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cronache
riconoscimenti per la musica

assegnati i premi Città di Loano


Sono stati assegnati i tre riconoscimenti del Premio Nazionale Città di Loano per la musica tradizionale italiana: il Premio Miglior Album 2015 lo ha vinto il disco “Otto Baffi” (autoproduzione) di Filippo Gambetta, il Premio alla Carriera 2016 è stato attribuito a Gualtiero Bertelli e il Premio Realtà Culturale 2016 all’Istituto Ernesto De Martino. Il Premio Città di Loano, nato dodici anni fa con la direzione artistica del giornalista John Vignola, promuove e valorizza la produzione contemporanea di musica tradizionale di radice italiana attraverso il coinvolgimento di artisti, etichette discografiche, giornalisti e operatori culturali. Il riconoscimento alla migliore produzione musicale del 2015 è stato decretato da una prestigiosa giuria composta da oltre sessanta giornalisti musicali.

“Filippo Gambetta è uno che sa raccontare storie senza usare le parole. Ha affinato questa capacità nel corso degli anni. Lo ricordiamo a inizio carriera instancabile ragazzo prodigio dell’organetto e lo abbiamo visto trasformarsi, nel corso del tempo, in musicista sempre più articolato e totale, ma che si tiene strette le radici folk. Otto Baffi è il suo disco più intenso e lirico. Di norma un lavoro tutto strumentale evoca paesaggi, sensazioni; qui invece ogni momento porta a immaginare volti, storie, epoche che gli ascoltatori possono sagomare e reinventare a proprio piacere. E con molto piacere”. (Antonio Vivaldi)

Assegnati dalla direzione e dall’organizzazione del Premio Città di Loano il Premio alla Carriera e il Premio Realtà Culturale 2016. Il Premio alla Carriera 2016 sarà consegnato a Gualtiero Bertelli con la seguente motivazione: “Veneziano della Giudecca, Gualtiero Bertelli ha attraversato il panorama della musica di appartenenza senza mai esserne un semplice spettatore o magari un archivista di storie altrui. Le sue esperienze su disco, la collaborazione con i “Cantacronache”, il lavoro con il “Nuovo Canzoniere Italiano”, il suo interesse per la tradizione orale, per la musica strumentale, per la ricerca sulla lingua veneziana non si sono ma disunite da una vena personale, che rende la tradizione, pure quella familiare, un territorio vivo e assolutamente contemporaneo”.

Il Premio Realtà Culturale 2016 sarà consegnato all’Istituto Ernesto De Martino con la seguente motivazione: “Senza venire mai meno alla filosofia del suo fondatore, Gianni Bosio, e al grande studioso a cui è dedicato, l’Istituto ha attraversato cinquant’anni e due città (Milano e Sesto Fiorentino) raccogliendo, catalogando e divulgando con dedizione ed efficacia il canto sociale, le espressioni del movimento operaio, la cultura orale, senza innalzare nessuna barriera fra i modi in cui si tramandano e agiscono sul territorio. Non un semplice archivio ma il teatro di una ricerca che si arricchisce ancora oggi, felicemente, di nuovi documenti e considerazioni”. Il Premio Città di Loano è organizzato dall'Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l'Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano e con il contributo della Fondazione A. De Mari. I premi saranno consegnati in occasione del festival che si svolgerà nella località ligure dal 18 al 21 luglio 2016.

