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la luce spenta per vedere nero
di Vittorio Sordini

La filiale di una Banca Canadese viene chiusa in Germania dal locale Organo di Vigilanza; la notizia dà il via alle vendite su i titoli bancari in tutto il mondo. Per quale motivo di tutto il Mondo, quando si tratterebbe della chiusura di un piccolo sportello con un fatturato di dimensione risibile e la chiusura è originata da contestazioni di carattere fiscale nel periodo 2006/2010?

La ragione delle vendite dei titoli bancari viene ricercata ed individuata nella debolezza delle società che si interessano dell’estrazione di petrolio e gas naturale; le azioni di Chesapeake Energy Corp. (secondo produttore di gas naturale e dodicesimo produttore di oil negli Stati Uniti) perde in un lunedì un terzo del valore di borsa a causa delle preoccupazioni per le finanze della ditta del gas naturale, sollevando preoccupazioni circa l'esposizione delle banche con imprese simili.

La Chesapeake Energy Corp. si affretta ad emanare un comunicato stampa e dichiara che ha rapporti di collaborazione per supporto e consulenza da parte della Kirkland & Ellis LLP ( un efficiente studio legale, a servizio completo, con circa 1.600 avvocati con sedi a Pechino, Chicago, Hong Kong, Houston, Londra, Los Angeles, Monaco di Baviera, New York, Palo Alto, San Francisco, Shanghai e Washington DC) la cui attività si sostanzia di sofisticate operazioni societarie e contenziosi con antitrust e con la concorrenza, difesa della proprietà intellettuale, ristrutturazioni societarie, fiscali, pianificazione, diritti, private equity e venture capital. Il fatto che tra le attività della K.& E. ci sia la ristrutturazione finanziaria delle aziende e la trattativa sul “capitolo undici” induce ad ulteriori precisazioni nel comunicato della Chesapeake Energy Corp. la quale coglie l’occasione per affermare con forza che Kirkland & Ellis LLP continua a consigliare l'azienda che cerca di rafforzare ulteriormente il proprio stato patrimoniale a seguito del suo recente riassetto della struttura del debito. Chesapeake non ha attualmente alcuna intenzione di perseguire il fallimento e sta aggressivamente cercando di massimizzare il valore per tutti gli azionisti.

Ad aggiungere preoccupazioni per gli investitori sono le notizie di ulteriori deflussi di capitali dalla Cina che potrebbero contribuire ad un ulteriore svalutazione dello yuan con ulteriori turbolenze sui mercati finanziari. Se si pensa che, in tempi non lontani, è bastata la “notizia sull’aviaria” a far tracollare le borse, almeno oggi si registra un coacervo di notizie tali e tra loro articolatamente interdipendenti da indurre a vero sconforto. Si corre però il rischio di coloro che, sicuri dell’avvicinarsi della fine del mondo e per non dover vivere la circostanza, si apprestarono con successo ad un suicidio collettivo. L’unica consolazione per coloro che avevano letto “i segni” e avvisato sull’imminente fine del mondo è quella di non diversi sperticare in giustificazioni per la “falsa notizia” visto che coloro che si erano dimostrati i più interessati e impressionati ormai non si trovano più in vita.

La storia moderna dei mercati finanziari è costellata di accadimenti che avrebbero potuto presagire: “la fine”. Quale consiglio poter dare nella circostanza che si verifichi “la fine”: procurarsi un appezzamento di terreno, armenti ed attrezzi adatti a sostenere la propria famiglia e l’esercito che dovrà difenderli.

Ma è sufficiente uno sguardo all’andamento dello S.P. 500 negli ultimi decenni per poter tornare con i piedi per terra e affrontare la situazione con il giusto spirito, rammentando sempre che la sicurezza non sta nel posto che è apparentemente più sicuro, come è stato ampiamente dimostrato, quando nel nostro lessico familiare è entrato a far parte il nuovo termine “Bail in”.
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articolo pubblicato il: 09/02/2016 ultima modifica: 17/02/2016

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