torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

editoriale
la montagna partorì un topolino
di Domenico Massa

Il lutto che ha colpito l’Italia ha giustamente ed inesorabilmente allontanato l’attenzione dal recentissimo summit tenutosi “in mare” nei pressi dell’isola di Ventotene. Ma è doveroso, nonostante le attuali circostanze, tornare a riflettere sull’ evento. La “montagna” ha partorito un “topolino”, ma quel che è peggio il parto ci è costato un occhio della testa. Quello che il triunvirato Hollande, Merkel e Renzi avrebbe potuto concludere con una più modesta (ed adeguata allo scopo) web-conference è andato in onda in mondovisione con l’utilizzo di mezzi navali e dispiegamento di forze megagalattico.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, come si evince dalle dichiarazioni rese sul ponte della portaerei "Garibaldi”: la Merkel non si è spostata di un millimetro dalla posizione tedesca sui parametri di Maastricht, Hollande, in pubblico, pensa solo al terrorismo e Renzi deve convincere che dopo aver rottamato la classe politica e quella dirigente del PD, con lui stesso “solo” al comando, le cose andranno sempre meglio.

I fatti realmente accaduti nel durante dello spettacolo mediatico hanno restituito i connotati della farsa, perché nelle immediate vicinanze si è determinato uno strappo nella situazione libica:” La Camera dei rappresentanti di Tobruk (Hor) ha votato la bocciatura del governo unitario libico designato dall'accordo Onu firmato in Marocco il 17 dicembre. Il presidente egiziano al Sisi conferma l’appoggio a Tobruk e al generale Haftar”.

La verità è che Hollande si è schierato con Tobruk ed il generale Haftar per lo stesso motivo per il quale a suo tempo Nicolas Sarkozy non perse tempo quando decise di bombardare la Libia di Gheddafi. Del resto tra Francia ed Italia esiste un conflitto di interessi grande quanto una casa; l’ERG è impaziente di sloggiare l’ENI.

In attesa di ottobre, quando la BCE procederà con i test per mettere alla prova di resistenza le banche sotto la pressione di prelievi consistenti e prolungati nel tempo (un mese), una bella castagna per il premier Renzi è rappresentata dalla pretesa della Merkel, ispirata dal falco e ministro delle Finanze teutonico Wolfgang Schäuble, di voler introdurre un tetto ai titoli di stato nei bilanci delle banche, costringendo quelle Italiane a vendere BTP e comprare BUND con le inevitabili conseguenze sullo “Spread” BTP/BUND.

Anche nelle migliori famiglie ci sono conflitti di interesse; è come si risolvono che fa la differenza. Quando gli accadimenti di questi giorni si studieranno sui libri di storia affidando ai posteri “l’ardua sentenza” non credo che ne possa uscire un quadro in cui agli attori possa essere riconosciuto il ruolo di grandi statisti. Li riterrei più miseramente portatori delle ragioni di “grandi interessi” che confliggono apertamente con lo spirito con il quale era stata pensata, sperata e purtroppo, oggi disattesa, la “Speranza europea”.

articolo pubblicato il: 29/08/2016 ultima modifica: 04/09/2016

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it