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teatro
"Il funambolo"

al Teatro Vascello di Roma


Stagione Teatrale 2016-2017 Teatro Vascello Direzione Artistica Manuela Kustermann dal 4 al 7 ottobre 2016 h 21 Prosa e circo dal martedì al venerdì h 21

Il funambolo

di Jean Genet Traduzione di Giorgio Pinotti Personaggi e interpreti : Jean Genet Andrea Giordana Abdallah Giuseppe Zeno Canti dal vivo Melania Giglio Danzatori Yari Molinari, Giovanni Scura Musiche originali Marco Podda Coreografie Ricky Bonavita Scene Fabiana Di Marco Costumi Daniele Gelsi Luci Beppe Filipponio Regia Daniele Salvo

Aiuto regia Raffaele La Tagliata - assistente scenografo Giovanna Stinga- Capo Macchinista Marco Giuia - Sarta Valentina Martinelli Ufficio Stampa Viola Sbragia Organizzazione Teresa Rizzo Marioletta Bideri per Bis Tremila “La licenza a Bis Tremila s.r.l. di presentare lettura sceniche dell'opera IL FUNAMBOLO di Jean Genet è concessa da Rosica Colin Limited, London, in collaborazione con Zachar International, Milano”

Verso la fine del 1956 Jean Genet conobbe un giovane artista del circo, Abdallah Bentaga, figlio di un acrobata algerino e di una tedesca. Lo scrittore francese si legò a lui in un rapporto che lo indusse a peregrinare per l'Europa. Nel corso dei loro spostamenti Genet cercò di convincere Abdallah, che lavorava come giocoliere e acrobata al suolo, a salire sul filo da funambolo. Lo plagiò sino a indurlo a sottoporsi a un estenuante allenamento. Su un foglio di carta disegnò anche un numero segnandone i passi. Il giovane algerino cadde dal filo una prima volta nel 1959, ma vi risalì. Si unì alla compagnia del Circo Orfei per una tournée in Kuwait. Ma ricadde una seconda volta e fu la fine della sua carriera. Genet era convinto di aver realizzato con Abdallah, suo doppio narcisistico, una sorta di capolavoro che l'imperizia e la debolezza del ragazzo mandò in malora, come scrisse a un amico. Nel febbraio del 1964 Abdallah inghiottì un barbiturico e si tagliò le vene. Sette anni prima Genet aveva scritto per lui e su di lui un piccolo poema in prosa, Il funambolo. E' uno dei testi più belli dello scrittore, uno dei suoi più sfavillanti, dove mette allo scoperto la sua estetica ma anche la sua erotica. Si tratta di un grande inno alla Morte, compagna ma anche madre del funambolo: «La Morte - la Morte di cui ti parlo - non è quella che seguirà la tua caduta, ma quella che precede la tua apparizione sul filo. E' prima di scalarlo che muori. Colui che danzerà sarà morto - deciso a tutte le bellezze, capace di tutte». Il funambolo gioca sul filo dell’orizzonte, gioca la sua e la nostra vita per misurarsi con se stesso e con i limiti di tutti noi.

Abbonamenti: 10 spettacoli a scelta 100,00 € tra prosa, danza, musica e teatro ragazzi ! esclusi i Festival 5 spettacoli a scelta 60,00 € tra prosa, danza, musica e teatro ragazzi! esclusi i Festival Se ti abboni entro il 4 ottobre l'accompagnatore paga 5,00 €

Biglietteria: Intero Prosa 20,00 € Ridotto Prosa over 65 15,00 € Ridotto Prosa studenti 12,00 € Servizio di prenotazione 1,00 € a biglietto

Teatro Vascello via Giacinto Carini, 78 – 00152 Roma Tel. 06.5881021/06.5898031

articolo pubblicato il: 30/09/2016

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