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i derivati

istruzioni per l'uso; maneggiare con prudenza

di Vittorio Sordini

La crisi finanziaria esplosa nel 2007 e successivamente trasformatasi in crisi di fiducia ed in fine in crisi economica fu originata dell’uso disinvolto di strumenti finanziari complessi. Sintetizzando fino all’inverosimile si costruivano e si costruiscono ancora oggi strumenti che assicurano contro qualsiasi evento futuro. Nell’immaginario collettivo assicurarsi è un comportamento ispirato dalla prudenza, dote alquanto apprezzata; talvolta, tuttavia, la complessità dello strumento trasforma la prudenza in stupidità. Banalizzando si può affermare che nel caso dell’investitore l’assicurarsi troppo si trasforma nel perdere opportunità.

Un esempio di scuola potrebbe essere quello di colui che investe nel campo petrolifero con l’intento di guadagnare maggiormente con il prezzo del petrolio in salita e nel contempo corre ad assicurarsi nel caso di caduta del prezzo del petrolio. Ci si troverebbe, in ogni circostanza, nella situazione di guadagnare su uno strumento finanziario e perdere sull’altro, rimanendo sempre al punto di partenza e magari perdendo nel caso in cui il prezzo del petrolio resti a lungo stabile.

Particolare attenzione è necessaria nel caso in cui si maneggino “ordigni” come lo possono essere strumenti finanziari che hanno come sottostante un’ulteriore assicurazione, magari sul prezzo futuro di qualche materia prima. Non è a tutti noto, ma è sicuro, che nel caso dei contratti sui prezzi futuri delle materie prime è prassi vendere il contratto prima della scadenza per scongiurare di vedersi consegnare il sottostante. Si verifica quindi la circostanza che il valore del sottostante di uno strumento derivato sia sottoposto ad uno scambio periodico generando una perdita o un guadagno; inoltre la perdita o il guadagno risulteranno sempre di segno opposto rispetto alle aspettative di chi ha acquistato il derivato con sottostante il future sulla materia prima.

Molti strumenti finanziari possono essere anche collegati tra di loro come ad esempio i CDO (Collateralized Debt Obligation) ed i CDS (Credit Default Swaps): i primi racchiudono in sé il diritto di scuotere i flussi finanziari derivanti dalla cartolarizzazione di crediti, ed i secondi assicurano circa il rischio che i flussi si interrompano per insolvenza dei debitori. L’incertezza che regna sui mercati finanziari genera negli investitori la necessità di protezione e sono disposti a pagarla a peso d’oro. Per questo le grandi Banche stanno irrorando il mercato di strumenti che creano protezione su tutto. Il rischio di uno shock da overdose di protezione è altissimo e soprattutto la grande maggioranza di coloro che operano sul mercato non ha i mezzi e gli strumenti per poter fare dei calcoli precisi e di individuare il possibile effetto di un’azione, specie in presenza dell’effetto “spostamento del gregge”.

Come la dinamite che, apparentemente innocua, ha bisogno del detonatore per esplodere, così un nuovo mostro è in attesa di un qualsiasi fatto o evento che inneschi lo scatenarsi di una nuova crisi, se possibile, ancor peggiore di quella del 2007: il BTO (bespoke tranche opportunity). Si tratta di un derivato altamente personalizzato, in pratica fatto su misura, che permette l'esposizione in posizioni reali come mutui, prestiti ecc. Come già scritto: le grandi banche stanno irrorando il mercato dal qualche anno di questi nuovi strumenti, perché traggono grandi guadagni assecondando il bisogno di certezze degli investitori. I grandi appassionati della lettura dei quotidiani hanno fiutato nell’aria il pericolo anche senza conoscere minimamente la realtà dei fatti; ascoltando le loro impressioni emerge che molti stiano pensando di tornare al materasso per la custodia dei propri risparmi. Paradossalmente ancora non è stato pensato un derivato che copra il rischio del materasso, forse perché i rischi che corre il materasso sono molteplici e poco correlati: si può spaziare dall’incendio al furto, passando per la dimenticanza, come è già successo. Dimenticanza che può essere scoperta molto tempo dopo, magari quando le banconote ben costudite e nascoste sono andate “fuori corso”.

L’unica via d’uscita è quella di cooperare e condividere con persone preparate e con esperienza, ma soprattutto prive di conflitto di interessi nell’accezione più completa del termine.
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articolo pubblicato il: 23/02/2016 ultima modifica: 04/03/2016

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