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cronache
Graziosi all'ATIT

importante conferma


Importante conferma per William Graziosi, amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini, e per il ruolo del Teatro Pergolesi di Jesi nell’ambito del rinnovo delle cariche dell’ATIT, l’associazione che riunisce, all’interno dell’AGIS, i teatri di tradizione italiani. Ieri, martedì 29 novembre, a Roma presso la sede dell’AGIS, l’ATIT Associazione Teatri Italiani di Tradizione ha eletto William Graziosi nel consiglio di presidenza a fianco del nuovo presidente Gianfranco Gagliardi, confermando un ruolo già rivestito con grande impegno nel triennio 2013-2016 sotto la presidenza di Giuseppe Gherpelli.

Con Gagliardi (avvocato e amministratore unico della S.p.A. che gestisce il teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso) fanno parte del rinnovato Consiglio di Presidenza i neo eletti Valeria Told, della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento e Roberta Ziosi, del Teatro Comunale Carlo Abbado di Ferrara; confermati con William Graziosi anche i consiglieri Andrea Pardini (Teatro Carlo Goldoni di Livorno), Giovanni Vegeto (Teatro Sociale di Como), e, alla vice presidenza, Andrea Paganelli (teatro Verdi di Pisa).

L’elezione ad ampia maggioranza si è svolta al termine di un’assemblea molto partecipata, aperta dal saluto del presidente dell’AGIS, Carlo Fontana, che ha sottolineato il momento politico favorevole ad una riforma legislativa organica dello spettacolo ed ha invitato la categoria ad una rappresentanza unitaria e coesa, anche al fine di rafforzare l’azione della Federazione dello spettacolo dal vivo.

I ventinove teatri di tradizione, che si distinguono per modelli gestionali snelli ed efficienti, hanno sviluppato nel tempo il ruolo di moderni centri di produzione culturale a carattere multidisciplinare di opere liriche, concerti, prosa e danza, anche se resta centrale l’attività lirica su cui si concentra l’intervento economico dello Stato.

Tra le priorità programmatiche annunciate dal nuovo presidente c’è l’esigenza di dare una veste legislativa ai teatri di tradizione più conforme all’attuale configurazione rispetto all’assetto, ormai superato, previsto dalla legge sulla musica del 1967 e l’impegno a colmare un vuoto di comunicazione con iniziative volte a valorizzare l’immagine del settore. Un’attenzione particolare verrà rivolta, infine, alla formazione dei giovani artisti e all’aggiornamento professionale delle eccellenti maestranze che operano all’interno dei teatri di tradizione.

articolo pubblicato il: 01/12/2016

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