torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

copertina
fedeli e libertà di parola

l'opinione pubblica all'interno della Chiesa

di Carla Santini

La comunicazione è realtà imprescindibile quando due o più persone interagiscono all’interno di una qualsiasi comunità. Inevitabile è, al contempo, all’interno del sentire comune, la formazione di opinioni diverse, che a tratti possono risultare anche molto divergenti. La dialettica fra posizioni diverse è dato condiviso nelle democrazie occidentali.

Quando si tratta, però, della Chiesa è necessario fare alcune premesse. La Chiesa non è una comunità politica, bensì di fede e tutti coloro che costituiscono la sua gerarchia non sono stati eletti ma scelti in base a criteri propri. Su alcune questione la comunicazione può essere intesa solo come trasmissione di informazioni da livelli superiori della gerarchia. Ciò nonostante, su questioni di carattere eminentemente sociale e politico, anche la Chiesa non prescinde dalla comunicazione intesa come scambio, sia quella interna alla gerarchia, che quella con le forze laiche che operano e collaborano con la stessa Chiesa, che, infine, quella con la società esterna, non credenti compresi.

Tutti i fedeli, più o meno coinvolti, devono adattare i propri strumenti comunicativi alla specificità dell’ambito ecclesiale per non cadere nel fraintendimento delle verità religiose, mentre il dibattito resta apertissimo intorno al ruolo del cristiano nel mondo. Le difficoltà maggiori sono quelle che incontrano coloro che hanno ricevuto un’approfondita formazione storico-filosofica perché questa li porta ad approfondire anche temi su cui la Tradizione è invece molto precisa e la gerarchia non può permettere che i dogmi possano essere messi in discussione in pubblici dibattiti o anche in riunioni ristrette. Chi ha una preparazione generale meno raffinata vive il rapporto con la religiosità in modo romantico e sentimentale, per cui la comunicazione si concretizza solo in temi di dottrina sociale della Chiesa, dibattuti ed in certi casi risolti anche in modo divergente dal sentire comune della comunità dei fedeli.

I problemi che esistono fra le verità di fede e le opinioni correnti sono stati colti ed in certo senso affrontati ad altissimo livello. Papa Pio XII riconobbe un ruolo importante al dialogo fra Chiesa e opinione pubblica. Un documento della CEI riconosce un ruolo importante al flusso continuo di informazioni e di punti di vista diversi al fine della diffusione e del dialogo fra Chiesa e società. Anche Giovanni Paolo II esortò alla necessità di comunicazione trasparente all’interno della Chiesa stessa che della Chiesa con il mondo per evitare fraintendimenti o falsità. La Chiesa si è aperta, a partire dal Concilio Vaticano secondo, alle istanze del mondo moderno per rendere i propri fedeli consapevoli e preparati a controbattere gli attacchi che comunque sono sempre continui.

Il professor Norberto González Gaitano, in un recente articolo apparso sull’ agenzia di stampa Aceprensa, analizza in modo sistematico e puntuale le problematiche proprie della comunicazione fra la Chiesa Cattolica e la opinione pubblica. Nella sua riflessione individua gli ambiti da considerare nella comunicazione all’interno della Chiesa, che sono quelli della fede, del governo e del contingente, mettendone in dettagliato risalto le notevoli differenze nelle modalità strutturali ed operative. Ciò nonostante González Gaitano ricorda come anche nell’ambito più lontano dalla discussione, come quello dogmatico, l’opinione pubblica abbia avuto un grosso ruolo; basti pensare agli ultimi due dogmi mariani, quello dell’Immacolata Concezione e quello dell’Assunzione, emanati dopo che, per il primo Pio IX e per il secondo Pio XII, avevano richiesto l’opinione formale di vescovi, professori e consultori di tutto il mondo. Ma da secoli ed in tutto il mondo cattolico, nonostante la mancanza di un fondamento scritturistico manifesto e la non unanimità all’interno della patristica, il popolo dei fedeli aveva mostrato di avere una fortissima devozione mariana, anche in assenza di dogmi specifici.

González Gaitano ricorda ancora come l’opinione pubblica sia tenuta in grande considerazione nei processi per le cause dei Santi, laddove la fama di santità e l’eroicità delle virtù del Servo di Dio sono da sempre attentamente vagliate. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, ha ribadito espressamente il nesso tra opinione pubblica e processi di canonizzazione.

articolo pubblicato il: 21/07/2016 ultima modifica: 02/08/2016

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it