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la profezia di Draghi
di Vittorio Sordini

Il 26 luglio 2012, Mario Draghi probabilmente cambiò il corso della storia dell’Unione Monetaria Europea affermando: “Ho un messaggio chiaro da darvi: nell’ambito del proprio mandato la BCE è pronta a fare qualsiasi cosa sia necessaria a preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza”.

I mercati credettero all’affermazione ed avviarono un recupero, di diversa intensità a seconda dei Paesi, ma generalizzato. Tuttavia ci troviamo in presenza di una crescita economica globale “irregolare ed inferiore alle attese”, così come è stata definita anche nel comunicato finale dell’ultimo meeting del G20 tenutosi a Shangai.

Recentemente Draghi ha annunciato una nuova serie di misure per sua definizione “non convenzionali” spingendo la BCE a superare la FED per ampiezza e varietà d’intervento.

La BCE effettuerà, a partire dal giugno di quest’anno, quattro aste TLTRO trimestrali nel corso delle quali offrirà al sistema bancario finanziamenti quadriennali ad un tasso di interesse che, a date condizioni, potrà eguagliare quello sui depositi, pari al -0,40%. In altre parole, la BCE pagherà le banche (invece di chiedere, come di norma, un interesse) per prestare loro denaro, a patto che le banche, a loro volta, lo prestino all’economia reale. Come detto, questa manovra costituisce un “unicum” nello scenario delle politiche monetarie non convenzionali: per apprezzarne la portata sarà dunque necessario attendere almeno gli esiti delle aste di giugno, anche se le prime valutazioni del possibile impatto della nuova arma monetaria sembrano positive.

Molti si interrogano sulla parte della frase pronunciata da Draghi: “Credetemi: sarà abbastanza”

Per poter salvare l’Europa dell’Euro è necessaria una crescita in tutti i Paesi che vi aderiscono e le tempistiche riferite alle dinamiche monetarie poste in essere, anche se generose, potrebbero avere i loro effetti troppo tardi rispetto alle necessità che sono immediate.

Le famiglie e le imprese colpite dalla crisi difficilmente potranno ritrovare fiducia e riprendere consumi ed investimenti; il sostegno del sistema bancario sollecitato dalla BCE con gli interventi sulla dinamica dei tassi potrebbe arrivare tardi o non essere apprezzato. Ci si troverebbe nella situazione di economia reale stagnante e con il pericolo concreto di una bolla finanziaria alimentata dall’eccesso di liquidità.

Il sistema monetario europeo può immettere liquidità soltanto attraverso il sistema bancario: per questo motivo, necessita l’intervento dello Stato attraverso l’unica azione che potrebbe indurre le famiglie a riprendere i consumi e ad interessare le imprese ad investire per aumentare la produzione: la riduzione della pressione fiscale.
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articolo pubblicato il: 18/03/2016 ultima modifica: 28/03/2016

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