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editoriale
quote rosa
di Teddy Martinazzi

Il vostro caro Teddy ha avuto la forte tentazione di titolare queste poche righe “la faccia come il culo”, poi “la faccia come il sedere”, poi ancora “la faccia come il didietro”, poi con il politicamente corretto “la faccia come il lato B” ed infine con l’anodino “la faccia come”. Ha invece scelto “quote rosa” e cercherà di spiegarvene il perché.

Da secoli si dice che i reggimenti vengono assegnati dalle donne, in quanto la moglie di un colonnello, se buona amica della moglie di un tenente generale, riesce a far avere un comando al proprio marito. Si mormora che da secoli qualche colonnello chiuda un occhio e magari tutti e due se la propria moglie sia amica di un tenente generale, ma sono le solite malignità all’italiana.

Con le quote rosa, più o meno istituzionalizzate a livello giuridico ma ben radicate nei fatti, il discorso si è ribaltato. Non sono solo le donne ad assegnare i reggimenti, ma mariti, compagni e fidanzati ad approfittare del proprio appeal per aiutare i loro amici, grazie agli incarichi delle loro mogli, compagne e fidanzate. Teddy a questo punto evita di entrare in particolari, tanto tutti hanno capito tutto.

Quello che più colpisce negli avvenimenti che noi italiani stiamo vivendo nostro malgrado di questi tempi è la faccia di bronzo con cui i renziani pretendono di dimostrare che, come si dice nella Deep Umbria, “Cristo è morto di freddo”. Sono sempre pochi individui, come se un partito erede sia della Balena Bianca che anche del suo storico antagonista non possa esprimere una varietà maggiore di personaggi, due o tre maschi e due o tre femmine, quest’ultime rigorosamente carine. Si arrampicano sugli specchi, negano la realtà, si appellano al trito ritornello del “ce lo chiede l’Europa”, si arrabbiano, o fingono di farlo, per lo stillicidio di notizie apparse sui giornali, come se loro non avessero anni prima gioito alle intercettazioni che riguardavano il nemico Berlusconi.

Teddy non nutre alcuna simpatia per il Cavaliere, o l’ex Cavaliere, come lo chiamano i giornali politicamente corretti, felici che gli sia stato revocato il titolo di Cavaliere del Lavoro guadagnato dando da mangiare ad un paio di decine di migliaia di famiglie. Quando Berlusconi fu condannato ai servizi sociali Don Mazzi si offrì di fargli pulire i cessi – disse proprio così – della propria comunità, così che avrebbe finalmente lavorato, come se fondare e dirigere una grande impresa sia assoluto riposo. Le parole di Don Mazzi si commentano da sole, così come la sua visione del Messaggio più rivoluzionario della storia.

Teddy crede anche alla leggenda metropolitana che sia l’attore Dario Ballantini a presentarsi come il leader di Forza Italia, mentre il vero Berlusconi se ne starebbe in un’isoletta dei Caraibi, senza capigliatura assurda e senza plastica in faccia a godersi il sole e qualche disponibile giovanotta. Ma non avendo Teddy suonato il violino o mangiato panini a sbafo quando il Cavaliere era sulla cresta dell’onda, può affermare senza tema di smentita che se Berlusconi e i suoi sodali avessero mostrato un decimo dell’arroganza delle amiche e degli amici di Renzi, assisteremmo in questi giorni a girotondi e manifestazioni di piazza ed anche a dichiarazioni accorate da parte di intellettuali organici che appaiono senza vergogna in liste di gente che frega il fisco portando i soldi in paradiso.

articolo pubblicato il: 08/04/2016 ultima modifica: 18/04/2016

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