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teatro
"Is,Is Oil"

a Teatri di Vita di Bologna


Is,Is Oil
Andrea Adriatico si confronta con Pasolini a partire dall’opera incompiuta “Petrolio”

Teatri di Vita, 5-20 marzo 2016 posti limitati

Andrea Adriatico porta in scena una riflessione teatrale ispirata a “Petrolio”, l’opera incompiuta di Pier Paolo Pasolini. Dopo il successo del debutto, avvenuto lo scorso novembre a inaugurazione delle manifestazioni per i 40 anni dalla morte di Pasolini, lo spettacolo “Is,Is Oil” ritorna in scena nel giorno dell’anniversario della nascita dell’artista e intellettuale, avvenuta 94 anni fa, sabato 5 marzo 2016, con repliche fino a domenica 20 marzo (giovedì e venerdì ore 21; sabato ore 20; domenica ore 17), a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; info: www.teatridivita.it, 051.566330). Attenzione: posti sono limitati. In scena sono Anna Amadori, Patrizia Bernardi, Giovanni Capuozzo, Olga Durano, Francesco Martino, Alberto Sarti, Davis Tagliaferro, Selvaggia Tegon Giacoppo. Lo spettacolo è creato con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ed è inserito in “Più moderno di ogni moderno. Pasolini a Bologna” (settembre 2015 - marzo 2016) – Progetto speciale promosso da Comune di Bologna e Fondazione Cineteca di Bologna, nell’ambito delle iniziative Pasolini 1975/2015 riconosciute dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Da questo spettacolo cambiano gli orari di programmazione di Teatri di Vita: d’ora in poi l’orario del sabato viene anticipato alle ore 20.

Andrea Adriatico torna a confrontarsi con Pasolini, dopo oltre 10 anni dall’acclamato allestimeno della tragedia “Orgia”, con una personale rilettura della sua opera incompiuta. “Petrolio” è un vastissimo e folgorante affresco simbolico dell’attualità, nel quale Pasolini racconta la grande trasformazione antropologica degli italiani fra gli anni 50 e gli anni 70, così come le grandi manovre occulte che intrecciano affarismo, mafia e politica. Pier Paolo Pasolini iniziò a scrivere “Petrolio” nel 1972 come un grande poema narrativo strutturato per “appunti”, utilizzando diversi linguaggi: la narrativa letteraria, l’inchiesta, l’epica mitologica, la poesia, e ancora lettere private, ritagli di giornale, fotografie... Al momento della morte, nel 1975, Pasolini aveva scritto circa 500 pagine, che costituiscono solo una parte del gigantesco progetto complessivo.

“Petrolio” è l’intreccio di diverse narrazioni. E’ la storia dell’ingegnere Carlo, che si sdoppia nel sociale Carlo di Polis e nel sensuale Carlo di Tetis, ciascuno dei quali modifica la propria anatomia sessuale assumendo i caratteri femminili e inoltrandosi in una riscoperta oltraggiosa del sesso. Ed è la storia dell’Eni, il colosso petrolifero italiano, che gestisce la principale fonte di energia, tra gli intrallazzi politici e la grande criminalità: nelle pagine, dietro nomi inventati, si possono facilmente individuare le figure di Enrico Mattei (la cui morte è stata uno dei grandi misteri italiani) e del suo potentissimo successore Eugenio Cefis, così come di Giulio Andreotti e altri notabili dell’Italia dei primi anni ’70. E infine, “Petrolio” è anche la serie di visioni esoteriche o mitologiche, che interpretano in grandi affreschi visionari le metamorfosi epocali della società italiana in corsa verso il consumismo e l’omologazione di massa, così come la grande sfida del mondo globale in cui i destini dell’Italia e dell’Occidente sono intimamente connessi con la politica Medio-Orientale e la grande sfida del controllo del petrolio. Lo spettacolo, prodotto da Teatri di Vita, ricuce alcuni dei mille fili di cui è intessuto il romanzo, ponendosi al tempo stesso come una riflessione sulle trasformazioni sociali e antropologiche dell’Italia, una analisi delle dinamiche di potere, un attraversamento delle mitologie, uno scavo nei meandri dell’eros, e un omaggio a Pasolini a 40 anni dalla morte del più lucido intellettuale italiano del dopoguerra. Insomma, una Visione per Appunti, come il poema interrotto, che ci conduce tra l’Italia, il Medio Oriente e altri orizzonti, seguendo la puzza di petrolio e di sesso…

Andrea Adriatico compone partiture della parola e dello spazio, facendo base nella “casa” bolognese di Teatri di Vita creata nel 1993: spettacoli che spesso incontrano drammaturgie dense come quelle di Bernard-Marie Koltès, Pier Paolo Pasolini, Samuel Beckett, Copi, Elfriede Jelinek, interlocutori privilegiati di un modo autorale di creare concerti di corpi e voci, attraversando con i suoi lavori numerosi festival dalla Biennale Teatro al Festival Orizzonti, dallo Short Theatre a Santarcangelo. Al cinema racconta rimozioni intime (nei film drammatici Il vento, di sera; All’amore assente) e pubbliche (nei documentari +o- il sesso confuso. racconti di mondi nell’era aids, e Torri, checche e tortellini), presentate e premiate in festival internazionali.

articolo pubblicato il: 27/02/2016

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