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terrorismo e malattia mentale
di Teddy Martinazzi

Ai tempi in cui D’Alema, Bersani, Veltroni e tanti altri osannavano l’Unione Sovietica, culla della democrazia e del diritto, chi da quelle parti si opponeva al partito comunista finiva spesso in manicomio. A ben vedere, per opporsi ad un regime totalitario e tirannico come quello sovietico bisognava effettivamente essere un pochino fuori di testa e quindi, tutto sommato, il fatto che gli oppositori finissero in manicomio invece che in Siberia come ai tempi del giovane Napolitano quasi quasi ci poteva stare.

Il comunismo sovietico non è morto, ma si è trasferito armi e bagagli nei governi europei, all’interno delle forze di polizia e della grande stampa del continente. Forse prima o poi nascerà qualche samizdat in cui la verità ufficiale verrà contestata, come la stampa clandestina faceva ai tempi radiosi dell’Unione Sovietica.

Perché il problema è che, secondo le autorità inquirenti e quelle politiche, spalleggiate dai grandi giornali e dalle televisioni, tutti i terroristi islamici che stanno impazzando in Europa sarebbero senza ombra di dubbio dei malati di mente. Lo si è affermato con decisione a proposito del “camionista” di Nizza, salvo poi scoprire che la polizia francese ipotizzava un vasto giro di connivenze e appoggi nel giro del terrorismo islamico. Lo si è ribadito in occasione dello sparatore tedesco, del quale nessuno ha spiegato come potesse essere venuto in possesso non di una vecchia pistola mezzo arrugginita, bensì di una stratosferica Glock, è stato minimizzato il fatto che fosse di origini iraniane ed è passata in cavalleria la testimonianza di una donna che lo sentì urlare Allah u Akbar. Sempre in Germania si è parlato di disturbi mentali nel caso del profugo siriano che con il machete ha assaltato un kebab, mentre è stato dichiarato chiaramente malato di mente l’accoltellatore di Russel Square, a Londra, un norvegese di origini somale.

Ora, il fatto che certi giovani investano i pedoni, sparino e accoltellino quando ci sono tante belle cose da fare nella vita, sicuramente dà l’idea che siano affetti da qualche disturbo mentale; ma negare l’evidenza che costoro sono originari di luoghi in cui gli abitanti seguono la religione islamica è voler far finta che la realtà non sia quella che è ma quella che si desidererebbe fosse.

C’era una indimenticabile gag in cui il grande Totò raccontava di come fosse stato malmenato da uno che lo chiamava Pasquale. Alla domanda della spalla Castellani del perché non si fosse ribellato, il principe della risata rispondeva: “E che me frega, mica so’ Pasquale”. Come direbbe Leonardo: “Così lo tempo presente”.

articolo pubblicato il: 04/08/2016 ultima modifica: 15/08/2016

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