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così fan tutti
di Domenico Massa

Il 30 aprile del 1993 Craxi fu accolto da un lancio di monetine mentre usciva dall’hotel Raphaël. L’episodio è stato richiamato da un articolo di Facci su Libero il 30 aprile 2013 il cui sottotitolo è illuminante: “Vent'anni fa: la folla livorosa davanti all'Hotel Raphael, l'ascolto tv impazzito, il discorso alla Camera, tra polizia e telecamere, moriva il craxismo e si chiudeva la Prima Repubblica”

La Seconda Repubblica ha vissuto momenti simili a quelli che hanno fatto cadere la Prima, forse nel passaggio tra i due periodi temporali, proprio Craxi ha voluto marcare il “gene” che determina il ripetersi degli eventi in maniera ineluttabile. Craxi, in un discorso ripetuto in due diverse occasioni, provò a dire “così fan tutti”. Una parte politica fece in modo di appropriarsi e di proporsi con l’immagine del “cavaliere senza macchia e senza paura”; l’operazione fu anche poco invasiva: colui che fu chiamato “Compagno G.” fece un passo indietro, naturalmente per ricomparire dopo diversi anni immacolato e sempre “sul pezzo” come si usa dire.

Da quel lontano 30 aprile ne è passata di acqua sotto i ponti, ma soprattutto sono emersi tanti di quegli scandali che in Parlamento è nata una nuova forza frutto dell’Antipolitica, cioè di quella parte della Società Civile che non ne può più. Craxi sarà ricordato anche per essere stato Presidente del Consiglio dei Ministri e per aver guidato il più longevo Governo dell’epoca. Non a caso dopo Benito Mussolini fu l’unico uomo politico italiano ad avere la propria statua di cera esposta nel 1983 nelle sale del museo di madame Tussaud a Londra. Recentemente, come prima di Craxi, i Presidenti del Consiglio dei Ministri lasciano l’incarico prima che sia possibile creare lo stampo.

Tornando agli scandali ne riceviamo dettagliate notizie quotidianamente; assistiamo inermi agli scontri tra i “cavalier serventi” dell’una e dell’altra parte che per misurarsi hanno abbandonato le arene e si sono spostati nei “talk show” affrontandosi con il microfono invece della lancia. Nessuna traccia dell’antico rispetto, caratteristica peculiare del codice della cavalleria: nei talk show si menano colpi bassi e ci si accusa di essere giornalisti schierati per marcare la distinzione tra narratori indipendenti e narratori al soldo di qualcuno. La Magistratura continua, per fortuna, a far emergere una parte dei peccati commessi dai politici e dalla pletora di personaggi che campano offrendo i propri servigi per aggirare più o meno illegalmente le regole.

Uno strumento della Magistratura sono le intercettazioni telefoniche, i cui contenuti hanno fatto cadere diversi Governi e dimettere diversi Ministri. Rimanere in sella, cioè attaccati alla poltrona, è la prima reazione degli indagati e non che finiscono sui giornali; negare e mostrarsi offesi e meravigliati, per poi modificare il proprio atteggiamento, quando le cose si mettono veramente male e ricorrere al tentativo di giustificazione: “Così fan tutti”.

articolo pubblicato il: 08/04/2016 ultima modifica: 18/04/2016

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