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finanza
quel treno per Yuma
di Domenico Massa

La calura e l’affaticamento per il pesante lavoro svolto consiglierebbe di prendersi una pausa e godersi qualche giorno di riposo senza “cupi pensieri”. Purtroppo non potendo disporre di un’isola deserta e senza contatti con l’esterno, siamo costretti ad essere aggiornati sulla situazione economica e sociale, addirittura durante i pasti: se accendi la televisione corri il rischio di farti bloccare la digestione dal professor Monti. Questi ha imposto all’economia italiana una cura da cavallo in chiave “dictat Europa Teutonica” con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: prima ha vagheggiato la prossimità della caduta in un baratro, poi per giustificare il disastroso risultato e la vera caduta nel baratro tenta di paragonare la situazione Italiana a quella greca. Un esercizio che rappresenta di per sé un’offesa all’intelligenza degli italiani e proprio per il rispetto che meritiamo non vale la pena neanche versare una sola goccia di inchiostro per spiegare l’ovvio.

Il Pil italiano è un puntino sul grafico mondiale e credo che nessuno al mondo si possa appassionare alle dinamiche economiche italiane e cerchi ben altri lidi per investire i propri risparmi: l’attenzione a quel che accade in Italia è puramente emotiva e connessa con il tentativo di immaginare il futuro dei nostri figli e nipoti.

Un futuro che dipende dalle scelte di una classe politica che fin qui si è dimostrata a dir poco inadeguata. Abbiamo sentito parlare prima di “Baratro” poi di luce in fondo al tunnel, poi di possibile svolta ed abbiamo anche sentito vagheggiare di incrementi del PIL che poi sono stati puntualmente ridimensionati. Oggi la statistica ci consegna due dati inconfutabili: il debito pubblico ha registrato un nuovo record ed il PIL nell’ultimo mese ha azzerato la dinamica di crescita con un parziale annuale dello zero virgola.

In medicina i dati statistici ci aiutano a capire ed individuare la percentuale di rischio di alcune malattie: per esempio un valore superiore a 5 per gli uomini e a 4,5 per le donne di un certo indice ci fa capire che esiste un moderato rischio di problematiche cardiovascolari. In economia il PIL ed il debito pubblico, se rapportati tra di loro, indicano la ricchezza di un Paese e la sua capacità di aumentarla. Appare evidente che, se il PIL non cresce ed anzi diminuisce mentre il debito pubblico aumenta, le cose vanno male.

Che le cose stessero andando male si erano già accorti gli italiani, che hanno visto diminuire le proprie aspettative di vita, per il solo fatto che non sono più in grado di curarsi adeguatamente. Questo è il risultato di una serie di politiche economiche. Ora qualcuno potrà dire che senza queste la situazione potrebbe anche essere peggiore, ma il vero problema oggi è la speranza del miglioramento che non si vede. Forse il professor Monti ha confuso la luce in fondo al tunnel, forse non si trattava del sole che illuminava e segnava la fine del tunnel, ma il faro di un treno che viaggiava in senso contrario a tutta velocità. Non si tratta di “quel treno per Yuma”, ma di una locomotiva che come carburante utilizza la corruzione, l’avidità, l’inadeguatezza di una classe dirigente e politica e di industriali che considerano il capitale di rischio un optional e preferiscono lasciare il cerino acceso alle compiacenti banche, che tanto vengono sempre salvate con i soldi dei poveri soliti noti.

articolo pubblicato il: 15/08/2016 ultima modifica: 25/08/2016

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