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opinioni e commenti
pensioni oggi e domani
di Vittorio Sordini

E’ stato sufficiente che il sito internet “Pensionioggi.it” annunciasse che è stato creato un comitato, patrocinato dal sito stesso (Comitato Giustizia Pensioni Anno 1952), al quale potranno aderire tutti coloro che sono stati danneggiati dal messaggio INPS 219/2013 per scatenare una ridda di commenti ognuno dei quali è stato inviato dai lettori per segnalare una particolare situazione di sofferenza causata dalla famigerata legge Fornero.

Sul sito di Pensionioggi.it si potranno trovare tutti i riferimenti per potersi iscrivere al comitato. Sempre sul già nominato sito dedicato a far conoscere temi inerenti il sistema pensionistico è comparso un articolo che riporta il commento, reso durante i lavori della Commissione Lavoro della Camera, dal direttore per la previdenza dell’INPS. Costui con argomentazioni, in parte incomprensibili, in parte non condivisibili ed in parte risibili ha sostanzialmente bocciato da un punto di vista tecnico la possibilità di attuare il ricalcolo in chiave contributiva delle prestazioni attualmente erogate dall'Inps nei confronti dei cd. pensionati d'oro, almeno secondo la definizione data da Fratelli d'Italia, nel progetto di legge in discussione alla Camera dei Deputati (AC 1253) , ormai da diversi mesi . In sostanza il direttore della Previdenza dell’INPS lascia intendere senza ombra di dubbio che quelli che agli occhi dei poveri cittadini possono sembrare privilegi, potrebbero non esserlo, e non è neanche possibile accertarlo perché mancano i dati ed anche il personale per reperirli o analizzarli. Mi sembra che di fatto abbia anche bocciato l’idea fissa del Presidente dell’INPS di trasformare il sistema pensionistico da retributivo per alcuni a contributivo per tutti. Se non è possibile ricalcolare per i pensionati d’oro, speriamo che non venga in mente di procedere per poveri e i disgraziati.

In tempi di "vacche grasse" nessuno faceva caso alle varie prebende che venivano elargite a sindacalisti, politici, dipendenti dello Stato e alla galassia dei vari Organismi collegati. Ricordo uno sciopero dei dipendenti della Banca d'Italia che si opponevano alla revisione di una norma che prevedeva che, loro, andassero in pensione con il 120% dell'ultimo stipendio, e si tentava di adeguare le loro pensioni al 100% mentre i comuni mortali si dovevano accontentare dell’80%.

Con l'ultima riforma si è rimesso in campo il sistema pensionistico vigente (con versamenti volontari) ante 1900, che poi è stato trasformato da "facoltativo" in "obbligatorio". Quel sistema strettamente contributivo fu travolto dalla svalutazione della lira nell'immediato dopoguerra (qualcuno ancora dovrebbe ricordare la canzone "potessi avere mille lire al mese" (tanto per la cronaca cinquanta centesimi di oggi).

La situazione dell'epoca costrinse alla trasformazione da contributivo a retributivo. In altre parole si strinse un patto sociale in virtù del quale i giovani si prendevano cura dei vecchi. Quando in Italia il tasso di svalutazione raggiunse livelli stratosferici il sistema pensionistico non correva rischi di implosione, perché gli stipendi aumentavano e di conseguenza aumentavano anche i contributi.

Il potere d'acquisto dei salari, all'epoca, era difeso dalla "scala mobile" che ricalcolava il salario tenendo conto della svalutazione della lira; il rapporto debito pubblico/ PIL era sotto il 50%.

Ad un certo punto della storia italiana qualcuno cominciò a far circolare l'idea che l'inflazione fosse un mostro che andava debellato e fu additato il meccanismo dell'adeguamento dei salari come alimentatore automatico di inflazione (pensateci a mente fredda: il meccanismo che doveva tutelare il potere di acquisto dei salari, secondo la "narrazione" era un meccanismo che creava inflazione). Come al solito in questi casi fu un "Governo Tecnico" ad abolire la "scala mobile" ed a porre le basi per lo stato in cui versiamo oggi. L'altro passo è stato fatto con l’entrata nell'Europa dell'euro.

Il sistema dei cambi fissi fino ad oggi ha mietuto molte vittime; va ricordato che all'Argentina fu imposta la parità tra pesos e dollaro dal Fondo Monetario Internazionale ed i risultati li hanno potuti apprezzare anche i risparmiatori italiani con gli ormai famosi "Tango Bond".
www.sorvittor blogspot.com /a>

articolo pubblicato il: 16/03/2016 ultima modifica: 28/03/2016

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