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il cinema di caino
"Mogliamante" (1977)

di Marco Vicario

di Gordiano Lupi

Mogliamante (1977)
di Marco Vicario

Regia. Marco Vicario. Soggetto e Sceneggiatura: Rodolfo Sonego. Revisione della Sceneggiatura: Marco Vicario. Fotografia: Ennio Guarnieri (Technicolor). Scenografia. Mario Garbuglia. Arredatore: Carlo Gervasi. Costumi: Luca Sabatelli. Montaggio: Nino Baragli. Musica: Armando Trovaioli. Edizioni Musicali: P.E.C.E. (Paris). Esecuzione Musiche: Orchestra dell'Unione Musicisti di Roma. Panista: Armando Trovaioli. Direttore di Produzione: Lucio Trentini, Franco Cuccu. Produttore Esecutivo: Alberto Pugliese. Aiuto Regista: Mauro Cappelloni. Operatore alla Macchina: Renato Ranieri. Fotografo di Scena: Gianni Vino. Fonico: Raul Montesanti. Tecnico del Colore: Carlo La Bella. Teatri di Posa. Vides Cinematografica (Roma). Doppiaggio: CVD. Esterni: Cison di Valmarino (Treviso). Produttore. Franco Cristaldi. Casa di Produzione: Vides (Roma). Interpreti: Laura Antonelli, Marcello Mastroianni, Leonard Mann, William Berger, Olga Karlatos, Stefano Patrizi, Luigi Diberti, Helene Stollaroff, Enzo Robutti, Paul Muller, Daniele Gabbai, Attilio Dottesio, Armando Branca, Elsa Vazzoler, Annie Belle, Gastone Moschin.

Mogliamante è un erotico patinato con tinte da feuilleton ottocentesco, interpretato da una Laura Antonelli in gran forma, che per l'occasione ritrova Marcello Mastroianni e si guadagna un posto paritario nei titoli di testa. Ricordiamo anche William Berger (Dario), la bellissima Olga Karlatos (amante del marito), Leonard Mann e un poco espresivo Stefano Patrizi. Enzo Robutti è il solito caratterista, un buon prete incazzoso che redarguisce i parrocchiani poco sensibili alla morale cattolica. Annie Belle è l’antagonista femminile di Laura Antonelli, calata in un'ottima interpretazione da donna perduta. La narrazione è ambientata nella provincia veneta, ai primi del Novecento, il film è girato quasi interamente a Cison di Valmarino (Treviso), nella vallata tra Vittorio Veneto e Follina, lungo il fiume Soligo (in una sequenza si vedono le cascate). Gli edifici sono reali, l'abitazione di Antonia (Antonelli) e il granaio dove si rifugia Luigi (Mastroianni) sono due palazzi contigui utilizzati per la finzione scenica. Antonia è una donna ritenuta frigida dal marito, che la trascura e la tradisce, ma a un certo punto il coniuge scompare perché accusato ingiustamente di un delitto. La moglie deve cavarsela da sola, cambia carattere, prende decisioni, assapora le gioie della vita e del sesso. Al ritorno il marito dovrà tener conto che le cose sono cambiate. Sceneggiatura di Rodolfo Sonego, l'uomo che ha inventato Alberto Sordi, rivista dal regista. Il film vince un meritato David di Donatello.

Moglieamante è caratterizzato dalla suggestiva colonna sonora di Armando Trovaioli che compone alcuni pezzi intensi al pianoforte per sottolineare i momenti più struggenti, quasi una sinfonia che accompagna le scene erotiche e le gesta degli attori. Laura Antonelli interpreta il ruolo di una moglie che sembra malata cronica, ma soffre di un forte esaurimento nervoso provocato dal rapporto con un marito che la trascura per compiere lunghi viaggi. Luigi è un ottimo Marcello Mastroianni, commerciante di vini come copertura, ma in realtà scrittore - editore di testi anarchici e vero libertino. La moglie resta sola con le domestiche e le inservienti, non scende mai dal letto, si fa visitare dal medico in continuazione. Il marito la tradisce senza sosta, persino con la serva (Annie Belle), che lascia davanti al portone il fidanzato per andare a far l’amore con l’amante. Annie Belle è pettinata con il caratteristico caschetto di capelli corti, questa volta neri e non biondo ossigenato come in Laure. Molto credibile la sequenza erotica tra l’attrice francese e Mastroianni che si conclude con un bacio prolungato nella zona pubica dopo aver sollevato la gonna sul divano, con movimenti intriganti. Il regista mette alla berlina il perbenismo piccolo - borghese, mostra la ragazza in chiesa con il fidanzato subito dopo il tradimento e tutte le convenzioni legate a verginità e matrimonio, sconfessate dalla cruda realtà.

