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referendum e italiani all'estero
di Riccardo Fontana

Solo adesso scopro di essere importante come cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’Aire con altri quattro milioni di connazionali. Mi commuove alle lacrime l’affermazione del Ministro degli Esteri Gentiloni secondo cui gli italiani all’estero non sono cittadini di serie B; infatti credevo di essere di serie C.

Commovente è pure la lettera che Renzi (senza firmarsi come Segretario del PD, né come Presidente del Consiglio dei Ministri) ha inviato con molto poca felicità e ad alto costo ai suddetti milioni di cittadini fuori penisola perorando la causa del SI con feroci reazioni del comitato del NO che, sentendosi in bilico verso una possibile sconfitta, minaccia a priori ricorsi fino alla Corte Costituzionale.

Dai dibattiti e dai sondaggi sembra infatti che il voto di noi profughi all’estero, ognuno per le sue ragioni, sia destinato a giocare un ruolo decisivo per gli esiti del noto Referendum Costituzionale del 4 dicembre prossimo con almeno un peso del 5%. E tutto indica che dal Sud e Nord America ma anche dall’Europa possa prevalere il SI.

Il voto degli italiani all’estero, nato su proposta della destra e poi ampiamente sfruttato dalla sinistra, ha creato circoscrizioni d’oltremare di stampo politico-elettorale-coloniale dove, sia i cittadini nati in Italia, sia i loro discendenti nati all’estero e con passaporto italiano (la stragrande maggioranza dei quali non parla italiano e non sa neanche dove l’Italia si trova) devono votare per candidati dalla residenza fluttuante che dovrebbero in teoria rappresentare i loro interessi in Parlamento. Dunque, circoscrizioni di seconda classe dove si vota per corrispondenza postale mentre, nella grande maggioranza dei paesi del primo e terzo mondo, si vota nelle ambasciate e nei consolati, sia per motivi di sicurezza, sia per dignità giuridica e politica del cittadino riconosciuto alla pari col connazionale in patria. Oltre a tale squilibrio, emergono inoltre le polemiche passate e presenti su possibili brogli elettorali dove l’elettore sarebbe vittima dei postini ritardatari per la consegna delle schede come pure di per nulla scrupolosi addetti consolari dediti alla manipolazione delle schede.

Non ho mai ricevuto la lettera di Renzi e a maggior ragione la ignoro visto che mi sento sufficientemente maturo e idoneo ad operare le mie scelte come di diritto. Ignoro altresì le campagne per il SI e per il NO che comunque seguo per dovere di informazione. Quello che dispiace è assistere a distanza alla spaccatura del paese che ha tanti e tanti gravi problemi da risolvere anche se la riforma costituzionale si trascina alle intenzioni da lungo tempo e merita una risposta.

Come sempre prevalgono gli interessi personali e di gruppo mentre quelli nazionali svaniscono nelle lotte di potere e nella vanità dei protagonisti di questa ennesima operetta all’italiana.

Speriamo che prevalga il meglio per la popolazione e l’imprenditoria italiana, scongiurando una ulteriore crisi politica-istituzionale che si somma a quella economica e occupazionale, dando ulteriore spinta alla decadenza del sistema europeo che fa acqua da ogni parte.

articolo pubblicato il: 23/11/2016 ultima modifica: 03/12/2016

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