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parlano di noi (e ridono)
di Teddy Martinazzi

Ci hanno riso dietro anche in Cina. Anche sui lontani quotidiani cinesi, infatti, è apparsa la notizia dell’uomo che ha messo in agitazione l’apparato di sicurezza italiano, aggirandosi con un fucile giocattolo tra l’incrocio delle due linee metropolitane di Roma e la soprastante stazione ferroviaria più importante della Capitale.

Se è vero il proverbio che il difetto sta nel manico, il Ministro degli Interni Angelino Alfano avrebbe dovuto trarre le doverose conclusioni, soprattutto dopo la figuraccia del suo sottosegretario Bubbico che ad operazione ancora in corso si è affrettato a fare una trionfalistica dichiarazione a Radio 24, salvo dover poi affrettarsi a ritrattare.

Divertente il fatto che ad Anagni il presunto terrorista sia stato fermato da un capotreno e da un maresciallo dei carabinieri e lasciato subito andare. Giustamente, visto che aveva un’arma giocattolo, ma non si capisce come il Ministero abbia potuto diramare la notizia che si trattava di un uomo con problemi psichici se non se ne conoscevano le generalità e non era presente uno psichiatra.

Il giorno dopo abbiamo assistito alle solite dietrologie in rete di chi ipotizzava che si fosse trattato di una esercitazione in grande stile per testare la capacità di risposta delle nostre forze dell’ordine ad un attacco terroristico ed alle solite geremiadi di chi si lamenta della scarsa capacità dei nostri apparati di sicurezza di rispondere all’emergenza.

Senza voler entrare nelle polemiche, guardando il fermo immagine pubblicato dal sito de La Repubblica, dove non era distinguibile il tappo rosso alla fine della canna, il vostro Teddy, che peraltro non è armaiolo, aveva esclamato che si trattava sicuramente di un giocattolo. Non si capisce come mai non sia venuto in mente al Ministro Alfano di far ingrandire l’immagine dal primo computer sottomano.

A questo punto il timore è che l’uomo con il mitra (giocattolo) sia incriminato, come già si vocifera, per procurato allarme, come se avesse qualche colpa di quello che è successo, mentre dovrebbe, lui sì, denunciare qualcuno per essere stato definito un disturbato.

Ma il timore maggiore viene da quanto ipotizzato da un lettore de Il Fatto quotidiano, secondo il quale il Bomba, che si presume sia un soprannome di Renzi, possa annunciare un decreto legge contro le armi giocattolo. Considerato quello che accade in Italia, non è un’ipotesi così peregrina.

articolo pubblicato il: 26/01/2016 ultima modifica: 03/02/2016

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