Il cambiamento di rapporti tra moglie e marito si verifica quando il secondo deve nascondersi nel granaio dell’amico (Gastone Moschin) perché teme di essere incolpato di un omicidio anarchico. Si fa passare per morto, la moglie si convince che sia vero, e - liberata dalla sua ingombrante presenza - guarisce dai mali immaginari e prende in mano le redini dell’azienda. Vediamo Antonia guidare la carrozza in maniera spericolata, rischiare la vita sul ciglio di un burrone, frequentare le locande e i posti equivoci dove il marito incontrava le amanti, fermarsi al circolo della caccia e soprattutto scoprire la vita segreta del coniuge. Olga Karlatos è una donna medico dagli occhi stupendi, pure lei amante del marito, insieme ad Annie Belle. La moglie viene a sapere che il marito andava a letto con due donne che avevano tra loro un rapporto lesbico. Mastroianni controlla la vita della moglie dalla finestra che si affaccia sulla villa, la vede cambiare giorno dopo giorno ma non può intervenire. Annie Belle incontra Laura Antonelli, racconta in flashback il rapporto con il marito insieme alla Karlatos e spinge la moglie al tradimento.

Antonia prima tradisce per vendetta, senza partecipazione, solo per punire il compagno, poi s'innamora di un altro uomo e fa soffrire Luigi, consapevole ma impossibilitato a intervenire. Il nuovo amore della moglie è un medico che diventa compagno di vita, le fa capire di non essere frigida ma di avere bisogno di comprensione. A un certo punto la moglie comprende che il marito è nascosto nel granaio di fronte alla villa, ma continua a sfidarlo e amoreggia con la finestra aperta. Luigi dal rifugio osserva le tre donne della sua vita: Belle, Karlatos e Antonelli. Si rende conto che la moglie vive grazie ai suoi amanti ciò che con lui non ha mai provato. Percorre la sua strada fino in fondo: organizza incontri a tre, ricambia tutto il male che le è stato fatto. Annie Belle decide di sposarsi con il fidanzato, così innamorato di lei da essersi conservato puro e vergine per la sua donna. Lei, invece, non lo è più, l’ha tradito allegramente. “Quando lo scoprirà cosa gli dirai?”, osserva Antonia. “Come mi disse una volta suo marito: succede a chi arriva troppo tardi!”. Il fidanzato si suiciderà con un colpo di pistola in un drammatico finale che il registra gioca tutto sulla suspense. Mastroianni opta per tornare a casa e accettare la situazione. La moglie è ancora innamorata, ma adesso il rapporto può essere impostato su un piano paritario perché è diventata una donna diversa. Il film gode di un’ottima ricostruzione d’epoca, intensa colonna sonora, fotografia anticata, color ocra, soffusa, dai toni crepuscolari. Un buon dramma erotico dal tono romantico, caratterizzato da elementi di commedia, grande cura formale per ambientazione, scenografia e commento musicale. Finale senza una parola, tutto giocato sugli sguardi e poetici piani sequenza. Marco Vicario realizza un film erotico patinato, intenso, mai volgare, ricco di voyeurismo, stile Tinto Brass e Joe D'Amato, autori di piccoli capolavori come La chiave, L’alcova e Il piacere, al tempo stesso pone l'accento sui difficili rapporti tra coniugi nella seconda metà dell'Ottocento, analizza la condizione della donna, la voglia di libertà sessuale e le condizioni di vita dei contadini. Mogliemante è caratterizzato da una visione femminista della storia, perché sono le donne gli elementi vincenti del melodramma, alle prese con uomini inetti, vigliacchi, perdenti o che non riescono a prendersi le loro responsabilità.

Marco Vicario (Roma, 1925), vero nome Renato, comincia come attore, diplomato al Centro Sperimentale di Roma nel 1949. Decide di cambiare nome in Marco per non essere confuso con un omonimo interprete di fotoromanzi. Modesto attore di film avventurosi, romantici e melodrammatici dove seriva un volto gradevole e non era necessaria grande originalità e versatilità, dal 1948 al 1955, opta in seguito per la produzione, fondando l'Atlantica Film. Dirige, scrive, produce e distribuisce lavori interessanti in oltre trent'anni di attività. Alla regia debutta con due mondo-movie erotici: Le ore nude e Il pelo nel mondo (coregia con Antonio Margheriti), entrambi del 1964, ma è noto come il regista dei Buzzanca movies, spesso interpretati dalla moglie Rossana Podestà. I suoi titoli più celebrati sono Sette uomini d'oro (1965) e Il grande colpo dei sette uomini d'oro (1965), ma non dobbiamo dimenticare Homo eroticus (1971), Il prete sposato (1971), Paolo il caldo (1973), Mogliamante (1977) e Il cappotto di Astrakan (1979). Il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa è Scusa se è poco (1982). Attivo ancora oggi in Francia come produttore pubblicitario. Padre di Stefano e Francesco, pure loro registi. Cifra stilistica dominante: il cinema erotico, ma un erotismo patinato, colto, mai volgare.
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articolo pubblicato il: 26/11/2015

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