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finanza
aspettando il referendum
di Domenico Massa

La differenza tra i popoli di origine latina e quelli di origine anglosassone è lampante. Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale Sir Winston Leonard Spencer Churchill, forte della fama che si era conquistato portando l’Inghilterra alla vittoria, si candidò alle elezioni, ma a causa della sua scarsa attenzione alla richiesta popolare di riforme sociali nel dopoguerra, venne sconfitto dal Partito laburista nelle elezioni del 1945. Gli Italiani al contrario degli inglesi sono costantemente alla ricerca dell’uomo che possa tirar fuori le castagne dal fuoco. Assistono con relativa indifferenza agli accadimenti, sperando di riuscire a cavarsela; si rimettono alla possibilità che qualcuno prenda le redini e tiri fuori il Bel Paese dalla situazione disastrosa in cui è precipitato.

I recenti dati economici diffusi sia dall’ISTAT sia da altri Organi Istituzionali e non, ci restituiscono un quadro desolante, nonostante il tentativo di qualche autorevole fonte di commentare in chiave positiva alcune variazioni, irrilevanti, mese su mese o anno su anno. Il vero è che l’Italia si è fermata dopo la crisi esplosa negli USA nel 2007 ed esportata in Europa nel 2011 dove gli effetti si sono amplificati.

Tornando ai dati economici, il livello di disoccupazione è demoralizzante e, quel che è peggio, il livello di quella giovanile è umiliante; per non parlare poi del numero dei giovani che non studiano, non lavorano ed hanno smesso di cercare lavoro.

Il ministro dell’economia Padoan ha spento le speranze di crescita negli anni a venire: le sue previsioni si avvitano intorno allo zero virgola. Certo intorno a noi in Europa le cose non vanno molto meglio e le ragioni del disastro sono sotto gli occhi di tutti. L’Europa a trazione tedesca ha fallito e mentre la Germania da locomotiva in pectore si è dimostrata inadeguata, il resto dei vagoni non la segue e sta deragliando.

In questo quadro desolante i politicanti italiani, dopo aver vaporizzato anni di conquiste sociali come ad esempio l’articolo 18 ed il sistema pensionistico, con l’INPS che si sostituisce agli Organi dello Stato nell’interpretazione delle leggi, e che attraverso le circolari ai propri uffici apporta ulteriori odiose restrizioni rispetto al già abominevole impianto della famigerata Legge Fornero, si preparano alla resa dei conti sulla proposta di modifica di una parte della carta costituzionale. Una modifica che dovrebbe rendere il Paese più moderno, governabile, con un Parlamento più veloce nel legiferare.

Francamente, guardando il risultato dei recenti lavori parlamentari e l’effetto che gli stessi hanno avuto sul tessuto socio economico della nazione sarebbe preferibile maggior riflessione. Non penso che ci sarebbe voluto un astrologo per preconizzare gli effetti della legge Fornero sull’occupazione e non sembra che l’aver rinunciato alle tutele del Contratto Nazionale dei Lavoratori abbia rimesso in moto la dinamica occupazionale. Il vero è che molti cinquantenni che hanno perso il lavoro come dipendenti a causa della crisi economica, dovendo comunque mangiare e mandare i figli a scuola si sono reinventati liberi professionisti, che utilizzando la partita IVA cercano di sbarcare il lunario. Questo fenomeno è stato male interpretato ed il numero dei liberi professionisti per bisogno è stato salutato come un segnale di ripresa da chi continua a giocare con i numeri, altri sicuramente, ma con lo stesso spirito di coloro che ispirarono Trilussa nella famosa elucubrazione statistica sul consumo dei polli.

articolo pubblicato il: 16/09/2016 ultima modifica: 25/09/2016

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