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teatro
"Decamerone"

al Sanzio di Urbino, al Lauro Rossi di Macerata, a La Fenice di Senigallia ed al Ventidio Basso di Ascoli Piceno


Torna nelle Marche da martedì 26 gennaio Stefano Accorsi con Decamerone. Vizi, virtù e passioni in un’interpretazione di altissimo livello che rappresenta il secondo appuntamento del “Progetto Grandi Italiani” di Marco Baliani, che firma adattamento teatrale e regia dello spettacolo, Stefano Accorsi, Marco Balsamo (Orlando Furioso, Decamerone, Il Principe) teso a valorizzare i tesori della lingua italiana e l’attualità delle tematiche. Il carro-furgone, “casa” e teatro viaggiante della compagnia che permette di volta in volta di creare spazi e suggestioni necessari a narrare sette novelle di Boccaccio, sette storie che sembrano buffe, ma che sotto sotto mostrano il mistero della vita farà tappa il 26 gennaio al Teatro Sanzio di Urbino, il 27 e 28 al Teatro Lauro Rossi di Macerata, il 29 a La Fenice di Senigallia e il 30 e 31 gennaio al Ventidio Basso di Ascoli Piceno nell’ambito della stagioni promosse dai rispettivi Comuni con l’AMAT e la Compagnia della Rancia per il Teatro La Fenice di Senigallia.

“Le storie servono a rendere il mondo meno terribile – afferma Marco Baliani nelle note di regia - a immaginare altre vite, diverse da quella che si sta faticosamente vivendo. Le storie servono ad allontanare, per un poco di tempo, l’alito della morte. Finché si racconta, e c’è una voce che narra siamo ancora vivi, lui o lei che racconta e noi che ascoltiamo. Per questo nel Decamerone ci si sposta da Firenze verso la collina e lì si principia a raccontare. La città è appestata, servono storie che facciano dimenticare, storie di amori, erotici, furiosi, storie grottesche, paurose, purché siano storie, e raccontate bene, perché la morte là fuori si avvicina con denti affilati e agogna la preda. Abbiamo scelto di raccontare alcune novelle del Decamerone di Boccaccio perché oggi ad essere appestato è il nostro vivere civile. Percepiamo i miasmi mortiferi, le corruzioni, gli inquinamenti, le mafie, l’impudicizia e l’impudenza dei potenti, la menzogna, lo sfruttamento dei più deboli, il malaffare. In questa progressiva perdita di un civile sentire, ci è sembrato importante far risuonare la voce del Boccaccio attraverso le nostre voci di teatranti. Per ricordare che possediamo tesori linguistici pari ai nostri tesori paesaggistici e naturali, un’altra Italia, che non compare nei bollettini della disfatta giornaliera con la quale la peste ci avvilisce. Per raccontarci storie che ci rendano più aperti alla possibilità di altre esistenze, fuori da questo reality in cui ci ritroviamo a recitare come partecipanti di un globale Grande Fratello. Perché anche se le storie sembrano buffe, quegli amorazzi triviali, quelle strafottenti invenzioni che muovono al riso e allo sberleffo, mostrano poi, sotto sotto, il mistero della vita stessa o quell’amarezza lucida che risveglia di colpo la coscienza. Potremmo così scoprire che il re è nudo, e che per liberarci dall’appestamento, dobbiamo partire dalle nostre fragilità e debolezze, riconoscerle e riderci sopra, magari digrignando i denti”.

Lo spettacolo è prodotto da Nuovo Teatro diretto da Marco Balsamo. Completano il cast dello spettacolo Silvia Ajelli, Salvatore Arena, Silvia Briozzo, Fonte Fantasia e Mariano Nieddu. La drammaturgia è a cura di Maria Maglietta, le scene e i costumi di Carlo Sala, il disegno luci di Luca Barbati.

Per informazioni: AMAT 071 2072439, Teatro Sanzio 0722 2281, biglietteria dei Teatri di Macerata 0733 230735, Teatro La Fenice 071 7930842 / 335 1776042, Teatro Ventiido Basso 0736 244970, Call center dello spettacolo nelle Marche 071 2133600. Inizio spettacoli: Urbino, Macerata e Senigallia ore 21; Ascoli Piceno sabato ore 20.30, domenica ore 17.30.

articolo pubblicato il: 22/01/2016

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