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arte e mostre
"Dall'astrazione alla figura"

a Mantova


Arianna Sartori Arte & Object Design Via Ippolito Nievo, 10 - 46100 Mantova - Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.191.it

Vilfrido Paggiaro Mostra antologica

Dall’astrazione alla figura

dal 2 al 15 luglio 2016

Nome della Galleria: Galleria "Arianna Sartori" Indirizzo: Mantova - via Ippolito Nievo 10 - tel. 0376.324260 Titolo della mostra: Vilfrido Paggiaro. Mostra antologica. Dall’astrazione alla figurazione Date: dal 2 al 15 luglio 2016 Inaugurazione: Sabato 2 luglio, ore 17.00, alla presenza dell’artista Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Chiuso festivi

La mostra antologica dell’artista Vilfrido Paggiaro “Dall’astrazione alla figurazione”, realizzata al-la Galleria Arianna Sartori di Mantova (Via Ippolito Nievo 10) dal 2 al 15 Luglio 2016, propone un percorso di ricerca attraverso una selezione di opere che va dai primi anni Settanta ad oggi. Il primo nucleo è costituito da alcune opere astratte databili 1973-79 realizzate ad aerografo, prevalentemente a monocromo; in quegli anni l’autore sta portando a termine gli studi di architettura e, contemporaneamente, fre-quenta lo studio dello scultore Toni Benetton: “Paggiaro l’ho conosciuto come allievo all’Accademia Internazio-nale del Ferro e durante i frequenti incontri ho avuto modo di apprezzare il suo discorso formale sulle esperienze del linguaggio dei segni significanti. Elaborazione, la sua, a motivi semplici che data la loro particolare struttura e collocazione vogliono coinvolgere ambiente ed osservatore con il loro carattere a volte ambiguo e provocatorio”.

Emerge da queste ricerche un forte interesse per gli aspetti strutturali e compositivi della creazione arti-stica; carattere che rimane una costante anche in seguito, quando l’autore sente l’esigenza di partire dall’oggetto, anche di uso comune, utilizzato come pretesto per la definizione di uno spazio peraltro ancora tutto teorico ed astratto. Databili agli anni Ottanta alcuni lavori su carta a tecnica mista che segnano una decisa svolta. L’urgenza di con-frontarsi con soggetti che lo coinvolgano anche su un piano emotivo spinge infatti l’autore verso la figurazione; ri-spetto alle scelte tematiche riveste tuttavia maggiore importanza il linguaggio, il modo di affrontare un soggetto, di metterlo in relazione con la superficie del quadro, con l’ambiente, con l’osservatore. “Nei disegni si confermano le stesse doti del dipingere. Nel complesso, vi si può riconoscere una cifra aperta a contributi formali, semiologici e strutturali che non trascurano alcune reciprocità fondamentali: la disinvolta e precisa disposizione segnico-formale-cromatica, i piani, i volumi” (G. Gasparotti).

Il nucleo più cospicuo è costituito dai lavori ad olio realizzati a partire dagli anni Novanta. All’interno di quello che può essere definito un ritorno all’ordine l’autore riscopre le tecniche quattrocentesche che gli consen-tono di consolidare il rigore compositivo e la solidità costruttiva della forma. Nella consapevolezza, tuttavia, che la visione del mondo razionale e misurata degli antichi è oggi irripetibile, Paggiaro lascia spazio all’ironia e al caso: tanto nella fase di progettazione che di esecuzione, la superficie dipinta diventa il luogo di un reciproco scambio tra l’idea iniziale e ciò che accade sulla tela; il pensiero produce delle forme che a loro volta influenzano il pensie-ro. Si tratta quindi di soluzioni premeditate che non escludono affatto l’imprevisto; “Paggiaro esprime un inconsueto mondo poetico. Vi è in lui un iperrealismo che ha un’originalità indiscussa ed è prodromo di fantasie inquietanti (…), frammenti ed allarmi di una situazione al limite e paradossale” (M. Stefani).

Questa, in conclusione, la cifra stilistica di un artista cui, di fronte alla disgregazione del senso logico e alla perdita di orientamento che sembrano privare oggi l’uomo di qualsiasi prospettiva, la ricerca artistica appare una positiva spinta alla vita.

Vilfrido Paggiaro Nato a Mogliano Veneto (TV) nel 1952. Fin dagli anni Settanta ha partecipato alle attività del Centro Artistico Culturale G. B. Piranesi della sua città. Nel 1974-75 ha seguito i corsi di scultura dell’Accademia Internazionale del Ferro di Toni Benetton. Nel 1976 ha conseguito la laurea in architettura presso l’IUAV a Venezia. Ha esercita-to per oltre un trentennio la professione di architetto nonché di insegnante di Disegno e Storia dell’Arte nei licei. Dagli anni Settanta ha, inoltre, esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia. Mostre personali: Centro Artistico Piranesi, Mogliano Veneto (TV); Galleria Arte e Arredamenti, Milano; Libreria Ed.ce Cafoscari-na, Venezia; Galleria La cella, Carpenedo (VE). Mostre collettive: Ca’ dei Ricchi, Treviso; Sala Comunale di Mestre; Sala San Leonardo, Venezia; Sala Fenzi, Conegliano (TV); Casa dei Carraresi, Treviso; Brolo, Mogliano Veneto (TV); 15ª Mostra Mercato d’Arte Contemporanea, Padova; Galle-ria d’arte Anacapri, Capri (NA); Pinacoteca d’arte moderna Le porte, Napoli; Caffè storico Giubbe Rosse, Firenze; Casa Museo Sartori, Castel d’Ario (MN); Palazzo Bastogi, Firenze.

Bibliografia essenziale: 1992 - Censimento artisti triveneti. Edizioni Arte Triveneta 1993 - Annuario Comed. Guida ragionata delle Belle Arti. Edizioni Comed, Milano 1998 - Catalogo “La cella” a cura di Giulio Gasparotti. Editrice Carpinetum, Mestre - Venezia 2009 - Catalogo del Centro Artistico Culturale G. B. Piranesi. Editore Centro Piranesi, Mogliano Veneto. 2013 - “Catalogo Sartori d’arte moderna e contemporanea 2014”, a cura di Arianna Sartori, Archivio Sartori Edi-tore, Mantova. 2015 - “L’arte italiana dalla terra alla tavola” a cura di Arianna Sartori, testo di Maria Gabriella Savoia, Archivio Sartori Editore, Mantova. 2016 - “di Fiore in Fiore” a cura di Arianna Sartori, testo di Maria Gabriella Savoia, Archivio Sartori Editore, Mantova.

articolo pubblicato il: 29/06/2016

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