torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

musica
Pozza e Cigalini in concerto

al Teatro Massone di Pieve Alta


Domenica 29 novembre il pianista jazz Andrea Pozza e il sassofonista Mattia Cigalini si esibiranno a Pieve Alta (Teatro Massone alle 17), nell’ambito della rassegna Pieve Classica organizzata dal Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso. I due artisti collaborano spesso assieme riscuotendo ottime critiche e consenso unanime da parte del pubblico. La loro formula vincente consiste in un interplay disinvolto ed innato da parte di entrambi e nella libera apertura all’ispirazione del momento, nella migliore delle tradizioni jazz. Il Pozza-Cigalini Duo proporrà brani di loro composizione oltre che una selezione di standard da Thelonious Monk a Billy Strayhorn, omaggiando artisti che sono stati per entrambi fonte di ispirazione.

Mattia Cigalini, classe ’89, è da considerarsi un musicista di razza, cresciuto accanto a grandi nomi del panorama jazzistico nazionale da Franco Cazzola a Tullio De Piscopo, da Rosario Bonaccorso a Dado Moroni e allo stesso Andrea Pozza. A soli 18 anni pubblica il suo primo album da leader “Arriving Soon” (2009, Dejavu Record) con la collaborazione di Fabrizio Bosso, Andrea Pozza, Tullio De Piscopo e Riccardo Fioravanti. Con l’album “Res Nova” raggiunge la maturità artistica. Il suo nuovo album “Beyond” inciso per la prestigiosa casa discografica CAM JAZZ, è stato presentato in anteprima europea al Festival Internazionale di Münster (Germania).

Andrea Pozza ha una solida carriera nazionale ed internazionale ed è riconosciuto dalla critica e dal pubblico come una delle personalità più rappresentative in ambito jazz attualmente in circolazione. Reduce da una tournèe in Inghilterra che lo ha visto protagonista tra l’altro al London Jazz Festival e ospite della BBC, Pozza è un pianista eclettico capace di affrontare con grande disinvoltura qualsiasi repertorio, è sia leader carismatico sia partner ideale per grandi artisti che trovano in lui empatia e innato interplay. Andrea Pozza ha debuttato a soli 13 anni e da allora si è esibito al fianco di alcuni “mostri sacri” della storia del jazz: Harry "Sweet" Edison, Bobby Durham, Chet Baker, Al Grey, George Coleman, Charlie Mariano, Lee Konitz, Sal Nistico, Massimo Urbani, e molti altri ancora. Intensa la sua attività concertistica che lo porta costantemente in tour in Italia e in Europa alla guida delle formazioni a suo nome. Pozza collabora stabilmente, tra gli altri, con Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Scott Hamilton, Steve Grossman, Tullio DePiscopo, Luciano Milanese, Dado Moroni, Ferenc Nemeth, Bob Sheppard, Antony Pinciotti, Furio Di Castri e tanti altri. Andrea Pozza è protagonista di numerosi progetti discografici a suo nome sia in trio (a gennaio 2016 pubblicherà per l’etichetta inglese il nuovo cd intitolato “Siciliana”; il precedente cd in trio era del 2013 ed intitolato “A Jellyfish From The Bosphorus”, Abeat Rec), sia in quintetto con artisti europei, inglesi ed olandesi (“Gull's Flight” Abeat Rec, 2011). Del 2014 sono gli album “I Could Write a Book” e “Who cares?” in duo con Scott Hamilton, sassofonista americano.

«La collaborazione tra artisti di differenti generazioni è importantissima – sostiene Andrea Pozza - suonare con musicisti più giovani (o più grandi) è utilissimo, oltre che divertente. In queste occasioni, lo scambio è tale che si è condotti a modificare il proprio punto di vista musicale, ampliandolo. Questo succede perché la tradizione che costituisce il mio background può essere diversa da quella di un musicista di 20 anni o di uno di 70». Andrea Pozza ricorda così quanto sia stato importante per lui confrontarsi con mostri sacri del calibro di Chet Baker, Gianni Basso, Harry "Sweet" Edison, Bobby Durham e tanti altri: «Ognuno dei giganti che ho avuto la fortuna di incontrare mi ha lasciato dentro un pezzettino dello spirito originale di questa musica, grazie a loro sono entrato in contatto con le radici del jazz e ho potuto assorbirne in presa diretta le caratteristiche peculiari, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto ritmico».

articolo pubblicato il: 25/11/2015

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it