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spettacolo
"Un Mandarino Per Teo"

progetto di recuupero delle opere minori di Garinei e Giovannini


Torna a teatro la commedia musicale italiana e lo fa ad opera del regista Stefano Eros Macchi, nipote di Sandro Giovannini e figlio del noto regista televisivo Eros Macchi.

Un progetto ben preciso il suo: raccogliere l’eredità della premiata ditta Garinei e Giovannini, considerati i padri della commedia musicale, per riportarla in auge in chiave contemporanea, dando nuova vita a un filone del teatro italiano che fonda le sue radici nell’avanspettacolo e nella rivista e che ha fatto scuola per anni sui palcoscenici di tutto il mondo.

«La scelta di avvicinarmi alla commedia musicale – spiega il regista Stefano Eros Macchi sicuramente affonda le radici, da un lato in un profondo affetto personale a questo genere che mi ha visto spettatore bambino dietro le quinte del Sistina, dall’altro dalla convinzione che il recupero della grande tradizione teatrale abbia ancora un forte appeal sul pubblico, desideroso di riconoscersi nelle storie e nelle canzoni di Garinei e Giovannini entrate nel linguaggio comune.»

Stefano Eros Macchi riparte da “Un Mandarino Per Teo”, che debuttò al Teatro Sistina di Roma l’11 ottobre 1960, ed è andato in scena in prima esecuzione nazionale giovedì 28 aprile, al Teatro “Andrea Ferrari” di Camposampiero (PD).

L’obiettivo è quello di recuperare parte della vasta produzione della ditta Garinei e Giovannini partendo dalle opere “minori” e meno conosciute al grande pubblico. Fra queste “Buona Notte Bettina”, “Un Paio d’Ali” e diverse favole musicali interpretate negli anni Cinquanta da un istrionico Renato Rascel come: “Attanasio Cavallo Vanesio” e “Alvaro Piuttosto Corsaro”.

«Le opere ‘minori’ racconta Stefano Eros Macchi - sono commedie che si prestano meglio a valorizzare il progetto artistico di Garinei e Giovannini. I grandi nomi come ‘Aggiungi un posto a tavola’ hanno ormai una vita propria, molto legata ai loro interpreti originali; le opere minori, invece, sono un meccanismo geniale dove gli ingranaggi della musica, legata alle canzoni, alle coreografie e a dei testi sempre attuali ed efficaci, costruiscono una macchina perfetta che prende origine proprio dalla tradizione tutta ita- liana dell’avanspettacolo e del varietà».

L’alto valore in termini di tradizione culturale della commedia musicale italiana ha ottenuto un riconoscimen- to ufficiale anche attraverso le linee guida dell’ultimo decreto sul Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), che destina una voce apposita per spronare la rivalutazione della stessa.

«Ciò significa - continua Macchi - che finalmente ridiamo attenzione a un genere molto amato dalla gen- te, in cui gli italiani stessi sono in grado di riconoscersi. La commedia musicale all’italiana infatti gioca con ironia sui pregi e sui difetti degli italiani, da nord a sud: risalta i loro valori insiti nella famiglia, nella loro cordialità, nella loro allegria nonostante le difficoltà della vita, ma ne rivela le altrettante insicurezze, a tratti il bigottismo e le loro malizie».

Stefano Eros Macchi con il suo progetto vuole raggiungere anche quel pubblico che, con l’avvento delle nuove tecnologie è diventato sempre più selettivo ed esigente per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo. A tale scopo punta sulla messa in scena: «La tecnologia di luci e video si sostituisce alla scenografia tradizionale. Pochi gli elementi, sufficienti a rievocare lo stile e lo spirito originario, ma riletti in chiave contemporanea. Uno spettacolo tra le altre cose adattabile a qualunque palcoscenico, proprio per venire incontro anche alle esigenze di distribuzione».

articolo pubblicato il: 11/05/2016

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