torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

teatro
"De revolutionibus"

al Teatro Pimoff di Milano


Compagnia Carullo – Minasi presenta

De revolutionibus – sulla miseria del genere umano

diretto e interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi dal 3 al 5 aprile Teatro Pimoff Via Selvanesco, 75 _ Milano (Mi)

Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi portano a Milano la loro ultima produzione “De revolutionibus – sulla miseria del genere umano” su testi originali di Giacomo Leopardi tratti dalle due Operette Morali “Copernico”e “Galantuomo e Mondo”. Lo spettacolo vincitore della rassegna Teatri del Sacro 2015 è stato presentato in anteprima a Lucca. Sarà in scena ora dal 3 al 5 aprile al Teatro Pimoff , preceduto da un laboratorio rivolto ad attori e danzatori che si terra dal 30 marzo al 2 aprile.

Il Copernico -operetta infelice e per questo morale- così la definiscono gli autori. Con la sua “Operetta”, nelle insolite vesti di Drammaturgo-Demiurgo, Leopardi ricostruisce l’Ordine dell’Universo, ben drammatizzando intorno allo sbriciolamento dell’orgoglio umano, ormai da ritenersi infondato dinanzi a Sua Eccellenza Sole, stufa di girare intorno “ad un granellino di sabbia” per far luce a “quattro animaluzzi”. Il genere umano, così, scacciato dal centro dell’universo e spostato con la sua piccola sfera alla periferia del sistema solare assiste, cosciente, alla propria “Apocalisse”. A voce d’un inerme Copernico, si profetizzano e stigmatizzano le miserie d’un re spodestato: l’uomo.

Operetta infelice e, per questo, morale intorno alla possibile rivoluzione del nuovo mirare dell’uomo nella profondità della propria miseria. Così dalla minuscola e misera Terra si precipita verso il baratro delle non conosciute Luminose Meraviglie, nell’infinito buio dipinto di stelle, nella profondità e nell’abisso di ciò che rimane una speranza, l’esser parte di un’ Infinita Meraviglia: il Creato. “Niuna cosa maggiormente dimostra la grandezza e la potenza dell’umano intelletto che il potere l’uomo comprendere e fortemente sentire la sua piccolezza” Zibaldone. Di contro Galantuomo e Mondo -operetta immorale e per questo felice- Con la moderna e sfrenata “civilizzazione”, cioè con il sopravvento del raziocinio sul sentimento e della tecnica sullo spirito, il Mondo è divenuto nemico d’ogni virtù. Nel dialogo leopardiano il “Mondo” spiega all’ingenuo Galantuomo, il quale ha sempre coltivato la virtù e frequentato la bottega della Natura e della Poesia, come ci si deve comportare se si vuole servirlo con successo. In tempi di progresso, lì dove il Mondo “non può far altro che camminare a ritroso”, l’ Uomo deve appigliarsi a “tutto il contrario di ciò che gli parrebbe naturale, compiendo ogni rovescio” e divenendo così “penitente di ogni virtù”. Il Mondo, travestito da Signorina Civiltà tutta vizi e capricci, divorato ogni fondale di immaginazione in cui potere sperare di precipitare, definisce gli estremi d’ un freddo quadro di miseria, dove “tutti gli uomini sono come tante uova”, dove è proibito ogni segno di vera vita. Qui la rivoluzione procede al contrario e diventa involuzione, in quanto il ridimensionamento dell’uomo porta seco una conseguenza negativa, da qui la menzogna utilitaristica. In uno scherzo d’impazienza e rassegnazione, Leopardi “conscio che gli uomini non si contenteranno di tenersi per quello che sono, andando sempre raziocinando a rovescio” presenta la loro Operetta immorale e, per questo, miseramente “felice”. “E gli uomini vollero le tenebre piuttosto che la luce” Giov. 3, 19 ad introduzione della Ginestra. Rivoluzione e miseria sono parole che riempiamo d’una natura ambigua e paradossale, nell’unica certezza di volerci aggrappare al teatro, fatto di piccole e povere cose, ma capace di grandissime riflessioni sul potere dell’uomo di ribellarsi e dunque ritrovarsi. Passeggiando con il Maestro della più amara e saggia ironia, ci disperdiamo giocando con scenari che danno largo all’immaginazione, sperando di far scivolare il pubblico nella finestra di questo “oltre” che ancora in vita ci rimane e che può, con i suoi scherzi, renderci partecipi rivoluzionari del Sentimento del Sublime.

Dal 30 marzo al 2 aprile la compagnia terrà il laboratorio L’ATTORE E L’OGGETTO, prove semiserie d’attore/autore, rivolto ad attori e danzatori per la definizione di piccoli corti teatrali auto-generati. Gli “strumenti” utilizzati saranno l’improvvisazione funzionale alla scrittura scenica e l’utilizzo degli oggetti. tel. 02-541012612 cell. 338-5389985 segreteria@pimoff.it Sito web compagnia www.carullominasi.wordpress.com Prossime date 8-9/4/16 Teatro India, Roma 16-17/4/16 Interno 5 -Start, Napoli

De revolutionibus – sulla miseria del genere umano da Il Copernico e Galantuomo e Mondo di Giacomo Leopardi diretto e interpretato Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi disegno luci Roberto Bonaventura scene e costumi Cinzia Muscolino scenotecnica Piero Botto assistenza alla regia Veronica Zito ringraziamenti Giovanna La Maestra, Angelo Tripodo, Simone Carullo produzione Carullo-Minasi, I Teatri del Sacro Info e prenotazioni 02.54102612 info@pimoff.it Biglietti – Intero 15 euro – Ridotto 12 euro Convenzioni sul sito del teatro al seguente link http://www.pimoff.it/biglietteria/

articolo pubblicato il: 22/03/2016

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it