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arte e mostre
opere di Attilio Pierelli

Collezione permanente a Villa Graziani di Celalba di San Giustino


Giovedì 11 febbraio 2016 alle ore 18.00, nei suggestivi spazi di Villa Graziani di Celalba, nel comune di San Giustino, si terrà l’inaugurazione ufficiale della Collezione permanente delle opere di Attilio Pierelli. Nato a Sasso di Serra S. Quirico (Ancona) nel 1924, Pierelli è stato protagonista della stagione artistica romana fra anni Sessanta e Novanta. Si era trasferito con la famiglia, giovanissimo, nella Capitale, dove ha lavorato fino alla morte, sopraggiunta nel 2013. È noto soprattutto per il contributo alla ricerca nei rapporti fra arte e scienza, per tale motivo nel 1986 ebbe l’importante riconoscimento di partecipare alla Biennale di Venezia dedicata proprio a questo tema.

Le opere esposte a San Giustino, costituenti la Collezione Pierelli, sono state accolte dopo lo spostamento, da parte della famiglia, dalla loro sede di Bomarzo. Nei primi anni Novanta, infatti, lo stesso artista aveva costituito il Museo Pierelli di Ipersculture di Bomarzo, inaugurato nel 1993 ed inserito nel progetto di rete museale virtuale/reale di Arte Contemporanea, promosso e diretto dalla cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università “La Sapienza” di Roma della prof.ssa Simonetta Lux. Per molti anni il museo ha funzionato come luogo di incontro e ricerca, ospitando conferenze e simposi sul tema del rapporto fra arte e scienza.

Grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale, questa preziosa collezione ha oggi trovato in Umbria una nuova sede, nei suggestivi spazi di Villa Graziani a Celalba di San Giustino, già sede anche del Museo Archeologico della Villa di Plinio in Tuscis e di importanti eventi espositivi, ma da adesso punto di riferimento costante per approfondire la conoscenza di questo importante artista, e delle tematiche a lui connesse, arricchendo ulteriormente il patrimonio storico artistico contemporaneo della Regione. A riprova dell’importanza dell’evento sarà presente nella giornata inaugurale, presieduta dal Sindaco di San Giustino Paolo Fratini, l’On. David Maria Sassoli, Vicepresidente del Parlamento Europeo. Fernanda Cecchini Assessore Regione Umbria alla Cultura. Saranno presenti i familiari dell’artista e la presentazione della raccolta verrà esposta dallo storico dell’arte Andrea Baffoni che si sta occupando della ricostruzione storico-critica dell’artista.

Attilio Pierelli nasce nel 1924 a Sasso di Serra S. Quirico (Ancona). Dieci anni dopo si trasferisce a Roma con la famiglia. Negli anni Cinquanta inizia l’attività artistica e poco dopo conosce Emilio Villa e l’industriale del mobile Dino Gavina. Quest’ultimo, in particolare, aveva fondato nel 1961 a Foligno la Gavina s.p.a e stava cercando giovani talenti artistici da coinvolgere nella propria attività. Sulla scia di questi contatti inizia il lavoro sulle sculture speculari, nelle quali studia la relatività e la scienza in generale. È attratto dalle questioni dello spazio in relazione alla cosmologia e ottiene significativi risultati plastici volgendosi allo studio della quarta dimensione geometrica, alle geometrie curve (non euclidee), ed alle più avanzate conoscenze topologiche delle superfici stremali. Dal 1963 inizia a realizzare gioielli e poco dopo si concentra sul rapporto fra scultura e suono. Nel 1965 inizia ad avere rapporti con la Galleria l’Obelisco di Gasparo del Corso e Irene Brin. L’anno successivo è presente in una serie di concerti con alcuni rappresentanti del movimento Fluxus, facendo letteralmente suonare le proprie sculture: fra le varie tappe anche il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Nel tempo entra in contatto con importanti critici e protagonisti del mondo artistico come Giulio Carlo Argan, Giuseppe Marchiori, Carlo Scarpa, Lucio Fontana, Cesare Vivaldi, Filiberto Menna, Maurizio Fagiolo dell’Arco e Palma Bucarelli, partecipando in più occasioni alla Quadriennale di Roma. Sempre più interessato ai temi della scienza e della fisica, nel 1974 giunge alla realizzazione dell’Ipercubo, opera che rappresenta un vero e proprio filone di ricerca. Nel 1985 realizza la scultura in argento T.E.S.T. (Trascinamento di Eventi Spazio Temporali) divenuta “L’Oscar” del Marcel Grossman Meeting, che ogni tre anni viene assegnato al miglior lavoro elaborato in Astrofisica. Per realizzare tale opera si affida alla consulenza di un gruppo di studiosi dell’università di Roma, coordinati dal prof. Remo Ruffini. La riflessione sulle dinamiche energetiche applicate alle teorie einsteniane lo spinge, l’anno successivo, all’ideazione dei Nodi, opere in cui riflette sulla teoria degli universi. Il complesso delle sue ricerche gli vale l’invito alla Biennale di Venezia, curata nel 1986 da Maurizio Calvesi e dedicata al tema Arte e Scienza. Nel 1987 fonda a Roma il “Movimento Artistico Internazionale Dimensionalista” con una prima mostra al Casino dell’Aurora Pallavicini, e successivamente a Spoleto. Pubblica libri di poesie ed articoli inerenti l’iperspazio, tiene conferenze sul tema arte e scienza, arte e psicologia, arte e società. Partecipa alle più importanti rassegne nazionali ed internazionali arrivando così nel 1990 alla personale nella Galerie Landesgirokasse di Stoccarda e l’anno successivo al Museum of Modern Art di Kyoto. Nel 1993 viene inaugurato il Museo Pierelli di Ipersculture di Bomarzo, che rientra nel progetto di rete museale virtuale/reale di Arte Contemporanea promosso e diretto dalla cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università “La Sapienza” di Roma della prof.ssa Simonetta Lux. Attilio Pierelli muore a Roma nel Gennaio del 2013. Successivamente la famiglia sposta la collezione dallo spazio di Bomarzo al Comune di san Giustino, in Umbria, trovando collocazione nelle suggestive sale della Villa Graziani.

articolo pubblicato il: 09/02/2016

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