torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

spettacolo
"Un ballo in maschera"

al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto


70ma Stagione Lirica Sperimentale 2016

Un ballo in maschera

Melodramma in tre atti Musica di Giuseppe Verdi Libretto di Antonio Somma ispirato al romanzo di Eugène Scribe Gustave III ou Le bal masqué

Direttore Marco Angius Regia, scene e costumi Stefano Monti

Personaggi e interpreti
Riccardo - Sebastian Ferrada/Ivaylo Mihaylov/Fabio Serani
Renato - Paolo Ciavarelli/Manuel Mas/Domenico Balzani
Amelia - Silvia Cafiero/Chiara Mogini/Samantha Sapienza
Ulrica - Candida Guida/Mariangela Marini/Rachele Raggiotti
Oscar - Sabrina Cortese/Federica Livi/Giulia Mazzola
Silvano - Daniele Antonangeli
Samuel - Massimiliano Mandozzi
Tom - Davide Procaccini
Un giudice - Antonio Trippetti
Un servo - Ivano Granci

O.T.Li.S - Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale
Coro del Teatro Lirico Sperimentale

20 settembre - 1 ottobre 2016

Con uno dei più ricchi archivi e una biblioteca musicale accessibili anche via web, il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto anche quest’anno conferma la sua vocazione all’innovazione proponendo giovani artisti, nuovi allestimenti e opere conosciute lette in maniera originale. È il caso della messinscena de UN BALLO IN MASCHERA di Giuseppe Verdi, che vede sul podio dell’Orchestra e Coro dello Sperimentale il maestro Marco Angius, diventato negli anni un direttore di riferimento per il repertorio musicale contemporaneo.

E proprio qui sta la novità di questa edizione. In questo caso, infatti, Angius dirigerà un’opera di repertorio «perché - afferma - considero Verdi un autore estremamente attuale, un nostro contemporaneo, sia per la ricchezza della drammaturgia che per le invenzioni musicali. Generalmente si attribuiscono ai registi le letture più innovative e spericolate dell’opera lirica mentre su cantanti e direttori grava la cosiddetta tradizione, quasi che l’esistenza di registrazioni del passato costituisca una fonte di autorevolezza indiscussa o comunque ineludibile. Di qui la curiosa schizofrenia interpretativa tipica dei giorni nostri. Dunque, di fronte alle opere del passato vi è da un lato la libertà di scelte dell’interprete, dall’altro un’autenticità solo presunta di intenzioni compositive affidate alla conoscenza della prassi esecutiva dell’epoca». Ma allo Sperimentale le cose vanno diversamente. «Per fortuna qui al Lirico di Spoleto - continua Angius – si lavora con grande libertà e una speciale complicità delle masse artistiche: ciò conduce a risultati innovativi anche nei titoli che sembrerebbero più legati alla cosiddetta tradizione, appunto. Per me costituisce dunque una grande occasione il potermi confrontare con un compositore come Verdi e con un titolo come questo, perché Un ballo in maschera offre una quantità inesauribile di spunti e implicazioni tutt’altro che scontate o archiviate dalla storia delle sue interpretazioni».

Regia, scene e costumi sono affidati a Stefano Monti, che nella sua carriera teatrale, televisiva e cinematografica ha affiancato registi del calibro di Virginio Puecher, Luca Ronconi e Mauro Bolognini. «“Commedia con lati oscuri”, “il capolavoro del compositore di Busseto”, “il più melodrammatico dei melodrammi”, “esclusivo poema d’amore, e unica opera politicamente reazionaria”. Al di là delle innumerevoli definizioni del Ballo in maschera - scrive Monti - resta il fatto che l’architettura dell’opera è molto bella nella sua semplicità. Assumendo il concetto dello Spazio Scenico come tramite della messa in scena, mi sono accostato a quest’opera verdiana pensando a una struttura dinamica e modulare che si trasformasse, fra un atto e l’altro, in forme e modi diversi ma con una volumetria costante e si completasse, in rapporto alle scene, con altri due elementi, in particolare, le sedie di teatro e alcuni fondali della tradizione pittorica italiana ottocentesca».

Per l’opera che ha avuto la sua prima rappresentazione al Teatro Apollo di Roma il 17 febbraio 1859 e che Massimo Mila definisce “il Tristano e Isotta di Verdi”, il cast è formato dai vincitori dei Concorsi Europei di canto dello Sperimentale di Spoleto. E questa non è una novità, anzi un solida tradizione. Anche nel suo 70mo compleanno il Lirico conferma la sua principale missione di sempre, quella cioè di promuovere giovani artisti, accompagnandoli al loro debutto sotto la guida di grandi direttori d’orchestra e di registi importanti. Da questo palcoscenico hanno debuttato, giovanissimi, cantanti come Renato Bruson, Leo Nucci, Anita Cerquetti, Ruggero Raimondi, Antonietta Stella, Mariella Devia e tanti altri. E registi quali Leo De Bernardinis, Paolo Rossi, Mario Perrotta, il duo ricci/forte hanno incontrato per la prima volta l’opera lirica.

Dopo Spoleto, l’opera compirà una tournée regionale, andando in scena nei più importanti teatri di Perugia, Assisi, Città di Castello, Todi e Orvieto.

Spoleto, Teatro Nuovo
Martedì 20 settembre ore 18.00 (anteprima per le scuole)
Mercoledì 21 settembre ore 10.00 (per le scuole)
Giovedì 22 settembre ore 10.00 (per le scuole)
Venerdì 23 settembre ore 20.30
Sabato 24 settembre ore 20.30
Domenica 25 settembre ore 17.00

Rassegna Regionale
Perugia, Teatro Morlacchi, lunedì 26 e martedì 27 settembre ore 20.30
Assisi, Teatro Lyrick, mercoledì 28 settembre ore 20.30
Città di Castello, Teatro degli Illuminati, giovedì 29 settembre ore 20.30
Todi, Teatro Comunale, venerdì 30 settembre ore 20.30
Orvieto, Teatro Mancinelli, sabato 1 ottobre ore 20.30

articolo pubblicato il: 21/09/2016 ultima modifica: 24/09/2016

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it