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teatro
"Fiore di cactus"

Festival di Borgio Verezzi


Benedicta Boccoli e Maximilian Nisi sono i protagonisti di “Fiore di cactus”, divertente commedia di Jean-Pierre Grédy e Pierre Barillet, tradotta e rielaborata da Tonino Pulci e diretta da Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese, che debutterà in prima nazionale sabato 30 e domenica 31 luglio al Festival Teatrale di Borgio Verezzi (ore 21,30).

Sabato 30 luglio, subito prima dell’inizio dello spettacolo, sarà consegnato a Maria Paiato il 46° Premio nazionale Veretium per la prosa (riproduzione del Mulino Fenicio, in oro e argento), assegnato ogni anno, nell’ambito del Festival, all’attore o all’attrice che “nell’ultima stagione teatrale si sia particolarmente distinto per impegno di testo e capacità di interpretazione”. Significativo il fatto che Maria Paiato sia stata anche la prima a vincere, nel 1991, il Premio Provincia di Savona, assegnato ogni anno dagli abbonati del Festival al migliore attore non protagonista presente in quella stagione, segno che il pubblico di Borgio Verezzi ne aveva già intuito le grandi potenzialità.

“Non potrebbe esserci occasioni migliore di “Fiore di cactus”, commedia resa celebre al cinema dall’interpretazione di Walther Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn, per salutare il ritorno a Verezzi di Benedicta Boccoli e Maximilian Nisi, coppia di protagonisti ben nota al nostro pubblico. – dice il direttore artistico del Festival, Stefano Delfino – Mai rappresentata a Verezzi, nonostante sia ormai un classico del teatro contemporaneo, arriva in piazza Sant’Agostino nella versione “italianizzata” di Tonino Pulci e prodotta da Theama Teatro di Vicenza. Tra situazioni spassose e divertentissimi malintesi, un modo simpatico per chiudere il mese di luglio”. Sul palco insieme a Benedicta Boccoli e Maximilian Nisi, gli attori Anna Zago, Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Claudia Gafà, Anna Farinello e Matteo Zandonà.

Da un ispido cactus può sbocciare un fiore di straordinaria bellezza. Mentre le bugie hanno sempre le gambe corte, specie se, chi le dice, vive sulla menzogna. Nel teatro italiano c’è ancora un pregiudizio sulla commedia brillante, definita “commerciale”. Così essa viene contrapposta a un “teatro dell’arte” che spesso lo è nei testi ma non nella messinscena. Di qui la sottovalutazione di un filone che non solo ha grande successo, ma che spesso dice, senza darlo a vedere, una piccola verità sul gioco dell’amore. Fiore di cactus, passando da parti drammatiche a parti leggere con naturalezza, andando al cuore del pubblico, è esemplare di un teatro che, dietro il perfetto congegno da orologio svizzero, coglie le contraddizioni di una bizzarra storia d’amore. Un amore che è, appunto, come un fiore di cactus: bello, vivace e spuntato tra le spine.

Il dentista Giuliano Foch, scapolo quarantenne, per evitare il matrimonio ha fatto credere alla sua amante Tonia di avere moglie e tre figli; ma quando la donna, a causa di un appuntamento mancato, tenta di uccidersi e viene salvata da Igor, suo giovane vicino di casa, Giuliano, preoccupato dal suo gesto estremo, le promette che la sposerà: prima, naturalmente, dovrà ottenere il divorzio. Poiché la scrupolosa Tonia vuol esser certa che la moglie del dentista lo concederà, Giuliano, prigioniero delle proprie bugie e non volendo confessare, è costretto a inventarsi una consorte. La trova nella persona di Stefania Cincotti, la sua infermiera, che dopo un’infelice esperienza sentimentale si è trasformata in una specie di ispido cactus. La donna, però, è segretamente innamorata del dottor Foch, e l’imprevista avventura in cui egli la fa precipitare, la fa rifiorire improvvisamente. Alla fine, dopo un gioco di divertenti equivoci , il castello di bugie crolla e le “affinità elettive” trionfano: Giuliano finisce con l’innamorarsi di Stefania al punto da chiederla in moglie, mentre Tonia si consolerà con l’amore di Igor.

PREMIO VERETIUM A MARIA PAIATO La Giuria del Premio Veretium, composta dai critici teatrali Giulio Baffi (presidente di Giuria), Claudia Cannella, Sara Chiappori, Enrico Groppali, Laura Santini, Pier Antonio Zannoni e Silvana Zanovello, ha assegnato il riconoscimento a Maria Paiato, con la seguente motivazione: “Attrice di primissimo piano, giunta a un punto molto particolare di una carriera seria, rigorosa e multipla, soprattutto per le tante diramazioni in cui si è espressa, dalla Maria Zanella, che l’ha lanciata, alla consacrazione al Piccolo, oltre ad aver lavorato con grandi maestri (Ronconi in primis, ma anche Calenda, Sepe, Malosti, Binasco) e ad essere dotata di notevole duttilità interpretativa trasversale ai generi, è anche in buona “risonanza” con il Festival di Borgio Verezzi, dove in anni giovanili vinse il premio come miglior attrice non protagonista”.

Sabato 30, Domenica 31 Luglio Piazza S. Agostino – ore 21.30 PRIMA NAZIONALE Theama Teatro Presenta FIORE DI CACTUS di Jean-Pierre Grédy e Pierre Barillet traduzione-rielaborazione di Tonino Pulci con Benedicta Boccoli e Maximilian Nisi e con Anna Zago, Aristide Genovese, Piergiorgio Piccoli, Claudia Gafà, Anna Farinello, Matteo Zandonà Musiche Stefano De Meo Regia Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese

Info e prevendita: Ufficio Festival Teatrale, Viale Colombo, 47 – Borgio Verezzi – Tel. 019.610167 – biglietteria@comuneborgioverezzi.it - www.festivalverezzi.it Il Festival è organizzato dal Comune di Borgio Verezzi, con la direzione artistica di Stefano Delfino e il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, della Regione Liguria e della Camera di Commercio Riviere di Liguria. Sponsor e partner privati: Fondazione A. De Mari, F.lli Orsero, Virgin Active, Banca Pianfei, Cooperativa A.Bazzino, Canepa Sas, Tecnica srl.

articolo pubblicato il: 28/07/2016

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