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cronache
incontro CSM e Consigli Giudiziari

originale contributo di Domenico Benedetti Valentini


“………un intervento certamente fuori del coro e dell’accademia, ma di straordinaria efficacia, quello dell’avv. Domenico Benedetti Valentini, attualmente membro del Consiglio Giudiziario Distrettuale di Perugia, all’incontro di lavoro svoltosi a Roma il 6 e 7 giugno 2016 tra Consiglio Superiore della Magistratura e componenti, laici e togati, dei Consigli giudiziari italiani. Benedetti Valentini, già autorevole parlamentare delle Commissioni Giustizia della Camera e del Senato e tutt’ora elaboratore di tesi e progetti significativi, ha preso la parola in margine alla sessione dedicata all’organizzazione e alle valutazioni di professionalità dei magistrati, con tutte le complesse procedure previste, nella quale avevano relazionato Cassano, Napoleone, Galoppi e Beccarini, con postille di Ardituro. L’ex parlamentare, citando le proprie esperienze in materia di riforme “vere o fatue”, nonché la propria conoscenza della struttura giudiziaria territoriale, in sostanza ha lanciato tre segnali forti:

1) L’elemento umano è decisivo, al di là di ogni riforma organizzativa della giustizia, perché il rendimento e l’efficienza statisticamente sono influenzati da tale componente, a prescindere dalla latitudine, dalle dimensioni, dalle specializzazioni degli organi. Quindi la severità selettiva e l’obbligo dei capi degli Uffici di “marcare stretti” i propri magistrati e di stendere rapporti reali, senza diplomazie di sorta, è oggi ineludibile. I capi degli Uffici che non si assumono precise responsabilità devono essere fermamente, a loro volta, sanzionati.

2) E’ ormai chiaro che nessuna valutazione seria di professionalità è possibile in poli giudiziari troppo grandi. Chi parla ancora di sopprimere Tribunali e Corti, per accentrare in grandi Uffici con alti organici e pluralità eccessiva di Sezioni, commette delitto anche verso il controllo di qualità. Solo a contatto specifico con un numero ristretto di magistrati è possibile classificarne e monitorarne l’operato e il rendimento, qualitativo e quantitativo. Pertanto, se la Commissione ministeriale Vietti continua a proporre accentramenti, si assume una ulteriore pesantissima responsabilità.

3) Ci vuole più coraggio nell’aprire a qualificati rappresentanti del mondo forense le valutazioni in seno ai Consigli Giudiziari. La facoltà di “tribuna” non basta più. Di fronte al sostanziale fallimento delle autovalutazioni magistratuali, chi se non gli avvocati – caricati al riguardo di verificate responsabilità a loro volta – può contribuire a conoscere e riferire sulla quotidianità del lavoro dei magistrati, sulle condizioni in cui operano, sullo stile di condotta, sul prestigio e il rendimento?

Argomenti di cui sarà inevitabile riparlare presto. Al termine dei lavori, il sen. Benedetti Valentini ha avuto cordiali incontri con il Vice Presidente del CSM on. LEGNINI e con i Consiglieri Zanettin e Fanfani, di cui ha avuto l’onore di essere collega in più mandati parlamentari”.

articolo pubblicato il: 09/06/2016

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