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il filosofo bombardiere
di Riccardo Ruggeri

da ITALIA OGGI

Oggi chi rappresenta meglio di tutti l'Homo Erectus occidentale è un francese, certo Bernard-Henri Lévi, un tempo filosofo sbarazzino, i suoi libri, appena discreti, non sono all'altezza delle donne meravigliose che ha avuto, ma tant'è. Da una dozzina d'anni, forse per combattere la noia (invecchiando molti di noi diventano lagnosi guerrafondai), ha scelto un mestiere unico, dove però eccelle. È un mix fra Lord Byron, Lawrence d'Arabia, Bruce Chatwin, talmente irrequieto che spesso, da privato, dichiara guerra a qualche Stato. Dopo l'Irac, tentò con Gheddafi (non ne sopportava il lezzo), riuscì a convincere Sarkozy, Carlà, Cameron (olezzo chic) e pure Obama a fare la guerra.

Per i tre fu un disastro, da allora tutti li considerano tre inetti, per lui una medaglia, la sua camicia bianca dall'aristocratico colletto divenne un mito. Tentò di disarcionare Assad, riuscì a convincere i soliti tre, ma Putin e Bergoglio si misero di traverso, fallì. Da allora li odiò, sognò una guerra ucraina contro Putin, fu un flop (Putin è maschio alfa, lui no). Dopo il massacro di Parigi, ci ritenta, indossa una divisa da peshmerga, spinge Hollande («se i bombardamenti mi hanno regalato 7 punti di share, quanti saranno per una guerra terrestre?»), facile convincere il borioso Cameron (si paragona a Churchill, non è neppure Chamberlain), ci tenta con Obama, minacciandolo di svelare che soffre della Sindrome di Oslo (terribile per un uomo che è solo immagine).

BHL sarà pure vacuo ma è intelligente, si rende conto che questa volta non basta più dire: «quelli dell'Isis son nazisti, questa è una guerra moralmente giusta, non si aggiunge male al male ma lo si argina, e anche bombardare». C'è una seccatura in più, ora bisogna mandare figli e nipoti a morire nel deserto. Prigioniero com'è di salottiere retoriche militariste, non sa che noi italiani abbiamo l'hashtag giusto, nell'800 si chiamava poesia (Guerrini): «Ah, siete voi? Salute o ben pensanti/in cui l'onor s'imbotta e si travasa;/Ma dite un po', perché gridate “avanti”/ e poi restate a casa?/Perché, lungi dai colpi e dai conflitti,/Comodamente d'ingrassar soffrite,/Baritonando ai poveri coscritti/“Armiamoci e partite”». Alla prossima, Monsieur Levy.
www.grantorinolibri.it
editore@grantorinolibri.it

articolo pubblicato il: 01/12/2015 ultima modifica: 10/12/2015

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