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post-verità
di Domenico Massa

Una parola esposta a due interpretazioni è stata eletta parola dell’anno 2016 dall’Oxford English Dictionary: Post-Truth.

La variazione del senso di questa parola ci restituisce pienamente il percorso storico, sociale, economico e politico degli ultimi venticinque anni di cammino dell’uomo nell’emisfero occidentale.

Il termine fu coniato nel 1992 da Steve Tesich: sceneggiatore, drammaturgo e scrittore jugoslavo. All’epoca Tesich intendeva la post-verità, quella calata dall'alto verso il basso. Oggi è intesa, come un processo che origina dal basso inserendosi nella sfera pubblica. Esponenti del mondo politico e dell’informazione, dopo avere perso un qualche confronto con l'opinione pubblica o con l'elettorato, hanno portato alla ribalta la Post-Verità. La Post-Verità è il nuovo nemico da combattere.

Come sempre avviene esiste una scintilla che dà il via all’innesco. L’innesco nel caso specifico è determinato dai festeggiamenti per i 15 anni dell’euro. Il lessico giornalistico si è arricchito di un nuovo termine: “gli euro-pentiti”: si tratta di coloro che in passato si sono spesi convintamente prima a favore dell’adozione della moneta unica, poi nella difesa della decisione presa ed oggi cominciano a manifestare pubblicamente il sospetto che forse questa possa non essere stata la migliore scelta.

All’epoca della scelta, che ha portato all’adozione della moneta unica, valeva il significato che attribuiva Tesich alla post-verità: la comunicazione dall’alto raggiungeva tutti gli strati della Società ed era sufficiente non dare spazio ai detrattori per poter aver garantita la penetrazione di quello che si voleva fosse considerato verità. Oggi le informazioni hanno veicoli completamente diversi ed il web contribuisce invasivamente alla divulgazione. Questo non può essere funzionale ai centri di potere. In questa logica potrebbe essere inquadrato il pensiero del presidente dell’antitrust Pitruzzella che invoca l’istituzione di una commissione pronta ad intervenire ogni qual volta l’interesse pubblico venisse minacciato da informazioni immesse nel circuito mediatico tramite internet. Si tratterebbe di internet, pur sempre libero ed aperto, che beneficia di una entità terza di controllo. Il principio è semplice: le notizie devono essere veritiere.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi se coloro che ricevono le notizie veritiere sono in grado di capire elaborare e formarsi un’opinione corretta; forse sarebbe il caso di escludere dalla possibilità di voto chi non è in grado di recepire elaborare e formarsi un’opinione corretta sulla scorta delle notizie acquisite, forse sarebbe il caso di escludere tutti coloro che non hanno una formazione culturale adeguata, magari testimoniata da un titolo di studio di grado minimo (quello che darebbe accesso all’iscrizione a corsi universitari). Quello che potrebbe apparire una divagazione dal tema è a tutti gli effetti il monito che permette di focalizzare i rischi a cui ci espone la linea di pensiero di Pitruzzella; costui non può essere confuso con l’uomo della strada vista la carica che ricopre.

L’uscita dall’euro da parte dell’Italia e di qualsiasi Paese del sud Europa rappresenta un angosciante incognita. Operazione delicatissima e sicuro bagno di sangue per le classi povere e medie nell’immediato. Qualora l’operazione fosse portata a termine con metodo adeguato i benefici si potranno apprezzare soltanto con il tempo. Per avviare l’operazione di uscita dall’euro in condizioni di sicurezza necessiterebbe poter contare sull’onesta intellettuale degli attori chiamati a confrontarsi con le varie problematiche che inevitabilmente si presenteranno. La “cronaca” ci avvisa che la gran parte dei potenziali attori non gode dei requisiti richiesti a causa delle indagini giudiziarie in corso e a causa dei curricula che evidenziano percorsi professionali che avvertono della posizione, già presa, sul campo.

articolo pubblicato il: 05/01/2017 ultima modifica: 17/01/2017

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