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teatro
"Straziami ma d'amore saziami"

al Teatro Manzoni di Roma


La difficoltà di ricomporre vecchie “ditte teatrali” in Straziami ma d’amore saziami con Pietro Longhi e G. Silvestri attori rancorosi. Una lunga vita di coppia e di collaborazione professionale crea affiatamento, solidarietà e capacità d’intendersi al volo circa i gusti e l’abitudini dell’altro; ma purtroppo è soggetta agli imprevisti ed ai colpi di testa sempre possibili nella frenesia e relatività dell’esistenza per cui se si dovessero determinare delle fratture ed incomprensioni sarebbe poi quasi impossibile rimettere insieme i cocci. Ciò è quello che tenta di fare il press-agent dell’attore Ugo Marchioni, che per rappresentare l’adattamento d’un giovane regista americano de “La bisbetica domata” di W. Shakespeare si trova a dover sostituire la prima donna Miriam al sesto mese di gravidanza con qualcuno che possa essere all’altezza del protagonista,bizzarro,nervoso,dedito al fumo e pieno di vanità.

Egli pensa di recuperare Mimì Ortega, vecchia compagna di palcoscenico e di vita per dodici anni di Ugo, che s’è appena disintossicata dall’alcol e caduta in miseria. Egli deve inventarsi una serie di “scuse pietose” sulla condizione di salute dei due campioni, di tanti successi del passato per farli accettare reciprocamente, dopo l’isteria dei primi tempi nella lettura ed esame dei copioni che aveva fatto esaurire e spazientire l’invertito regista Leone, incarnato da un Antonello Costa assai grottesco e godibile nella sua parte. Ugo e Mimì si rinfacciano le litigate, separazioni, odi e trasgressioni varie del passato che portarono all’interrotta gravidanza di lei in tournée, scoprono che lui è sempre un arrogante fumatore ed impenitente don Giovanni, perseguitato al telefono dall’amante di moda ora, Cynthia, di cui lei è gelosa pur rendendosi conto d’aver perso lo charme e l’avvenenza di un tempo.

Pietro Longhi e Gabriella Silvestri sono come al solito straordinari nella loro frizzante, sarcastica ed umorale recitazione, in cui sanno giustamente cambiare la tonalità timbrica a seconda delle circostanze, ben assecondati da un titubante regista che non sa come prenderlo, sempre spassoso in questo spaccato il nuovo Antonello nonché un buffo e tartufesco produttore stravagante con il suo parrucchino che è Pierre Bressolin.

Improvvisamente durante l’avanzare delle prove, scoppia l’amore sopito ed il regista, come nel pirandelliano” stasera si recita a soggetto” , riesce ad amalgamare i due istrioni del palcoscenico,in quello che è un lavoro che rientra nel genere del teatro nel teatro. Comunque torna il luccichio e la classe d’un tempo per cui la sera della prima sarà un successo con gli abiti dell’epoca ed il brindisi di rito. La firma reale di questa salace comicità psicanalitica e della nostalgia malinconica dei trionfi e sentimenti di un tempo è naturalmente del saggio Silvio Giordani, che così si ricollega alla sua passione per le commedie che hanno per oggetto la tematica del palcoscenico di dietro le quinte, come già notato due anni fa con la pièce garbata” la luna degli attori”. Sarà in replica al teatro Manzoni fino al 12 giugno.

articolo pubblicato il: 05/06/2016

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