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finanza
venti miliardi, e non di lire

il salvataggio MPS

di Domenico Massa

Una volta un giudice di un tribunale penale fu costretto a rispondere alle domande dei giornalisti che lo pressavano su una sentenza di assoluzione che cozzava con il racconto che era stato fatto per tutta la durata delle indagini e in ben due gradi di giudizio. Il giudice sottolineò che c’era stata l’assoluzione in base alla verità processuale e non era detto che questa potesse corrispondere alla verità reale.

Oggi, sulla vicenda che riguarda la Banca più antica del mondo, ci troviamo difronte ad una verità che ci viene narrata dalle parole del Ministro dell’economia e da altri Organi delle Istituzioni compresa una parte di quelle finanziarie (il Presidente di MPS). Questa verità ci narra dei futuri atti che seguiranno l’attuazione del decreto da 20 Miliardi per il salvataggio delle banche in difficoltà.

L’annuncio del Ministro che vuole sollevare le preoccupazioni di una platea di obbligazionisti e correntisti affermando che saranno rimborsati al 100 per 100, non è perfettamente incorniciabile nella serie di regole europee a suo tempo emanate per disciplinare la materia.

Come avviene nella quasi totalità dei casi in Italia le “grandi decisioni” sono prese a notte fonda e in prossimità di “feste natalizie”: questo è un dato di fatto, che dà adito ai detrattori del Governo di insinuare che si approfitta di una distrazione di massa.

Nel caso specifico è evidente che in questo frangente non si è trattato del tentativo di distrazione di massa per il semplice fatto che il decreto Salvabanche non poteva essere emanato prima che si fossero percorse tutte le strade possibili per un intervento del “Mercato”, e non dopo i termini fissati dalla Commissione Europea (31 dicembre 2016).

Per quanto attiene gli annunci del Ministro dell’economia e per la verità che ne deriva è lecito nutrire non poche perplessità in relazione al fatto che gli annunci appaiono difficilmente incasellabili all’interno del perimetro delineato dalla normativa europea: “La Commissione europea chiederà che sia applicato tale meccanismo di burden sharing - previsto anche dagli articoli 18 e 27 del Decreto legislativo 180/2015, che ha recepito la direttiva europea BRRD (art. 59 e 32) sulla risoluzione delle crisi bancarie” .

Sarà argomento dei prossimi giorni la verifica della possibilità di un salvataggio al 100 per cento degli obbligazionisti retail all’interno del quadro normativo; inoltre vedremo come la dialettica politica riuscirà a minimizzare il fatto che per il salvataggio della clientela retail dovrà essere ammesso esplicitamente che si sono verificati episodi di missselling, circostanza da valutare attentamente considerando i riflessi reputazionali per il sistema bancario.

Di buono ci sarà il riavvicinamento di gran parte dei cittadini italiani alle Istituzioni Europee, cioè quelle che non permetteranno che finisca tutto a “tarullici e vino” caricando sulle spalle dei contribuenti altri 20 miliardi di debito pubblico. Avremo modo di ritornare sull’argomento, per i dettagli, perché sicuramente si aprirà il vaso di Pandora e voleranno gli stracci.

articolo pubblicato il: 24/12/2016 ultima modifica: 26/12/2016

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