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finanza
a ciascuno il suo
di Vittorio Sordini

Nel cimentarsi nella traduzione in italiano di un testo scritto in greco antico, con scarse cognizioni e mezzi inadeguati, si corre il rischio di trascrivere qualcosa di apparentemente sensato, ma che non ha nulla a che vedere con il testo originario. Questo gli studenti del Liceo Classico lo sanno bene, gli altri molto meno o addirittura lo ignorano completamente. Nel cimentarsi nell’analisi di accadimenti di dinamiche economiche e finanziarie, senza le competenze e le informazioni necessarie, il rischio di giungere a conclusioni infondate è altrettanto presente se non addirittura maggiore. L’aggravante in questo ultimo caso si sintetizza nel fatto che gli accadimenti economici e finanziari sicuramente avranno ripercussioni sul nostro tenore di vita e quindi non interpretarli correttamente sicuramente avrà delle conseguenze.

Nell’aprile del 2008 il FMI pubblicò il dato relativo alla perdita della capitalizzazione delle banche determinandola in 4.100 miliardi di usadollars. Una cifra spaventosa: al solo scopo di comprenderne la dimensione basti pensare che è equivalente allo stipendio annuo di 200 milioni di persone che guadagnano 20.500 usadollars annui. Basti pensare che in Europa con la capitalizzazione del Banco di Santander ante crisi si poteva comprare l’intero sistema bancario europeo ai valori del dopo crisi. Naturalmente “le genti” sono costrette a delegare la lettura e l’interpretazione agli studiosi della materia, così come avviene nel campo della ricerca medica, ma sono costretti anche a farsi carico dei rischi derivanti da non corrette interpretazioni.

Purtroppo, i commentari politici ed economico-finanziari troppo spesso ci vengono presentati come molto autorevoli, ma poi si dimostrano poco competenti. Oggi i principali giornali e Media televisivi ci informano che la Procura di Trani ha emesso avvisi di garanzia nei confronti di alcuni vertici della Deutsche Bank. L’accusa è pesante sia sotto il profilo delle implicazioni economiche sia e soprattutto per quelle politiche. Il fatto certo è che la Deutsche Bank ha immesso sul mercato una quantità enorme di titoli governativi italiani utilizzando sia i canali regolamentati sia quelli denominati “over the counter market”. Si lesse a suo tempo che la Consob Italiana chiese spiegazioni; poi il silenzio autorizzò a pensare che stesse tutto a posto. Oggi la Procura di Trani riapre il caso a termini di legge per presunte violazioni delle norme che regolano i Mercati Finanziari.

Rimane tuttavia curioso che in questi anni, i fatti risalgono alla primavera/estate del 2011, nessuno abbia mai messo in relazione i fatti con un documento che i vertici della Deutsche Bank fornirono alle Istituzioni Europee. Il documento del 20 ottobre 2011 si intitola “Guadagni, concorrenza, crescita” ed è firmato da Dieter Bräuninger, economista della banca tedesca dal 1987 e attualmente Senior Economist al dipartimento Deutsche Bank Researc, con il quale consiglia dettagliatamente all'Unione europea e ai governi nazionali come svendere il patrimonio pubblico sul modello della riunificazione tedesca. Un occhio particolare è dedicato a Italia, Spagna, Grecia, Irlanda e… Francia. Un testo importante perché aiuta a capire meglio cosa sono “i mercati finanziari”, chi è che ogni giorno boccia o promuove determinate politiche di questo o quel governo. La richiesta che è rivolta direttamente alla cosiddetta Troika, (Commissione europea, Bce e Fmi) è quella della privatizzazione massiccia e profonda del sistema di welfare sociale e di servizi pubblici per un valore di centinaia di miliardi di euro per i seguenti paesi: Francia, Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda. Il rapporto stretto con gli “attacchi” dei mercati internazionali si vede a occhio nudo.

La memoria degli italiani dovrebbe tornare alla ridicola sceneggiata di Mario Monti che alzava sopra la sua testa, affinché le telecamere lo potessero inquadrare correttamente, un cartello con il grafico dello Spread BTP/BUND, per spiegare le ragioni dell’andamento tutto in favore dei tedeschi. L’autorevolezza in assenza di competenza dei commentari accreditati come economisti ed esperti di dinamiche economico/finanziarie, ha dato la possibilità ad alcuni di far percepire “alle genti” l’ineluttabilità della direzione delle decisioni da prendere tutte in favore della salvaguardia dei mercati e delle banche che ne sono i principali attori. Oggi scopriamo che per dare il calcio di inizio ad una partita giocata a porte chiuse e senza avversari, qualcuno “forse” ha violato la legge, ma quel che è peggio se ciò verrà accertato chi doveva vigilare sulla correttezza delle transazioni (CONSOB) si era accorto, ma non troppo.
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articolo pubblicato il: 10/05/2016 ultima modifica: 22/05/2016

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