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Cosa c'รจ dietro Noi italiani
di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

Su La 7 ho assistito a un curioso siparietto. Due grandi giornalisti televisivi, Gruber e Damilano (mi ricordano il meglio dei reporter-mastini americani anni '50-'60, mitizzati da Hollywood), hanno avuto una serata no. Eccitandosi a vicenda, cercavano di far dire a un elegante Diego Della Valle che avrebbe fondato un partito, alternativo all'imminente Partito della Nazione del suo «amico» Matteo. Lo confesso, mi è spiaciuto che i due colleghi, raffinati politologi, per motivi incomprensibili, abbiano finto di non capire l'innovatività della posizione di Della Valle, concentrandosi su una banale analisi logica di un paio di sue frasi. Lui è parso imbarazzato, ma questo ha rafforzato il suo messaggio, dandogli una patina di verità che non avrebbe avuto se i due colleghi non fossero stati così inutilmente aggressivi. Successivamente, La 7 con Floris gli ha permesso di spiegare la sua idea, non certo una banale discesa in campo.

Riflettiamo. Due anni fa Renzi e Berlusconi, nei titoli dei film si legge «da un'idea di Verdini», siglano verbalmente un Patto, detto del Nazareno. Dopo aver mandato, in soffitta i vecchi ex Pci alla Bersani (con Cgil e Fiom al seguito), in cantina Salvini e Meloni, avrebbe dovuto sfociare in un nuovo partito di centro (denominato «della Nazione») che guardasse, seppur a occhi bassi, sia a destra, sia a sinistra. L'idea è la stessa perseguita dalle Classi Dominanti occidentali che, osservando i primi segnali dello squagliamento della società «liquida» da loro stesse creata, devono trovare una soluzione che permetta loro di mantenere a ogni costo il potere. I primi tentativi di mettere insieme centro-destra e centro-sinistra ci sono già, la Grosse Koalition tedesca, l'alleanza di fatto gollisti-socialisti al secondo turno in Francia contro Marine Le Pen, l'alleanza consolidata al Congresso fra Repubblicani e Democratici, etc.

Diego Della Valle ha capito quello che tutti noi, non schiavi del banale intellettualismo che ci avvolge, avevamo intuito: questi partiti della Nazione sono una furbata, un seitan per vegani, a noi carnivori spacciato per bue di Kobe. Grazie a una legge con il doppio turno (Italicum), fortemente maggioritaria, costoro vogliono costringere gli italiani della maggioranza silenziosa (destrorsa) o della sinistra doc, dopo aver votato per il loro candidato (Salvini, Meloni, Fassina) al primo turno, che al ballottaggio, schifati, o non vadano alle urne o votino, turandosi il naso, Renzi-Verdini, anziché il M5S.

Mi pare doveroso che, prima di arrivare a questo orrendo dilemma, un cittadino importante e sensibile ai temi sociali come Della Valle, esplori una soluzione alternativa. Lui non è uno sprovveduto, come alcuni famosi personaggi della società civile che ogni tanto brigano per impossessarsi dei voti di Berlusconi, fa una rigorosa indagine di mercato, individua uno schema organizzativamente corretto, esce dal porto delle nebbie. Chiama «Noi italiani» una macchina comunicazionale che, partendo dalla «solidarietà» verso i lavoratori e il territorio, ne verifichi l'impatto sull'opinione pubblica. Se il «movimento solidale» supera il primo traguardo della montagna, fra sei-otto mesi potrebbe trasformarsi in un movimento d'opinione, propedeutico, se del caso, a un movimento politico. In caso contrario, resta un'associazione socio-culturale di pregio.

Questi due anni di Renzi Premier cosa ci hanno insegnato? Non dobbiamo confonderlo né con un dittatore, né con un leader, è un primo della classe, come tale dobbiamo trattarlo, sapendo che, alla fine di ogni anno scolastico, decade. Della Valle ha colto un aspetto importante della leadership di Matteo Renzi e della sua avventurosa strategia politica: come detto sopra, Renzi vuole giocarsi tutto nel ballottaggio, una follia, ma legittima. Chi non accetta questo dilemma deve avere un'opzione alternativa, Della Valle ne propone una, con verifica finale a giugno. Se non ce la fa, non ci resta che scegliere: o il fosco M5S o il losco PdN. Sgradevole, ma democraticamente corretto.
www.grantorinolibri.it
editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 11/12/2015 ultima modifica: 22/12/2015

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