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bail in istruzioni per l'uso

tenere lontano dagli sprovveduti

di Vittorio Sordini

Alcune testate, anche molto importanti, seguite da molti ed univocamente considerate “specializzate”, talvolta offrono un approccio semplicistico a problematiche complesse. Le conseguenze di un approccio semplicistico spesso si manifestano dopo molto tempo ed i danni che i malcapitati lettori dovranno subire saranno gravi ed irreversibili.

L’Associazione Bancaria Italiana, qualche tempo indietro, pose in essere un’iniziativa tesa a rinsaldare la fiducia dei risparmiatori minata dagli accadimenti che avevano riguardato il mancato rimborso di obbligazioni di primarie aziende e bond emessi da Stati Sovrani. L’epigrafe dell’iniziativa che molti ricorderanno era “Patti Chiari” e all’interno dei sub-argomenti si poteva prendere visione della raccomandazione “obbligazioni a basso rischio e basso rendimento”. Probabilmente l’obiettivo era quello di informare la clientela che ad un basso rischio corrisponde un basso rendimento. Tristemente si potrà ricordare che tra le obbligazioni a basso rischio e quindi a basso rendimento c’era annotata anche la Lehman Brothers.

Sicuramente chi si occupò di curare ed aggiornare i dati dell’iniziativa fu letteralmente paralizzato dalla sorpresa, perché a distanza di qualche giorno dal fallimento della Banca americana, non aveva aggiornato l’elenco togliendo l’emittente fallito. Tutti coloro che basarono le proprie attività di investimento su quella lodevole iniziativa pagarono un prezzo elevato. Paradossalmente proprio coloro che per propensione personale sono avversi al rischio o gli Amministratori degli Enti che lo devono essere per Statuto, pagarono il prezzo maggiore.

Oggi sulle maggiori testate si legge l’annuncio dell’entrata in vigore della direttiva Brrd (acronimo che sta per Bank Recovery and Resolution Directive) ed ancora una volta, purtroppo, in diversi casi l’approccio è semplicistico. Affermare che strumenti finanziari denominati covered bond sono pressoché esenti da rischio equivale ad incorrere nello stesso errore che fu commesso inserendo la Lehman Brothers tra gli emittenti di obbligazioni a basso rischio e basso rendimento. Per poter dare indicazioni sui covered bond sarebbe necessario studiarsi il disposto della legge 130 del 30 aprile 1999 e seguirne l’evolversi con particolare riferimento allo specifico articolo 7-bis, senza omettere di informarsi circa le “disposizioni sulle cartolarizzazioni” DL 15 marzo 2015 art. 4-ter.

In sintesi è acclarato che non esistono investimenti esenti da rischio ed è altrettanto chiaro che il rischio è indipendente dal rendimento.

Se si volesse elevare l’ovvio a dottrina si potrebbe affermare che il rendimento che si dimostra essere esagerato a parità di rischio nasconde un elemento che vale sicuramente la pena di esaminare con cura. Tuttavia alcune semplici cautele possono consentire di evitare di incorrere in spiacevoli situazioni: la prima di tali cautele è quella di assicurarsi di essersi affidati ed essere effettivamente seguiti da un professionista serio e competente e che soprattutto non ci possa essere nel rapporto istaurato alcun conflitto di interessi. Nei Paesi anglosassoni questo avviene ormai da molti anni; in Italia e in generale nella parte meridionale d’Europa i risparmiatori, ancora, non riescono ad affrancarsi da comportamenti che spesso hanno permesso che potessero essere soprannominati “popolo dei BOT” o peggio ancora “parco buoi”.

Nel 2016 come è sempre successo negli anni precedenti il vocabolario dei risparmiatori si arricchirà di altri termini prima ignoti ai più; nel 2015 si è dovuto familiarizzare con il Bail in e il bail out, le obbligazioni subordinate e quelle senior. Speriamo che a questo punto sia diventato chiaro che conoscere in tempo utile il “vero” significato dei termini può essere un ottimo antidoto all’amarezza del dolore causato da perdite economiche.

articolo pubblicato il: 04/01/2016 ultima modifica: 23/01/2016

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