La classifica del Premio al miglior Album 2015
1° posto Otto Baffi (autoproduzione), Filippo Gambetta 2° posto Bella Ciao (Visage Music/Materiali Sonori) AA.VV. 3° posto Terribilmente demodé (Workin' label/IRD), Giuseppe Moffa 4° posto In a cosmic ear (Alfa Music/Felmay),Re Niliu 5° posto Rosa del sud (Cultural Bridge), Milagro acustico Tu prenditi l'amore che vuoi e non chiederlo più (Urtovox/Audioglobe), Cesare Basile Quaranta (Ponderosa Music & Art), Canzoniere Grecanico Salentino 8° posto Denominazione d'origine popolare (autoproduzione), I violini di Santa Vittoria 9° posto Madre (iCompany), Giuliano Gabriele 10° posto Primitivo (autoproduzione), Uaragniaun Kyma (autoproduzione), Valeria Cimò e Gianluca Dessì

La Giuria del Premio
Maurizio Agamennone, Giovanni Alcaini, Daniele Bergesio, Marco Boccitto, Loris Böhm, Michele Bovi, Raffaello Carabini, Pietro Carfì, Giordano Casiraghi, Gianni Ciaccio, Aldo Coppola Neri, Valerio Corzani, Giandomenico Curi, Enrico de Angelis, Paolo De Bernardin, Flaviano De Luca, Ciro De Rosa, Giuseppe De Trizio, Paolo Del Ry, Enrico Deregibus, Salvatore Esposito, Gerardo Ferrara, Massimo Ferro, Guido Festinese, Simona Frasca, Mario Giovannini, Jonathan Giustini, Ezio Guaitamacchi, Federico Guglielmi, Marco La Viola, Felice Liperi, Marco Lutzu, Ignazio Macchiarella, Giorgio Maimone, Maurizio Marino, Gigi Masciullo, Tiziano Menduto, Giorgio Meneghetti, Gaetano Menna, Marco Miconi, Beppe Montresor, Anna Nacci, Alessandro Nobis, Giancarlo Nostrini, Rosario Pantaleo, Riccardo Piaggio, Massimo Pirotta, Massimo Poggini, Ezio Riberi, Alessandro Rosa, Roberto G. Sacchi, Vincenzo Santoro, Annalisa Scarsellini, Giampiero Scazzola, Federico Scoppio, Stefano Starace, Salvatore Titolo, Jacopo Tomatis, Federico Vacalebre, Gianluca Veltri, John Vignola, Antonio Vivaldi, Enrico Zagnagnoli, Paolo Zara, Giorgio Zito.

Gualtiero Bertelli, è nato a Venezia, nell’isola della Giudecca, il 16 febbraio 1944. La musica era una passione diffusa nella famiglia Bertelli, e Gualtiero fu avviato allo studio della fisarmonica all’età di cinque anni. Non aveva ancora raggiunto l’età di sette anni che già si esibiva come solista nel complesso di fisarmoniche del suo maestro. Alla fine degli anni cinquanta percorre la sua stagione del rock e successivamente della canzone d’autore, fondando due gruppi musicali che lo vedranno attivo fino al 1963. E’ stata questa la palestra nella quale si è formato come cantante e autore. In questo periodo Gualtiero prende parte alla vita politica e culturale della sua città e viene in contatto con pubblicazioni discografiche, musicisti e ricercatori che si occupavano di canto sociale. In particolare, grazie all’amicizia con il musicista Luigi Nono, incontra Sergio Liberovici di Cantacronache, occasione che prepara la svolta nell’attività musicale di Gualtiero Bertelli. In quegli anni la ricerca demografica e in particolare sul canto storico/politico si coniuga con l’attività di autori, come Fausto Amodei e Ivan Della Mea, che con le loro nuove canzoni raccontano la realtà urbana che si sta sviluppando a Torino, a Roma, un po’ ovunque nel nostro paese. Su questa strada si colloca il lavoro di Gualtiero dal 1963 in poi, preparandosi all’inevitabile, e atteso, contatto con il Nuovo Canzoniere Italiano, fondato da Gianni Bosio e Roberto Leydi attorno al quale si concretizzarono tutte queste esperienze. L’occasione per questo contatto fu offerta da un incontro che oggi non è esagerato definire storico, anche se allora non se ne aveva la percezione, quello tra Gualtiero e Luisa Ronchini. E’ il 1964: nasce il Canzoniere Popolare Veneto e con questo si sviluppa la ricerca sulla canzone popolare veneziana e la composizione di nuove canzoni. Dal 1965 Gualtiero Bertelli prende parte all’attività del Nuovo Canzoniere Italiano e entra a far parte del gruppo di nuovi autori quali Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli e successivamente molti altri. Nello stesso anno realizza il disco “’Sta bruta guera che no xe finia”, prima di una serie ricca di incisioni. Partecipa ai due folk festival internazionali di Torino (nel 1965 e nel 1966) e a innumerevoli concerti. Nel 1972 fonda il Nuovo Canzoniere Veneto che, con due formazioni diverse, sarà attivo fino al 1980. Dopo una pausa di alcuni anni, nel 1987 Gualtiero Bertelli torna all’attività musicale con la pubblicazione del LP “Barche de carta”. La canzone che dà il titolo all’album è stata premiata con la targa Tenco quale miglior composizione in dialetto dell’anno. Nel 2002 Bertelli pubblica il CD live “Quando la luna a mezzogiorno” accompagnato dal pianista Paolo Favorido e da allora riprende in pieno l’attività musicale e teatrale, fondando anche “La Compagnia delle Acque”, un gruppo di cantanti e musicisti con il quale ha inciso dei CD legati ai numerosi spettacoli sino ad oggi realizzati. E’ di questi ultimi anni la stretta collaborazione con l’editorialista e scrittore Gian Antonio Stella e con il vice direttore del Gazzettino di Venezia Edoardo Pittalis. Significativo il progetto a cui sta lavorando e che ha al centro la sua città: “Raccontare e cantare Venezia” un insieme di spettacoli e pubblicazioni per far conoscere la storia e la cultura di una Venezia invisibile o poco frequentata.

