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cronache
"Viaggio in Sicilia"

Torna a settembre 2016 Viaggio in Sicilia – il progetto per l’Arte e il Territorio, ideato e prodotto da Planeta, a cura di Valentina Bruschi – che quest’anno prende il titolo Mappe e miti del Mediterraneo.

Sei artisti della stessa generazione, italiani e stranieri, si incontrano e si confrontano con il territorio siciliano in una residenza nomade, dal 2 all’11 settembre 2016. Nei mesi successivi, attraverso linguaggi diversi, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’installazione fino al video, i protagonisti realizzeranno opere che saranno esposte nella mostra collettiva a Palermo a giugno 2017.

Gabriella Ciancimino (Palermo, 1978), Pietro Ruffo (Roma, 1978) e Luca Trevisani (Verona, 1979) viaggeranno insieme a tre artisti di provenienze geografiche diverse: l’inglese Andrew Mania (Bristol, 1974), la cipriota Marianna Christofides (Nicosia, 1980) e l’egiziana Malak Helmy (Alessandria d’Egitto, 1982).

Il fotografo Leonardo Scotti (Milano, 1988) annoterà appunti visivi del viaggio sul blog della residenza, planeta.it/viaggioinsicilia, che sarà costantemente aggiornato con immagini, riflessioni e un foto racconto con i particolari dei luoghi visitati.

Il Progetto
Come possono dialogare tra loro due temi come "mappe" e "miti"? Il mito in Sicilia è una sottotraccia costante, utilizzata fin dall'antichità per spiegare i maestosi fenomeni naturali, dal mare – che circonda tutta l'Isola a tre punte, la cui forma triangolare ha alimentato leggende – ai vulcani perennemente attivi, dall'Etna allo Stromboli. Le mappe hanno una tradizione antica, perfezionata con i geografi arabi, il più famoso dei quali Edrisi alla corte del Normanno Ruggero II che scrisse il Sollazzo per chi si diletta di girare il mondo (noto come il "Libro di Ruggero") per coniugare scienza e arte, cartografia e controllo dello spazio. In una linea di continuità che parte dalla maestosità dei templi greci, che dovevano essere ben evidenti e imponenti per chi arrivava da lontano, fino alle chiese-fortezze dei Normanni, ai castelli di Federico II, la geografia di queste zone dissemina il territorio siciliano di significati simbolici, luoghi di protezione e identificazione. Un paesaggio caratteristico di tutto il Sud Italia, in cui convivono terra e cielo, ricerche geografiche e leggende. Anche i quattro punti cardinali, elemento geometrico centrale del cartografo, sono legati al simbolo e al mito. Infatti, secondo il pensatore medievale Onorio di Atun – nel suo celebre Imago Mundi – la bussola non indica solo le direttrici geografiche ma anche itinerari mistici, in riferimento al simbolo del numero 4, espressione dell'universo.

Nell’arte contemporanea le mappe sono diventate una vera e propria espressione artistica, a cominciare dagli anni Sessanta, da quelle degli Stati Uniti di Jasper Johns a quelle globali di Alighiero Boetti. Per questi artisti, scala e precisione non hanno importanza e l'intera mappa diventa opera d'arte dove i lavori rappresentano luoghi riconoscibili anche se non rappresentati con esattezza geografica.

La residenza nomade si svolgerà nel periodo della vendemmia attraverso le sei tenute dell’azienda (Ulmo a Sambuca di Sicilia, Dispensa a Menfi, Dorilli a Vittoria, Buonivini a Noto, Feudo di Mezzo sull’Etna e La Baronia a Capo Milazzo) all’interno di un contesto in cui storia e paesaggio hanno avuto nei secoli una forte relazione e dove oggi l’industria vitivinicola permette la riattivazione di un dibattito sul rapporto tra uomo e natura, e sull’incontro con il mito, così forte per gli artisti stranieri che si imbattono in aree ricche di rovine della Magna Grecia.

Il gruppo terminerà il viaggio a Dorilli a Vittoria dove, sabato 10 settembre alle ore 19.00, il pubblico potrà incontrare e conoscere gli artisti insieme, anche, allo scrittore Gianluigi Ricuperati (Torino, 1977) che scriverà un testo nel catalogo della mostra di giugno 2017

articolo pubblicato il: 01/09/2016

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