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"Rosicca e Morano"

prima a Spoleto

di Carla Santini

Il terzo appuntamento della settantesima stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto ha riservato una gradita sorpresa al pubblico accorso al Teatro Caio Melisso.

I due intermezzi di Francesco Feo, noto agli addetti come uno dei più apprezzati compositori ed insegnanti di musica del Settecento napoletano, costuiscono in realtà due atti di un’unica storia.

Nell’allestimento del maestro Pierfrancesco Borrelli, del regista Giorgio Sangati e dello scenografo Alberto Nonnato, Rosicca e Morano, da personaggi di contorno dell’opera Sofonisba, vivono di luce propria e diventano protagonisti della vicenda.

Il lavoro teatrale ha potuto ovviamente contare sulla bravura e sulla valentia dei cantanti e dei musicisti dello Sperimentale. Ne è scaturito uno spettacolo ben confezionato e ricco di attrattiva e di spunti.

L’apparente leggerezza del tutto non ha però celato il grande lavoro che lo ha sotteso e ha consentito di cogliere i caratteri tipici della Commedia dell’arte, nei lazzi e nel linguaggio aulico e popolare insieme. Non mancavano interi brani in diverse lingue, tutti rigorosamente maccheronici, che rendevano il libretto ancor più esilarante.

La facile lettura, la comprensibilità dei cantati ha fatto pensare alla semplicità, che tale però non è. Per un artista essere semplice è forse l’obiettivo più difficile da raggiungere. Troppo spesso la semplicità viene fraintesa con la banalità. Nella creazione l’artista deve scarnificare, distillare, rifuggere dall’ovvio.

Il Settecento, del resto, rappresenta in tutte le sue espressioni artistiche quanto di più elaborato e studiato ci potesse essere per meravigliare, stupire, dire e non dire. In questo caso, la localizzazione della vicenda, il ricorso a due mimi, l’intrattenimento musicale durante l’intervallo fra le due parti non ha lasciato nulla al caso, così come gli allestimenti e i costumi.

Un’ultima notazione. Far risuonare all’interno del Caio Melisso note ritrovate di Francesco Feo, che fu maestro di Nicolò Jommelli, è stata un’idea geniale. Il Caio Melisso è tornato ad ospitare uno spettacolo lirico dopo un lungo restauro; l’Ipermestra di Jommelli inaugurò il teatro dopo la grande ristrutturazione settecentesca del preesistente teatro seicentesco.

articolo pubblicato il: 17/09/2016 ultima modifica: 21/09/2016

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