Istituto Ernesto De Martino
Nel gennaio 1966, a Milano, Gianni Bosio, storico e ricercatore del movimento operaio che nel 1953 diede nuova vita alle Edizioni Avanti!, fondò con Alberto Mario Cirese l’Istituto Ernesto de Martino «per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario». Il primo luglio 1966 l’Istituto divenne operativo e Gianni Bosio affidò a Franco Coggiola l’incarico di curatore dell’Istituto stesso. Dopo la morte di Bosio (21 agosto 1971), nel 1972 l’Istituto Ernesto de Martino divenne l’Associazione Istituto Ernesto de Martino, presieduta da Clara Longhini fino al 1980. Nel 1981 Franco Coggiola fu eletto Presidente e Rappresentante Legale dell’Associazione, carica che mantenne fino alla sua morte (7 maggio 1996). Dal 19 maggio 1996, Presidente e Rappresentante Legale dell’Istituto fu Ivan Della Mea, morto il 14 giugno 2009. Con l’assemblea del 5 aprile 2009 assume l’incarico di Presidente e Responsabile Legale Stefano Arrighetti. L'Istituto è un archivio sonoro specializzato, in cui sono confluiti e confluiscono i risultati delle ricerche sul campo di numerosi studiosi del mondo popolare e proletario, fissati in oltre 6000 nastri magnetici per un totale complessivo di circa 15000 ore di registrazione. L’Istituto ha raccolto materiali di carattere musicale (canti popolari e sociali, danze, riti, rappresentazioni popolari), testimonianze sui momenti più significativi della storia del movimento operaio, biografie di militanti, registrazioni di manifestazioni sindacali e politiche, ordinati in un archivio specializzato per la conservazione, la catalogazione e lo studio delle forme di espressività orale, con annessa biblioteca, videoteca e filmoteca. L’Istituto Ernesto de Martino non è stato e non è solo un archivio: è stato ed è soprattutto un punto di raccordo tra interessi storici, socio-storici, antropologici ed etnomusicologici, un luogo di ricerca, di valorizzazione della cultura orale e del canto sociale vecchio e nuovo.

articolo pubblicato il: 30/06/2016

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