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teatro
saggio finale

al Teatro Binario 7 di Monza


Martedì 14 giugno, ore 21.00, sul palco del Binario 7 vanno in scena, con un testo estremamente contemporaneo, gli allievi del Corso di avvicinamento al teatro dedicato ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni, novità di quest’anno. A guidare gli allievi in questa delicata fase di passaggio dall’adolescenza all’età adulta l’insegnante Marco S. Bellocchio.

Il corso unisce neofiti del teatro e ragazzi con un’esperienza consolidata, che spesso ambiscono a fare del teatro la loro professione, oltre che la loro passione. Ma questo, sostiene Bellocchio, anziché un limite si rivela essere «un valore aggiunto, e il punto focale di questo surplus è proprio l’età: età in cui si è ancora molto plasmabili, ricettivi, pronti al cambiamento e privi di molte sovrastrutture che invece, col passare degli anni, tendiamo a costruire. Questa fusione ha creato un gruppo di lavoro eterogeneo, creativo, stimolante, voglioso di sperimentare e di mettersi in gioco». Da una parte, quindi, chi ha già maturato esperienza teatrale torna a confrontarsi con delle basi che spesso sembrano scontate forte di uno sguardo più maturo, dall’altra i novizi imparano molto più in fretta grazie allo stimolo dei compagni più navigati.

La scelta del testo da mettere in scena è caduta su After the end, scritto dal giovane autore inglese Dennis Kelly nel 2005 e già rappresentato anche in Italia. La storia racconta di due colleghi, Mark e Louise, che in seguito a un attacco nucleare terroristico si ritrovano a vivere una convivenza forzata all’interno di un bunker antiatomico. Assisteremo quindi a un allestimento corale, in cui gli allievi si passeranno di volta in volta i due ruoli.

L’opera è ricca di spunti stimolanti e di temi empaticamente vicini agli allievi che la stanno affrontando. Innanzitutto, spiega Bellocchio, «parla del rapporto tra un ragazzo e una ragazza. Rapporto di potere, di amore e odio, di violenza, di forza. Parla della capacità che ha l’essere umano di perdere ogni parvenza di educazione e di civiltà nel momento in cui la propria vita è in pericolo. Parla di rifiuto della realtà, di ossessione, di paura. Inoltre, il linguaggio adottato da Kelly rispecchia molto il modo di parlare degli adolescenti: continue interruzioni, volgarità, uso di slang o di parole ripetitive. Elementi che spingono i ragazzi a lavorare su un piano prettamente personale e originale, a fare proprie le parole dei personaggi, dando spazio a una preponderanza di improvvisazione in scena rispetto al lavoro mnemonico: quella che io definisco memoria concettuale, ossia ragionare su ciò che accade, non su ciò che si dice».

La centralità del tema politico ha messo il docente di fronte alla sfida di avvicinare i ragazzi a un argomento che solitamente sentono lontano da sé, avviando con loro un’analisi che stimolasse riflessioni profonde e la comprensione delle dinamiche tra i personaggi. «Attraverso esercizi di improvvisazione mirati sui vari temi che abitano l’opera», prosegue Bellocchio, gli allievi «hanno sperimentato rapporti e relazioni, situazioni molto complesse, ma sempre attraverso il gioco – un gioco molto serio – che contraddistingue l’arte teatrale e permette di porsi delle domande, sondare con maggiore libertà quello che nella vita spesso rimane solo un’idea, proprio perché riguarda aspetti molto profondi dell’animo umano. E fare tutto questo in un’età di passaggio, come quella del liceo o dei primi anni di università, credo possa sedimentare e portare i suoi frutti».

Durante lo svolgersi della storia assistiamo inoltre ad alcune azioni cruente, che il docente-regista ha dovuto maneggiare con cura. «Non mi interessava tanto il fatto che i ragazzi sperimentassero fisicamente la finzione teatrale delle azioni descritte, ma che se ne discutesse. Così è stato, inizialmente tra l’imbarazzo generale, poi con grande lucidità e maturità». La scelta registica è stata quindi di non far agire direttamente queste situazioni estreme ma di leggere al pubblico le didascalie relative, ottenendo paradossalmente un effetto ancor più incisivo e lasciando agli spettatori la doppia responsabilità di immaginarle e di riflettere. «Credo che l’immaginazione», conclude a tale proposito Bellocchio, «raggiunga dei picchi di perfezione che la realtà non è in grado di riprodurre. E credo che il teatro, in un certo senso, si ponga proprio in mezzo a queste due entità».

Martedì 14 giugno AFTER THE END Avvicinamento al teatro (18-25 anni) Insegnante Marco S. Bellocchio Assistente Ilaria Cassanmagnago presso Teatro Binario 7

Calendario completo dei saggi su www.lascuoladellearti.it e www.teatrobianrio7.it Orario spettacoli: 21.00 Biglietti: ingresso € 5; gratuito per under 10, allievi de La Scuola Delle Arti, abbonati Teatro+Tempo Presente, Terra (abbonamento posto fisso), Teatro Binario Nova e Teatro Binario Duse Presso: Teatro Binario 7 - via Filippo Turati, 8 Monza Per info e prenotazioni: Teatro Binario 7 | via Filippo Turati, 8 Monza | biglietteria@teatrobinario7.it | tel. 039 2027002 | www.teatrobinario7.it

articolo pubblicato il: 04/06/2016

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