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il Messia e il Campidoglio
di Teddy Martinazzi

Secondo Oscar Wilde è la vita che imita l’arte e non viceversa. Ieri La Folla del XXI secolo ha pubblicato l’editoriale “non sempre si può perdere” e poche ore dopo apparivano sui media le dichiarazioni della senatrice pentastellata Paola Taverna, molto conosciuta per l’eleganza con cui si esprime nei suoi interventi a Palazzo Madama ed anche per la dichiarazione del 30 novembre scorso in cui accostava l’azione rivoluzionaria di Gesù Cristo a quella in cui il M5s sta chiamando i cittadini.

L’altro ieri, ma lo sapevano in pochi, ha rilasciato una dichiarazione ad una radio romana in cui accusa gli altri partiti di complottare per far vincere le elezioni capitoline al M5s. Prova lampante ne sarebbe il fatto che il centrodestra ha candidato Bertolaso al Campidoglio e il Pd Giachetti alle primarie, due figure messe in campo “perché non vogliono vincere Roma, si sono già fatti i loro conti”. Secondo la senatrice si tratterebbe di una strategia ben precisa di FI e PD “per farci fare brutta figura”.

C’è chi ha messo in relazione queste dichiarazioni con quelle rilasciate nel corso di questa legislatura da parlamentari grillini sull’esistenza delle sirene ed altre non meno fantasiose. Non è assolutamente vero. Paola Taverna non ha fatto altro che rendere manifesto quello che tanti politici in segreto temono: trovarsi in mano la patata bollente di amministrare Roma.

articolo pubblicato il: 18/02/2016 ultima modifica: 22/02/2016

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