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finanza
euro addio
di Domenico Massa

Durante una settimana all’insegna dell’incertezza sull’esito delle prossime consultazioni elettorali negli USA è emerso un dato inconfutabile: la Germania ha raggiunto il più alto grado di occupazione dalla riunificazione, mentre l’Italia ha dovuto registrare un nuovo incremento della disoccupazione con particolare riferimento al dato terrificante di quella giovanile.

Orbene: usque tandem sarà necessario ancora aspettare per rendersi conto che il sistema dei cambi fissi, meglio conosciuto come “adozione dell’Euro”, funziona soltanto per quei Paesi che attraverso l’euro hanno potuto scaricare sugli altri una quota di svalutazione della propria moneta d’origine, con il duplice vantaggio che questa svalutazione non ha neanche pesato sul bilancio delle loro famiglie, perché non si è verificato un aumento dei prezzi , anzi si è verificato l’esatto contrario: in alcuni Paesi i prezzi dopo l’adozione dell’euro si sono abbassati semplicemente per il fatto che il costo della provvista di fondi si è notevolmente ridotto.

Oggi i cittadini di alcuni Paesi lamentano che il basso costo del denaro impedisce loro di ricevere adeguati compensi dai loro depositi bancari, il tasso negativo sui titoli di Stato tedeschi è una iattura per gli investitori tedeschi, che guardano storto le politiche monetarie della BCE guidata da Mario Draghi.

Quella di Draghi è impropriamente denominata politica monetaria, perché non incide minimamente sulla moneta circolante, piuttosto si basa sul sostenere il corso dei titoli obbligazionari. Tanto per essere chiari e precisi la FED stampa denaro e per poterlo immettere nel sistema deve essere speso dallo Stato; in Europa non si spende immettendo liquidità direttamente nel ciclo produttivo, ma si acquistano i titoli che senza domanda calerebbero di prezzo determinando minusvalenze nei portafogli degli investitori, in primis le Banche.

Chi è cresciuto a “pane ed Europa” ed ha gioito per la caduta del muro di Berlino, se sano di mente oggi dovrebbe interrogarsi sul proprio futuro, su come questa Europa continua ad alimentare un sistema burocratico, con l’imposizione degli interessi egoistici di un gruppo di Paesi attraverso la costruzione di regole che l’uomo della strada non può né capire né tantomeno approvare, ma solo subire. Peggio di così ormai non potrebbe più andare, le cose vanno talmente male che ormai la minaccia della catastrofe imminente per coloro che solo pensano di abbandonare il sistema dei cambi fissi non dovrebbe funzionare più.

Forse sui libri di storia si leggerà che gli italiani, dopo aver toccato con mano l’inefficienza dell’apparato burocratico europeo, dovendo scegliere tra la vita o la morte sotto le macerie -ogni riferimento ai recentissimi eventi tellurici è fermamente voluto- alla fine scelsero di mettere in sicurezza il territorio e se ne fregarono del patto di stabilità, del vincolo del tre per cento, ed il Paese ricominciò a crescere e la disoccupazione a diminuire. Una volta sentii degli anziani dire: meglio pane e sputo, ma a casa propria. Perle di saggezza contadina.

articolo pubblicato il: 04/11/2016 ultima modifica: 14/11/2016

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