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arte e mostre
Edward Hopper

a Palazzo Fava - Palazzo delle Esposizioni di Bologna


La grande mostra "Edward Hopper" apre dal 25 marzo al 24 luglio 2016 a Palazzo Fava - Palazzo delle Esposizioni di Bologna, prodotta e organizzata da Arthemisia Group, unitamente a Fondazione Carisbo e Genus Bononiae. Musei nella Città e con il Comune di Bologna e il Whitney Museum of American Art di New York.

Ogni azienda ha i suoi “prodotti” preferiti, i sempreverdi, quelli che non passano mai di moda. Anche per chi, come Arthemisia Group, di mestiere si occupa di mostre d’arte è così: ci sono alcuni artisti a cui ci si lega più di altri, che si ama riproporre al pubblico perché ogni nuova mostra è una rinnovata emozione e perché il pubblico si entusiasma ogni volta. Si potrebbe parlare di affetto artistico, lo stesso che si prova inseguendo per concerti il proprio cantante preferito.

In genere questi artisti sono quelli più difficili, quelli le cui opere sono difficilmente concesse in prestito perché costituiscono l’attrazione principale dei musei che le custodiscono o perché hanno un valore tale da renderne troppo rischioso lo spostamento. Uno di questi colpi di fulmine è scoppiato anni fa tra Arthemisia e Hopper, icona dell’arte americana del XX secolo, che sta ai musei americani come la Gioconda sta al Louvre. Mettere in piedi una mostra dedicata ad Hopper è una mission impossible, ed è il motivo per cui le sole mostre che si sono realizzate sull’artista sono quelle di Arthemisia, che grazie alla ormai solida e riconosciuta professionalità internazionale, riesce laddove gli altri non riescono.

“Arthemisia è la realizzatrice dei sogni impossibili” - ha dichiarato spesso il Professore Emmanuele Emanuele - presidente della Fondazione Roma, a cui va il merito di avere voluto per primo Hopper in Italia, nelle sale dell’allora Museo del Corso. “Nel 2009 il Professore Emanuele - dichiara Iole Siena, presidente di Arthemisia - mi chiese di aiutarlo in un’impresa titanica: portare per la prima volta Hopper a Roma. E ovviamente non voleva una piccola mostra, voleva tutto! Partimmo quindi alla volta del Whitney Museum, che conserva il nucleo più grande delle opere di Hopper e che non si era mai privato dei sui capolavori, quasi certi di tornare a mani vuote. E invece accadde il miracolo: dopo centinaia di verifiche tecniche, dissero di si.”

La prima mostra di Hopper in Italia divenne anche il primo ponte culturale tra Roma e Milano: fino a quel momento si pensava che una mostra si potesse realizzare o solo a Roma o solo a Milano. Una stretta di mano tra il Professore Emanuele e l’allora Sindaco di Milano Letizia Moratti, insieme al fondamentale lavoro svolto dal Direttore di Palazzo Reale Domenico Piraina e da Arthemisia, hanno invece fatto si che la mostra fosse presentata come un unico grande progetto, prima a Milano e poi a Roma. La mostra fu visitata complessivamente da 450.000 visitatori, fu una rivelazione incredibile.

Dopo 6 anni Hopper torna in Italia, questa volta a Bologna, in quella che nel frattempo è diventata la terza città in Italia per le mostre d’arte, grazie anche al lavoro importante svolto da Arthemisia. Torna nelle sale di Palazzo Fava, museo della Fondazione Carisbo, ed è già "Hopper-mania".

articolo pubblicato il: 23/03/2016

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