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attualità scientifica
Eccellenze all'estero. Fuga o rientro di cervelli?

"Il dentista Kitesurfista"

di Sergio Gigliati

Oltre 100.000 le persone che nel 2015 si sono trasferite all’estero alla ricerca di un posto di lavoro e, in attesa di proiezioni ufficiali, sembra che il numero dei nostri emigranti nel 2016 sia di gran lunga superiore. Meta agognata per i nostri concittadini in Europa resta sempre la Germania seguita a ruota dal Regno Unito, dove sembra sia più semplice integrarsi per il lavoro e dalla Francia. Per quanto riguarda paesi oltreoceano restano sempre in cima alla classifica gli Stati Uniti d’America e l’Australia, considerati da sempre mete privilegiate
Sfidando ogni vecchia credenza popolare sembra che l’emigrazione riguardi ormai con prevalenza le nostre regioni centrali e settentrionali , l’età media delle persone sia compresa tra i 25 e i 40 anni e spesso con titoli accademici: una vera e propria “fuga di cervelli” con particolar riferimento agli studenti che da poco hanno terminato gli studi o si sono specializzati in dottorandi vari.
Sembra proprio che siamo tra i primi in Europa in fatto di voglia di andare a lavorare all’estero. Spesso, oltre alla facilità di trovare un posto di lavoro, la ricerca è animata anche dalla possibilità di avere (a parità di eventuale impiego in Italia) un riconoscimento economico sicuramente superiore specie all'inizio di una carriera (fino al 50% in più)
E’ così che pian piano stiamo perdendo le nostre risorse pregiate.
Colpa della congiuntura economica, della crisi mondiale, della mancanza di strutture adeguate per la ricerca fatto sta che i nostri ragazzi sono sempre più propensi a diventare “emigranti di eccellenza”. Poche le contrapposizioni a questa tendenza ed ancor più rari i casi in cui si evidenzia la tendenza opposta: nostri ragazzi che studiano e si specializzano all’estero per poi rientrare e riportare il loro background nella terra di origine.
A tal scopo abbiamo intervistato una di queste “eccellenze” , Emanuele Cicero che abbiamo soprannominato scherzosamente “dentista kitesurfista” per la sua forte passione per questo sport.
-Dott. Cicero, la sua è una tendenza diametralmente opposta a quella che si evidenzia in questi ultimi anni nel mercato del lavoro italiano, dove sempre più spesso ragazzi dopo la laurea o successiva specializzazione hanno preferito trasferirsi all’estero per trovare un’occupazione. Lei ha preferito studiare e specializzarsi all’estero prima di rientrare in Italia con la sua acquisita professionalità e, nonostante la sua giovane età (24 anni all'anagrafe), ha già una radicata esperienza in materia-
“Fin dalla mia prima infanzia ho passato molto del mio tempo libero presso lo studio dentistico di mio padre. Mi piaceva osservare e catturare odori, rumori e quant'altro succedeva in quell'ambiente. Ma la molla che ha fatto scattare la mia profonda passione per la riabilitazione protesica, della quale mi occupo, risale ad un episodio accadutomi nel 2002. In un incidente d’auto venne coinvolto uno dei miei migliori amici, incidente che gli causò la perdita degli incisivi. Ho vissuto in prima persona come una equipe di medici specializzati siano stati in grado di far tornare il sorriso che il mio amico credeva perduto per sempre. In quell'occasione, forse complice anche la mia giovane età, decisi che anch'io sarei divenuto un esperto di Odontoiatria Protesica e che avrei potuto ricostruire un “mare” di sorrisi.”
-Fin qui la molla che le ha fatto scattare la voglia di apprendere. E poi?- “Sono cresciuto a Roma dove ho frequentato una scuola internazionale inglese. A sedici anni mi sono trasferito al St. Geoges College a Newport (Rhode Island – USA. Dopo essermi diplomato con licenza classica, spinto dalla mia passione per l’odontoiatria decisi di orientarmi verso questa disciplina. Mi sono trasferito a Madrid dove mi sono laureato presso la Universidad Europea de Madrid. E’ in quest’ultima che ho conosciuto il Dr. Julio Acero Sanz presidente della IAOM (società mondiale di Chirurgia orale e maxillo-facciale)e direttore dell’omonimo reparto presso gli ospedali di Quiron e Ramon y Cajal di Madrid. Qui sono stato introdotto nella sua squadra ed ho acquisito una interessantissima esperienza nei casi di riabilitazione orale. A seguire ho avuto l’onore di essere stato scelto dal Presidente della SBOE (Società Odontoiatrica Estetica Brasiliana)per uno stage di 6 mesi in Brasile concentrandomi sulla riabilitazione orale e protesi avanzate. In Brasile ho avuto modo di lavorare presso la clinica universitaria Potiguar e in altre aree dove ho frequentato corsi sulle strategie per i restauri in ceramica estetica e tecniche di stratificazione con resine composite con due tra i più famosi dentisti a livello mondiale: Dr. Kina e Dr. Hirata.
In seguito con il Dr. Fonseca (presidente della società estetica dentale brasiliana) ho affinato le tecniche del lavoro in equipe, in un team di specialisti interdisciplinari, affrontando casi in cui la sinergia tra le diverse competenze era mirata alla cura ottimale finale dei pazienti. “
-Ed oggi?-
“Sono estremamente felice perché sono stato scelto con altri cinque ragazzi di tutto il mondo per prendere parte ad uno dei più prestigiosi corsi di specializzazione di Riabilitazione Protesica a Boston presso la Tufts University School of Dental Medicine. Il giorno che ho ricevuto la lettera di ammissione è stato senza dubbio uno dei giorni più felici della mia vita. Saranno tre anni molto duri nei quali investirò tutte le mie energie per poter fare la differenza un giorno nel mio settore e regalare un mare di sorrisi. Donare un sorriso e vedere la felicità dei pazienti dopo il trattamento mi rende incredibilmente felice e mi trasmette un’energia unica. Continuo comunque ulteriori ricerche per comprendere l’evoluzione scientifica delle tecniche acquisite, compresa la raccolta dati, le analisi statistiche e la creazione di un apposito forum scientifico. Certo sono consapevole che la mia è una situazione per così dire “privilegiata” con un padre nel campo dell’ortodonzia. Ma la passione per l'odontoiatria ha sempre animato e motivato le mie scelte, a volte anche difficili specie nei momenti lontani dalla famiglia”.
-Sogni nel cassetto?-
“Ho viaggiato molto, acquisendo esperienze con team di medici internazionali ed ho affrontato molte sfide, specie con me stesso. Ciò mi ha aiutato a migliorare la conoscenza in queste discipline e comprendere meglio anche l’evoluzione degli studi in altri paese al di fuori dell’Italia. La mia forte passione per gli studi sulle protesi dentali rinnova ogni giorno la voglia conoscenza. Il mio sogno nel cassetto? Portare in Italia tutta la mia esperienza ed ampliare con mio padre e mio fratello questo settore, magari coronando la mia fantasia di poter trasmettere anche ad altri tutto il background interdisciplinare acquisito senza dover per forza di cose inseguire il sogno all’estero. Ah !! dimenticavo….. Magari il tutto inframmezzato da qualche giornata di relax in Kitesurf”.

articolo pubblicato il: 15/06/2016 ultima modifica: 16/06/2016

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