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finanza
il paradosso di Zenone
di Vittorio Sordini

I listini negli ultimi anni sono stati oggetto di enorme volatilità. Quando sembrava che le misure della BCE in Europa e della FED Oltreoceano, avessero cominciato a dare la necessaria stabilità e precisamente dopo la prima decade dell’aprile scorso, si sono concretizzate una serie di criticità che hanno avuto come oggetto temi riguardanti una molteplicità di mercati sia sotto l’aspetto geografico sia per quanto ha riguardato le asset class. I Banchieri Centrali sono preoccupati per l’immane liquidità che sono stati costretti a mettere in circolazione.

La Yellen, che risponde allo statuto della FED, ha provato a ragionare sul fatto che l’occupazione negli USA ha raggiunto livelli adeguati e per testare la vigoria della ripresa si è avventurata sia con annunci sia con qualche mossa sul livello dei tassi. Il risultato è stato sotto gli occhi di tutti: i mercati hanno reagito male, già molto infastiditi dalle notizie che arrivavano dalle piazze orientali per ragioni legate alla svalutazione della moneta cinese e al rallentamento delle economie emergenti. Il messaggio è stato chiaro: la ripresa è appesa ad un filo.

In Europa due tonfi ravvicinati nei primi due mesi del nuovo anno hanno costretto il Governatore Draghi a riprendere con determinazione l’attività delle iniziative non convenzionali, sfidando apertamente i Governi del Nord Europa da sempre considerati i falchi dell’austerity.

Certo, il meccanismo di immissione di liquidità della BCE rispetto a quello della FED è più complicato e Draghi che deve passare attraverso il Sistema Bancario ha creato le condizioni per le quali le banche vengono penalizzate se non rigirano la liquidità al sistema produttivo.

E’ possibile che le banche ancora preferiscano perdere qualcosa, ma investire in bond, piuttosto che rischiare sul mercato del credito alle imprese. Bill Gross, gestore di fondi obbligazionari, riconosciuto universalmente e stimato come un grande esperto del settore, qualche giorno indietro è ricorso al paradosso di Zenone per spiegare che non è possibile che ci sia qualcuno disposto ad investire senza ricevere un premio, anzi con la certezza di maturare una perdita. In effetti chi investe in un bond a 5 anni avrà sicuramente un rendimento negativo e contrariamente al paradosso di Zenone ineluttabilmente la scadenza dei bond quinquennali arriverà sicuramente. Poiché i tassi su investimenti a bassissimo rischio e breve durata fungono da parametro di base nella determinazione dei rendimenti di tutto il resto degli investimenti, nel breve periodo non ci possiamo aspettare che ci sia un incremento della valutazione sia del comparto obbligazionario sia azionario. Soltanto un incremento significativo del PIL potrebbe riportare gli utili e di conseguenza un incremento delle valutazioni dei titoli azionari. Bill Gross ammonisce circa la circostanza che la liquidità pompata dai banchieri centrali con diverse metodologie sui mercati finanziari non arrivi a determinare gli esiti sperati, riportando la crescita in tutti i continenti.

Lo stesso Mario Draghi si è reso conto che la crescita nell’Eurozona è appesa ad un filo ed è a rischio la stessa tenuta dell’Unione Europea, che deve far fronte a molteplici problematiche più politiche che economiche. Lo stesso Draghi che è Governatore della BCE, ma pensa da Governatore della FED ha messo l'accento sull'alta disoccupazione giovanile che colpisce "la generazione più istruita di sempre" e rappresenta un vulnus significativo: "Per evitare una generazione perduta dobbiamo agire velocemente". Aggiungiamo che per far ripartire le assunzioni è necessario un incremento del PIL nazionale (questo vale per tutti in proporzione) di almeno 3 punti, al disotto dei quali le aziende preferiscono ricorrere all’ottimizzazione dei processi piuttosto che assumere nuovo personale. Ciliegina sulla torta che turba la digestione e quindi i sonni di tutti gli investitori troviamo la possibilità della Brexit, ma questo almeno è un problema la cui contingenza è temporalmente determinata e tra qualche mese sicuramente sapremo.
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articolo pubblicato il: 08/04/2016 ultima modifica: 18/04/2016

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