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"Wildlife Economy"

presentazione a Perugia


Presentazione dibattito

Wildlife Economy- Nuovo Paleolitico

Ovvero mettere a frutto una materia prima abbondante e rinnovabile nel quadro economico dell'Umbria

Giovedì 11 febbraio 2016 Ore 16 Salone d'Onore Consiglio Regionale - Palazzo Cesaroni Piazza Italia, 2 - Perugia

Giovedì 11 Febbraio alle ore 16 a Perugia, nel Salone d'Onore del Consiglio regionale a Palazzo Cesaroni (Piazza Italia, 2), Bernardino Ragni, autore del volume "Wildlife economy. Nuovo Paleolitico" (Aracne ed., 2015), terrà una presentazione del suo saggio con interventi e dibattito sul tema: "Wildlife economy - Nuovo Paleolitico, ovvero mettere a frutto una materia prima abbondante e rinnovabile". Il dibattito si incentrerà in modo particolare sulla gestione della fauna selvatica nel quadro di una innovativa visione di economia sostenibile. Presiede e introduce Fernanda Cecchini, assessore agricoltura, ambiente, cultura; presenta il saggio "Wildlife economy - Nuovo Paleolitico", Bernardino Ragni, biologo dell'ambiente, autore del volume; contestualizza nel quadro dell'economia regionale, Antonio Boggia, economista dell'ambiente e prefatore del saggio; inquadra l'applicabilità della filosofia-progetto nel territorio regionale, Umberto Sergiacomi, biologo dell'ambiente, responsabile dell'Osservatorio Faunistico Regionale. Sono invitati al dibattito: consiglieri regionali, Associazioni Agricoltori, Associazioni Venatorie, Atc, Associazioni Ambientaliste, altri stakeholder nel campo agro-alimentare, agro-ambientale, agri-turistico. Conclusioni: assessore Fernanda Cecchini.

La Wildlife economy ed il saggio con il quale essa viene teorizzata, sono stati presentati in anteprima ad EXPO 2015 dallo stesso autore, Bernardino Ragni, in un evento organizzato da ANBI Umbria e Consorzio Bonificazione Umbra in collaborazione con l'Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela del Territorio e Acque Irrigue.

"Wildlife Economy. Nuovo paleolitico" è "un saggio breve dallo strano titolo - spiega Bernardino Ragni - , forse ermetico. Una sua parafrasi potrebbe essere: "proposta di utilizzazione economica di una parte della fauna selvatica italiana, quella suscettibile di essere tecnicamente amministrata, imitando l'approccio che gli umani adottavano nei confronti della stessa precedentemente all'invenzione dell'agricoltura, in chiave moderna". Titolo probabilmente più comprensibile ma, con maggiore probabilità, contro ogni tentazione! Il lettore scoprirà, molto presto, che la fauna selvatica può essere vista non come mero oggetto di contemplazione o, al contrario, di consunzione, bensì come "risorsa rinnovabile" da usare ragionevolmente. Il volume tratta, dunque, di economia sostenibile, "buona" per l'attuale realtà italiana, nonché europea e qualsiasi altro luogo del Pianeta dove sia rimasta terra, erba, alberi. "Ancora oggi - spiega l'autore - la gran parte del territorio nazionale è caratterizzata da spazi dove si pratica o si praticava attività agronomica (agri-coltura, zoo-coltura, selvi-coltura). A partire dagli Anni Sessanta dello scorso secolo, porzioni sempre più vaste di territorio rurale risultano abbandonate, sia per un progressivo cambiamento del modello socio-culturale della popolazione, sia, sempre più marcatamente, perché il costo complessivo finale dei prodotti non risulta convenientemente inferiore al loro prezzo di vendita, imposto dal mercato".

Bernardino Ragni biologo, ricercatore universitario, è stato professore aggregato di Zoologia Ambientale e di Gestione Faunistica presso il Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale, Facoltà di Scienze MFN, Università degli Studi di Perugia, fino all’Ottobre 2011. Esperto di biologia e conservazione dei Tetrapodi, uso sostenibile e conservazione delle risorse naturali viventi, del paesaggio, del territorio; le attività accademica e professionale sono svolte in collaborazione con Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato. Autore e coautore di 154 pubblicazioni scientifiche e specialistiche. Membro della Species Survival Commission e del Cat Specialist Group dell’IUCN, The World Conservation Union. Componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio regionale permanente per la biodiversità, il paesaggio rurale, lo sviluppo sostenibile dell’Umbria, come responsabile del gruppo di Zoologia.

articolo pubblicato il: 01/02/2016

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