa attuazione.

Il premier Gentiloni, al termine della seduta, ha cinguettato su Twitter: “Le #riforme non si fermano”. Milioni di italiani che avevano votato No al referendum saranno felici di questo cinguettio. A noi sembra che in Italia, da secoli, la legge valga solo per i NIP, mentre i VIP cinguettano in allegria.

articolo pubblicato il: 14/01/2017 ultima modifica: 24/01/2017

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