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finanza
ancore mentali
di Domenico Massa

La finanza comportamentale è la scienza che studia il comportamento degli investitori/risparmiatori e gli effetti che determina, relativamente al successo inteso come raggiungimento del risultato prefissato.

Una partita molto importante la giocano quelli che potremmo definire luoghi comuni, o più precisamente le ancore mentali. Il nostro cervello ci porta a disegnare schemi per poter riconoscere il perimetro di situazioni ed agire rapidamente di conseguenza. Un’ancora mentale potrebbe essere il prezzo di un titolo, un determinato livello di cambio tra due monete o un particolare livello di un indice di borsa. Tutto questo nella convinzione che ciò che è successo in passato si possa riproporre in futuro e, cogliendo i segnali giusti, si pensa di poter determinare la mossa giusta al momento giusto. Le ancore mentali rappresentano un elevatissimo fattore di rischio.

Un'altra ancora mentale è la certezza di aver individuato un’operazione che non presenta alcun rischio: nell’immaginario collettivo “il materasso” o “sotto una mattonella”. Moltissimi considerano le “Poste” un luogo sicuro al pari del “materasso e/o pavimento casalingo”, per il semplice fatto che le “Poste” rappresentano lo “Stato” e addirittura, molti le considerano più sicure dei titoli di Stato (BOT, CCT, BTP). Per fortuna ci viene in aiuto la facilità di ricerca attraverso “internet”, naturalmente con le dovute cautele.

E’ troppo presto per acquisire elementi di analisi della prossima tranche di privatizzazione di “Poste Italiane”; tuttavia si ha la possibilità di raccogliere una serie informazioni che accuratamente collegate ci mettono nella condizione di individuare, senza ombra di dubbio, che considerare “le poste” più sicure del materasso rappresenta una delle “ancore mentali” tra le più pericolose. Giuridicamente si tratta di una SpA ed i depositi effettuati dai clienti convergono, come si legge nel sito ufficiale, nella Cassa depositi e Prestiti. Oggi molti sono stati informati circa l’attività dell’Ente CDP che recentemente è stato utilizzato per correre in aiuto al “Sistema Bancario”. L’enorme bacino di clientela che fa capo alle “Poste” è composto da una vasta fascia di cittadini fortemente e palesemente avversi al rischio ed in particolare al rischio di perdite in conto capitale, tralasciando quello di non vedersi riconoscere gli interessi pattuiti. Le ancore mentali giuocano a costoro un brutto scherzo le cui conseguenze sono già state patite in passato da coloro che hanno sottoscritto prodotti finanziari dai nomi fantasiosi (Centro; doppio centro; concerto…) collocati da Banco Posta. A questi strumenti finanziari si sono interessate in passato anche associazioni di consumatori che hanno denunciato l’inganno ai danni degli utenti.

Indagini di mercato condotte in tempi diversi e da diversi studiosi, hanno evidenziato che la clientela delle Poste è una clientela con basso livello di scolarizzazione, interessata soprattutto alla sicurezza e con avversione a tutto ciò che nella loro mente può anche lontanamente costituire un rischio; la diffusione capillare sul territorio degli sportelli permette di raggiungere le più sperdute comunità. Proprio per questo motivo un’enorme responsabilità morale ricade in capo all’Ente ed al Governo, soprattutto in considerazione dell’articolo 47 della “Costituzione più bella del mondo” che recita:” La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” : mai articolo nella storia della Repubblica è stato vessato come questo e purtroppo per il prossimo futuro: “gli atti non so’ belli, diceva il rospo che vedeva perfezionare e rendere particolarmente acuminata la punta del bastone”. Il futuro è in grembo a Giove e per non incorrere nell’errore delle “ancore mentali” non bisogna credere che il passato possa riproporsi; tuttavia ci troviamo in un delicatissimo momento, nel quale un ruolo importantissimo lo dovrebbero giuocare il Governo e la “classe dirigente”. Non passa giorno che non si verifichino fatti o vengano proposti rimedi per il superamento della “crisi” che evidenzino impietosamente la loro assoluta inadeguatezza allo scopo.

La seconda tranche di “privatizzazione” porterà nelle casse dello Stato circa due miliardi di euro, che, secondo quanto affermato dal ministro delle finanze, saranno utilizzati per la riduzione del debito pubblico che ha recentemente raggiunto un nuovo record al ritmo di un incremento di 2 miliardi di euro al mese. Il ministro delle finanze Padoan, che si è già fatto un nome gestendo la crisi dell’Argentina (finita in defoult), con le proprie dichiarazioni ci permette di confermare che questi economisti chiamati a salire in politica non hanno nessun ritegno ad offendere l’intelligenza degli italiani, forse perché li ritengono privi della virtù o forse perché qualcuno si serve di loro e tra i loro compiti c’è quello di agire nel completo dispregio degli interessi dei cittadini.

Nel caso della privatizzazione delle “Poste”, superando per il momento la discussione che si sta accendendo sul conflitto di interesse sollevato da alcuni, quello che appare chiaro è rappresentato dal fatto che un valore inestimabile, cioè l’enorme massa di risparmio e soprattutto la possibilità di accedere direttamente a tutti i titolari di un rapporto, non può essere dimensionata in qualche miliardo di euro. Come al solito in Italia le privatizzazioni rappresentano l’opportunità di “grandi regali” ai soliti noti.

articolo pubblicato il: 19/08/2016 ultima modifica: 25/08/2016

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