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arte e mostre
"Save Our Souls"

a Roma


SOS - Save Our Souls Robin Clerici 22 GIU - 15 LUG 2016

Di fronte alle opere presentate da Robin Clerici a Spazio Menexa l’osservatore s’interroga su quale sia il vero soggetto dei quadri, l’immagine dei personaggi visti dall’alto è in primo piano, ma sono più importanti i soggetti o le loro ombre? La rappresentazione dall’alto viene accompagnata dalla presenza delle ombre degli individui e ci si interroga sul perché queste persone siano in quel posto e cosa stiano facendo, in un atmosfera di rarefazione e di sospensione dove si coglie l’individualità dei personaggi un gruppo si amalgama attraverso le ombre che prendendo vita assumono una loro specifica identità. Le ombre sembrerebbero dialogare tra loro e diventano il soggetto dominante, quasi ad indicare che sotto l’apparente indifferenza degli individui si crea un collegamento di altra natura che nasce tra le anime delle persone.

Sorge spontanea una riflessione sull’invisibile, esiste una collocazione geometrica precisa che potrebbe svelare il significato recondito dell’opera e che è stato volutamente nascosto, ed anche la volontà di contrapposizione dei due quadri esposti più grandi; una disposizione circolare ed una lineare che avvalorano le molteplici possibilità relazionali tra gli individui e che ci riconducono allo stesso isolamento proprio, solo le ombre s’incontrano in una molteplicità di rapporti e collegamenti. Viene interpretata la definizione di cerchio che è il simbolo della compiutezza e dell’unione, e di linea retta che ha il significato di ordine, di parità, di schieramento; le ombre che sono in primo piano seguono l’ordinamento geometrico ma ne stravolgono il significato minimizzando l’importanza della disposizione e creando una mescolanza relazionale. Negli altri dipinti l’artista indaga l’individualità delle persone, il trittico “W 54st.” raffigura l’andamento dei passanti in una strada di New York che camminano individualmente dove non c’è commistione e nessun rapporto, sono persone che hanno bisogni e obiettivi accompagnati dalle proprie ombre; in questo caso l’ombra è quel che di noi non può essere risolto in valore collettivo, essa indica la vera individualità e corrispondenza.

La materia densa spalmata sulla tela dona ai dipinti la pesantezza che serve ad influenzare lo sguardo per dare il senso della sospensione in un luogo irreale ed in un tempo impreciso; i colori sono variati rispetto ai suoi lavori precedenti, c’è una tendenza allo schiarimento dei toni che enfatizza ciò che dovrebbe essere complementare al disegno che invece non è per il suo significato, le ombre infatti spiccano ben delineate come ulteriori personaggi sovrastando il peso della materia. La sensazione di poter fermare il tempo, il passaggio tra il passato ed il futuro, è un importante ulteriore elemento che l’artista riesce a realizzare nelle sue opere, viene così eliminata a favore del significato concettuale la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi, ci si ritrova spogli di distrazioni a dover considerare l’essenzialità dell’esistenza individuale e collettiva. L’elegante lavoro di Robin Clerici ha una forza evocativa che arriva attraverso la fisicità sottile dei suoi personaggi e la solitudine determinata dal luogo desolato in cui si trovano, il peso e la concretezza della pittura materica ci tiene sospesi in un tempo indeterminato trasmettendo una leggera tensione emotiva e meditativa.
Micaela Legnaioli

Robin Clerici si è diplomata all’Accademia di Moda e Costume. Ha realizzato il design di costumi teatrali e film (1983-1991, come assistente del Premio Oscar Franca Squarciapino per i teatri di Parigi, Lione, Glascow, Londra, Berlino, New York, Milano e Roma), è stata la stilista e designer di scarpe di alta moda per "Albanese di Roma" (1981-1988). Esegue lavori di “Trompe-l'oeil” e murales per importanti luoghi privati ed uffici in Italia ed all'estero. Ha studiato le tecniche dell'affresco e del mosaico ed affronta allo stesso tempo la pittura, la fotografia e l’arte digitale. Si dedica alla creazione di gioielli-scultura realizzati con la tecnica della cera persa. Tutto il suo lavoro viene trasformato in momenti di comunicazione diretta come solo può esserlo l'aria, si ritrova nella sua tecnica un illustrazione serena che si esplica nella rappresentazione di spiagge, città e campi arati e prati, portando l’osservatore in una partecipazione silenziosa ed emotiva negli scenari del mondo. Utilizzando prevalentemente l’acrilico su lino e la fotografia digitale, rappresenta con una prospettiva aerea le persone, i bambini, i bagnanti sulle spiagge, gli animali nei campi, i paesaggi agricoli, i giardini con gli individui, le strade e le nature morte. E’ dal 1996 che espone in gallerie e fiere nazionali ed internazionali.

Salto_nel_buio È la condizione che l’individuo si trova ad affrontare oggigiorno, è la sensazione che ci dà la situazione mondiale di una totale incertezza nel futuro, si procede per tentativi e si fanno piccoli passi, eppure i più temerari si buttano senza avere una previsione possibile di ciò che possa essere la reazione esterna, che il più delle volte è sorprendente sia dal punto di vista positivo che negativo. Le tendenze sono infinite, le mode cambiano velocemente, le persone si stancano facilmente, c’è un bisogno esagerato di cambiamenti, di rinnovamento, questo è il mondo fluido in cui ci troviamo in continuo mutamento e la sua velocità è in accelerazione. Da questo concetto muove il nuovo ciclo di Spazio Menexa che vuole indagare sul coraggio di mostrare il divenire di un mondo in mutamento, e gli sviluppi che i suoi effetti hanno nell’intimo delle persone. Infatti il buio, che non vuol dire sia mancanza di luce, fa parte di ognuno di noi ed è un fattore fondante che ci caratterizza. Tutti hanno un proprio buio che essendo una delle sfaccettature del carattere a volte emerge ma sovente rimane nascosto. Accostandosi a Ventinovegiorni, Salto_nel_buio si colloca nella parte buia del cielo, quando la luna lascia spazio alla luce delle stelle e l’oscurità del cielo lascia libera l’immaginazione di vagare ed indagare gli spazi più nascosti e misteriosi dell’Io, perché l’apparire o il non apparire spesso cela la verità di noi stessi. Il coraggio di buttarsi nell’ignoto è tutto ciò che contraddistingue gli animi più arditi e risoluti, che si pongono come esploratori di nuovi orizzonti, e che spesso nei periodi di crisi, come quello che stiamo vivendo, emergono a testimonianza di nuove opportunità. Gli artisti che interverranno nel ciclo andranno ad esplorare ed a svelare tutte le strade che il coraggio di osare ci potrà concedere oppure le limitazioni che ci imporrà.

Spazio Menexa Via di Montoro, 3 | Roma Vernissage: Mercoledì 22 giugno 2016 ore 18:30 Esposizione: Lun-Ven ore 10:00-19:00 | Sabato su appuntamento 0621128870 | www.spaziomenexa.it

articolo pubblicato il: 19/06/2016

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