torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

editoriale
mattanza di delfini
di Carla Santini

Si sta facendo sempre più accesa la campagna per il referendum, come era d'altronde prevedibile che accadesse. Lo scontro fra il sì e il no non è indirizzato all’approfondimento e all’analisi dei contenuti, ma a una mediocre e sanguinaria lotta senza quartiere anche all’interno del Partito Democratico e, in una certa misura, di Forza Italia.

A destra, la battaglia per il no trova tutti d’accordo, ma si tratta di un’unità di vedute più di facciata che di sostanza. Salvini nel referendum cerca anche la sua consacrazione a futuro leader dello schieramento, con l’appoggio di Giorgia Meloni. Renato Brunetta vede nella vittoria di Trump la fine di ogni preclusione ad una politica di autentica destra in Italia e quindi il tramonto delle politiche moderate tipo Patto del Nazareno.

Stefano Parisi era stato scelto come delfino da Berlusconi nella prospettiva di una futura uscita di scena del leader di FI, ma già i precedenti non facevano presagire nella di buono: Angelino Alfano, che a suo tempo doveva rappresentare il futuro del partito, è finito nell’abbraccio di Letta prima e di Renzi poi, mentre Giovanni Toti come coordinatore FI è durato più o meno un giorno, subito ridimensionato a consigliere politico del leader e poi finito, lui toscano che non sapeva nemmeno che Novi Ligure è piemontese, a presiedere la regione Liguria.

Parisi ha tentato, dopo la sconfitta per la battaglia di Milano, di presentarsi come leader centrista e moderato. In una delle tappe del tour, si è scagliato duramente nei giorni scorsi contro Salvini, le sue posizioni politiche e il modo di esprimerle. In un’intervista al Corriere della Sera, Parisi ha dichiarato: “Io vado avanti comunque. Il centrodestra e il Paese vanno guidati da una leadership consapevole e capace, con idee chiare e progetti concreti per ricostruire il Paese, che non sappia solo vincere, ma che sia in grado poi di governare.” Chiaramente rivolto ai falchi forzisti ha aggiunto: “Chi vuol esserci è il benvenuto, chi vuole andare con Salvini faccia pure. Più chiarezza c'è, meglio è”.

La risposta del fondatore e a tutt’oggi capo indiscusso di FI non si è fatta attendere, forse convinto da qualche sondaggio che la corsa al centro non sia così vincente e che l’aria rassicurante di Stefano Parisi non basti a galvanizzare gli elettori. “Parisi sta cercando di avere un ruolo all'interno del centrodestra ma avendo questa situazione di contrasto con Salvini credo che questo ruolo non possa averlo.” ha dichiarato Berlusconi a “Radio anch’io”.

Probabilmente tra un po’ potrebbe uscire un nuovo nome come successore designato. Resta da vedere se e quanto durerà.

articolo pubblicato il: 15/11/2016 ultima modifica: 23/11/2016

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it