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finanza
globalizzazione selvaggia
di Domenico Massa

Il 5 maggio 2000 il giornale La Repubblica titolava: “Torino - E' un altro mattone che va a posto nel piano generale del presidente della Fiat, Paolo Fresco, che deve portare alla razionalizzazione e al consolidamento del gruppo di Torino in vista delle alleanze future.”

Il 23 gennaio 2014 Antonio Vanuzzo dalle pagine di Link-inchiesta, testata online, in un lungo articolo della rubrica economia si domandava cosa avrebbe dovuto vendere Marchionne “ Dopo il closing della fusione Fiat-Chrysler e in attesa del piano industriale che sarà licenziato ad aprile, i fondi americani – pallottoliere alla mano – si chiedono quale strategia adotterà il top manager per ridurre un indebitamento pari a 10 miliardi.”

“Stando alle indiscrezioni uscite da parte coreana all’inzio del mese – si legge ancora sul Sole 24 Ore – Samsung sarebbe interessata ad acquistare parte o tutta Magneti Marelli, la società di componentistica del gruppo. Il futuro di Magneti Marelli sarà «altrove» nel lungo periodo ma per il momento la società è «essenziale» per il gruppo Fca, ha detto Marchionne. «Noi non abbiamo mai messo in vendita Marelli. Nel medio e lungo termine, probabilmente nel lungo, il futuro di Marelli sarà altrove», ha spiegato, ma «fino a quando arriveremo a quel punto l’importanza di Marelli per Fca è essenziale. “

Il manager che sfoggia in qualsiasi occasione un maglioncino giro collo e camicia, in dispregio dell’educazione che prevederebbe l’abito scuro e cravatta (massimo consentito il blu scuro fino all’ora di pranzo ed unico vezzo concesso all’uomo è la scelta della cravatta, alle donne è consentita maggior libertà”, si distingue ancora una volta sia nell’abbigliamento sia nel lessico utilizzato e che ci ricorda da vicino la “sibilla di Cuma”.

Il vero è che il fenomeno della globalizzazione ci ha investito molto più velocemente della possibilità di adattamento delle menti al nuovo corso storico ed economico. Viene frustrato il nostro spirito nazionalistico, quando al contrario è in divenire un modello di società “apolide”.

Anzi una società dove i confini degli Stati valgono solo per le limitazioni e gli impegni a carico dei cittadini, ma restano assolutamente permeabili agli interessi delle “Multinazionali”. L’uomo dal maglioncino girocollo è funzionale agli interessi della multinazionale che guida per conto di altri e non ci deve meravigliare che poco, egli, si preoccupi dell’opinione degli italiani e del loro spirito nazionalistico ed interessi economici. Un mondo globalizzato permette alle multinazionali di scegliersi le soluzioni migliori a partire dai luoghi di produzione, dove pagare le tasse, dove inquinare l’ambiente, dove sfruttare la manodopera a basso costo e via dicendo. Non è il mondo che vorremmo, ma è quello che ci stiamo creando.

articolo pubblicato il: 04/09/2016 ultima modifica: 12/09/2016

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